Brasile, un audio scatena terremoto politico sul presidente Temer

Un nuovo terremoto politico scuote il Brasile e, a un anno dall’impeachment che causo’ la caduta della presidente Dilma Rousseff, minaccia la sopravvivenza del governo di Michel Temer. I proprietari della Jbs, colosso mondiale di produzione di carni, hanno consegnato alla giustizia materiale audio e video dai quali risulterebbe che l’attuale capo di Stato ha appoggiato il pagamento di tangenti milionarie all’ex presidente della Camera dei deputati Eduardo Cunha, perche’ questi – dal carcere – non svelasse dettagli compromettenti per lo stesso Temer. La notizia, lanciata dal quotidiano “O Globo”, ha deflagrato in un istante su tutti i media nazionali e scatenato reazioni ovunque. “La sessione e’ chiusa, non ci sono piu’ le condizioni per lavorare”, ha detto il presidente della Camera Rodrigo Maia interrompendo i lavori di un’Aula scossa dal grido “Temer a casa”. Slogan che presto si sarebbe rovesciato sulle piazze, su cartelli agitati dagli stessi movimenti che la primavera scorsa chiedevano che Rousseff abbandonasse il palazzo di Planalto. Protagonista indiscusso di quella manovra fu lo stesso Cunha, considerato un archivio vivente di tutte le possibili trame di corruzione che attraversano la scena politica nazionale. A lui, secondo le prove presentate dai proprietari di Jbs Joesley e Wesley Batista, sarebbero andati i 500 mila reais (circa 160 mila dollari) settimanali per non fare rivelazioni scottanti sul conto del presidente e del suo partito (Pmdb, Partito del movimento democratico brasiliano). La Jbs, sottolinea l’edizione brasiliana del quotidiano “El Pais” inizia a collezionare un discreto numero di cause giudiziarie, e i fratelli Batista sono arrivati a un accordo con la magistratura per rilasciare deposizioni di peso in cambio di sconti di pena. Armati di un apparecchio nascosto, i fratelli Batista avrebbero registrato il capo di Stato nel momento in cui li esortava a non sospendere i pagamenti. E proprio grazie a questa rivelazione, la polizia federale ha filmato il momento in cui la valigia con la tangente finiva nelle mani dell’intermediario, il deputato Rodrigo Rocha Loures, con i 500mila reais marcati ad hoc per poter essere facilmente rintracciati. In una nota uscita a tarda serata, il presidente Temer conferma l’incontro con gli imprenditori ma nega qualsiasi coinvolgimento nelle presunte trame di corruzione svelate dai nastri. Le prove presentate dai dirigenti di Jbs promettono lo stesso potenziale esplosivo rappresentato dai dossier aperti per le inchieste sulla compagnia energetica Petrobras o sull’impresa delle costruzioni Odebrecht: anche in questo caso, il fango coinvolge il Partito dei lavoratori di Inacio Luis Lula da Silva e Dilma Rousseff. Temer non era nuovo ad accuse e sospetti ma la situazione e’ questa volta piu’ complicata: non solo perche’ si parla di prove audio e video, ma anche perche’ queste risalgono a marzo 2017, quando Temer era gia’ nell’esercizio delle funzioni di presidente. Gli altri filoni di indagine si appuntavano infatti su azioni che lo vedevano coinvolto in possibili reati precedenti alla sua ascesa a Planalto.

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