governo

Chiunque governera’ l’Italia distruggera’ l’euro dall’interno: se ne dice convinto, sul quotidiano britannico “The Telegraph”, il commentatore specializzato in affari europei Ambrose Evans-Pritchard, che in questi giorni e’ a Roma per seguire da vicino l’evoluzione della situazione politica italiana dopo le elezioni che domenica scorsa 4 marzo hanno dato la vittoria ai partiti populisti ed euroscettici. Secondo Evans-Pritchard, i mercati finanziari internazionali sbagliano a sottostimare le conseguenze del voto italiano scommettendo sul fatto che i cosiddetti “poteri forti”, l’eterna classe dirigente al potere nella Penisola, rimetteranno in piedi un altro governo tecnocratico a dispetto di quanto accaduto e della rabbia espressa dagli elettori. Al netto dei violenti sentimenti anti-Ue del quotidiano britannico “The Telegraph”, il quale spera in ogni occasione che un fallimento dell’Unione europea si tramuti in un successo della Brexit, e’ un fatto che le due piu’ probabili soluzioni del dilemma politico italiano vedrebbero comunque la nascita di un governo guidato da una forza anti-sistema: o un esecutivo diretto da Matteo Salvini, il leader della Lega, il piu’ euroscettico partito della coalizione di centro-destra, oppure un governo dominato dal Movimento 5 stelle (M5s) di Luigi Di Maio a cui lo sconfitto Partito democratico (Pd) farebbe da ruota di scorta. Quest’ultima opzione, secondo Ambrose Evans-Pritchard, e’ quella vista al momento con maggior favore dai summenzionati “poteri forti”: ