governo

“L’unica soluzione, ora, e’ che Lega faccia cadere il Governo, prima che sia troppo tardi, pregiudicando con questa prospettiva anche un futuro Governo di centrodestra allargato alle forze pro-crescita del Paese. Forza Italia avrebbe introdotto il pareggio di bilancio nell’orizzonte triennale, tagliando le spese e risparmiando quelle per interessi grazie a un rapporto e a un dialogo piu’ responsabile con l’Europa e i mercati. La flat tax e la semplificazione fiscale sarebbero già una realta’. Per la Lega questa e’ un’operazione perdente, al netto ovviamente delle politiche per la sicurezza e l’immigrazione. Se mantengono le promesse contenute nel contratto calera’ il loro consenso per effetto del deterioramento dell’economia, se non le mantengono calera’ per la delusione dei loro elettori. Uno scenario loss-loss, come si dice in gergo”. Cosi’ Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

“E alla fine, dopo 80 giorni, ci siamo. Nel tempo necessario a fare un celebre giro del mondo letterario, l’alleanza tra Lega e Beppe Grillo ha piu’ modestamente scritto un contratto e partorito il governo delle larghe intese populiste. Giuseppe Conte e’ il presidente del Consiglio incaricato: gli ho fatto un grande in bocca al lupo. Opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno piu’ alibi, non hanno piu’ scuse, non hanno piu’ nessuno cui dare la colpa. E’ finito il tempo delle urla: tocca governare. Ne saranno capaci? Auguri e in bocca al lupo a tutti noi”. Cosi’ il senatore del Pd Matteo RENZI nella enews. “Sarebbe estremamente facile per noi giocare sulle incoerenze che caratterizzano la nuova maggioranza. Ci hanno spesso rinfacciato le mie contraddizioni, a cominciare dal non aver abbandonato la politica dopo il referendum. Tutte cose alle quali ho risposto nel merito ma che i nostri avversari liquidavano con ‘Noi siamo coerenti, voi no’. Da oggi non se lo possono piu’ permettere. Perche’ devono governare l’Italia, non strillare su Facebook. E se cercate l’incoerenza, da oggi, la troverete davvero”, aggiunge RENZI.

“Siamo alla definitiva dissociazione tra parola e politica. In politica ormai la parola non conta più nulla. Si può andare in campagna elettorale dicendo mai alleanze e poi fare il contrario il giorno dopo. Si può dire che Alfano, eletto con la coalizione di centro destra, è un voltagabbana se governa con il Pd e dire che Salvini, eletto con la coalizione del centro destra, è un politico responsabile che avvia la terza Repubblica se governa con il M5s”. Lo scrive Matteo Richetti del Pd su Facebook. “Si può dire – aggiunge – che quando gli avversari formano un Governo il premier non è eletto dal popolo. Se con la stessa dinamica il Governo lo fai tu, allora è voluto e amico del popolo. Si può dire che la Lega nord è incompatibile con la tua forza politica per tutti i soldi che si è intascata e farci un Governo il giorno dopo perché limportante è arrivare al potere”. “Si può continuare a dire agli italiani che tutto sta cambiando, proprio nel momento in cui nulla, ma proprio nulla, è diverso dai peggiori giochini che la politica ci ha offerto in passato. Le parole non contano più nulla. Si possono usare a piacimento. Che tanto, in fondo, domani è un altro giorno. Con le sue nuove, incoerenti parole”, conclude.

“Da lungo tempo ormai non c’e’ alcuna volontà politica di affrontare seriamente il problema del disagio abitativo con un piano organico e pluriennale di interventi che abbia l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi sociali ed in particolare di case popolari. Se si escludono le risorse destinate al recupero, molto parziale, di qualche migliaio di alloggi pubblici inutilizzati, che peraltro scontano un ritardo imbarazzante nel loro utilizzo, non assistiamo da tempo ad un dibattito serio sugli strumenti necessari per riqualificare il patrimonio pubblico ed estenderlo; per riportare la legalità ed il rispetto delle regole in molti quartieri di tante citta’; per dare un indirizzo univoco alle Regioni sulla gestione”. Lo afferma in una nota Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA. “E cosi’ mentre cresce la domanda, diminuisce il numero di case popolari, avanza il processo di degrado del patrimonio e si lasciano soli tanti assegnatari ed i loro comitati che sono gli unici a tentare di arginare e contrastare questo lento abbandono, lo Stato in tutte le sue articolazioni non affronta i problemi reali e parla d’altro – aggiunge -. E’ il caso della Sicilia, dove, oltre alla carenza di case popolari non si e’ mai affrontato il problema della trasparenza delle assegnazioni e dell’efficienza dei controlli sulle occupazioni abusive, si sceglie per l’ennesima volta la strada della sanatoria, dando un sonoro schiaffo a tutti quei cittadini che hanno regolarmente fatto la domanda e sono in attesa da anni. Non sappiamo se i legislatori siciliani si rendano conto che in questo modo certificano il fallimento di qualsiasi ipotesi di controllo pubblico su un bene comune qual e’ l’edilizia pubblica consegnandola, in alcuni quartieri, alla criminalità organizzata. E la dimostrazione dell’incapacità di rispondere ai bisogni dei cittadini con un progetto politico contro la legge del Far West e dell’illegalità diffusa – dice ancora Barbieri -. Lo sappiamo che tra gli occupanti abusivi ci sono tantissimi casi di forte disagio, ma altrettanto disagio c’e’ nelle migliaia e migliaia di famiglie presenti nelle graduatorie, ed allora serve ripristinare la certezza del diritto per tutti e non premiare l’illegalità’. Serve aumentare l’offerta di case popolari e non alimentare la guerra tra poveri. E’ quello che serve anche in altre regioni e a Firenze dove il sindaco, invece di lavorare per questo obiettivo, si inventa che il problema della carenza di case popolari e’ causata dalla presenza di troppi stranieri in questi quartieri. E cosi’, anche in questo caso, non avendo idea di come affrontare il disagio abitativo, si addebita la colpa all’anello piu’ debole della catena. E’ come se, non potendo o non volendo affrontare il dramma della povertà, diminuissimo per decreto il numero dei poveri – conclude il segretario generale del SUNIA -. E’ ora di smetterla con interventi spot e propaganda inconsistente per tornare a ragionare sulle soluzioni dei problemi reali e strutturali: come aumentare l’offerta di alloggi a canoni sociali e sostenibili; come riqualificare ed integrare i quartieri popolari; con quali strumenti promuovere l’inclusione sociale nei quartieri difficili; come riportare la legalità e la trasparenza nelle assegnazioni. Sono queste le domande a cui bisogna rispondere ed e’ su queste che si deve aprire un confronto. Non farlo significa aggravare una situazione già drammatica”.

Sergio Mattarella ci proverà ancora una volta. Lunedì prossimo 7 maggio, in un’unica giornata, svolgerà infatti nuove consultazioni con tutti i partiti per tentare di trovare una maggioranza di governo. Lo ha annunciato oggi con una nota che non nasconde sconcerto e forse anche qualche critica velata allo scarso senso di responsabilità delle forze paralmantari “A distanza di due mesi – si fa sapere infatti dal Quirinale – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate. Non e’ emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi e’ tramontata anche la possibilita’ di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd. Il presidente Mattarella svolgera’ nuove consultazioni, in un’unica giornata, quella di lunedi’ per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranze di governo”

La capacità di governo e quella di mediazione tra le parti, utile per reggere le sorti di un paese, non sono doti che una forza politica può mutuare dal semplice consenso elettorale. Si tratta infatti di quel bagaglio culturale e politico che ogni partito politico può o meno detenere in ragione della sua esperienza amministrativa. Non é un caso che il M5S e la Lega non riescano a trovare una sintesi per la composizione del governo e che si debba assistere al proliferare di veti e di diktat. Governare, cosi come raggiungere un compromesso per la formazione di una giunta di governo, richiede la capacità di andare oltre i propri interessi di parte, rinunciando ad una parte di essi, ed é questo un elemento che deve riguardare tutti i soggetti coinvolti. La situazione di empasse alla quale assistiamo, non é casuale ed é il risultato di una certa politica, incapace di ascoltare le ragioni dell’altro.

M5S e Lega, in quanto vincitori delle elezioni politiche, hanno non solo il diritto ma anche il dovere e la responsabilita’ di fare un governo. Ne e’ convinto Franco Frattini, ex ministro dei governi Berlusconi e attuale presidente del Sioi. Frattini non si espone riguardo alle insistenti voci che lo danno come possibile premier nel caso in cui il presidente Mattarella dovesse decidere di affidare l’incarico a una cosiddetta ‘riserva della Repubblica’: “Ho assoluta fiducia in Mattarella – dice Frattini in un’intervista all’AGI – e della sua capacita’ di condurre le consultazioni nel modo migliore per il Paese”. La lettura di Frattini dell’attuale situazione politica e’ chiarissima: “Coloro che hanno vinto le elezioni hanno la responsabilita’, non soltanto l’onore, di governare il Paese, e ritengo che abbiano dato gia’ un segno di intesa importante sulla presidenza delle due camere. Sia Salvini che Di Maio, senza dimenticare il ruolo che comunque Berlusconi sta giocando, sono riusciti a definire in tempi molto rapidi presidenze delle Camere e uffici di presidenza”.  A parere di Frattini, “e’ evidente che la partita del governo e’ molto piu’ delicata, ma, osservando la situazione politica dall’esterno, dico che ancora non hanno tirato fuori le carte, che usciranno solo quando il presidente della Repubblica comincera’ le consultazioni. E conoscendo il suo rigore costituzionale, sono certo che davanti a lui nessuno dei leader vincitori avra’ il coraggio di giocare a nascondino e di non dire le cose. Sono fiducioso della capacita’ di Mattarella di condurre questa fase”. Quanto all’eventuale ruolo che Frattini potrebbe giocare in un possibile governo di coalizione, l’ex ministro di Berlusconi non si sbilancia: “Nessuna previsione, nessuna anticipazione. Ho assoluta fiducia nel presidente Mattarella – ha spiegato Frattini all’Agi – e nella sua capacita’ di condurre le consultazioni nel modo migliore per il Paese. Immaginare ora le conclusioni a cui il capo dello Stato potrebbe arrivare – conclude Frattini – sarebbe addirittura assurdo, sapendo che Mattarella e’ persona di assoluto rigore costituzionale”.

La Presidenza della Regione siciliana sara’ l’ultima esperienza della vita politica di Nello Musumeci al termine della quale si ritirera’. Lo ha detto il Governatore intervenendo al Comitato di sorveglianza del Po Fesr 2014-2020 in corso all’Arsenale Borbonico, a Palermo. “Il mio impegno in questi ultimi cinque anni di mia vita politica e’ quello di consegnare una regione normale, dopo mi ritirero’ con i miei cani”, ha detto Musumeci.

A Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, non fa difetto la faccia tosta ma forse fa parte del copione che la Casaleggio Associati lo obbliga a recitare. Tra le sue ultime esternazioni quella relative alla formazione della nuova compagine di governo ‘non siamo disponibili a una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare’. E allora, ci sarebbe da chiedergli ‘perché il M5S vuole a tutti i costi come partner di governo il Pd, uscito sconfitto dalle urne?. Ma c’é dell’altro: delle sue lacune grammaticali, dei suoi strafalcioni, dei suoi congiuntivi a sorpresa sappiamo tutto ma alla luce delle posizioni assunte da cotanto statista viene da chiedersi quali fossero i suoi voti in matematica. Perché secondo le tabelline del M5S il 32% é un numero superiore al 37%. Dev’essere così, non si spiega altrimenti. Perché lo stesso Di Maio ripete da giorni che un governo che dovesse prescindere dal M5S ‘sarebbe un insulto alla democrazia’. E il 37% conseguito dalla coalizione di centrodestra? Quello possiamo trascurarlo senza pericolo di lesione della democrazia? L’arroganza del M5S e dei suoi adepti é tale da pretendere che le altre formazioni politiche debbano immolarsi a fare da stampella a un governo grillino, senza nulla a pretendere. Ma il M5S non era contrario a ogni tipo di alleanza con ogni altro partito tradizionale considerato brutto, sporco, cattivo e corrotto? Cosa é cambiato nel frattempo? Ah, si, certo: vogliono sedersi al governo. Poltrone. Tutto chiaro

L’attuale incertezza politica italiana, pur non andando a intaccare i progetti di investimento a lungo termine di Anas, nel breve rischia di rallentare qualche scelta per motivi burocratici. Lo ha rivelato l’amministratore delegato di Anas, societa’ del gruppo Ferrovie Italiane, Gianni Vittorio Armani, a margine dell’inaugurazione della mostra “Da 90 anni uniamo l’Italia”, inaugurata oggi alla Triennale. “Abbiamo per la prima volta un piano totalmente finanziato per 5 anni ed e’ una cosa incredibile, perche’ 33 miliardi di euro finanziati, rispetto ai 4 di soltanto due mesi fa, e’ una cosa veramente nuova per Anas – ha detto Armani -. Questo da’ un orizzonte temporale sicuramente stabile, ma e’ chiaro che la macchina burocratica, che ha bisogno anche della politica, quella che consente l’autorizzazione delle infrastrutture, deve funzionare”. “Si tratta di un elemento competitivo per il Paese e c’e’ bisogno lo strumento delle autorizzazioni funzioni – ha aggiunto -. Il Cipe, che e’ una struttura che si riunisce con a capo la politica per autorizzare e approvare le opere, si deve riunire, quindi ci deve essere un governo in carica”.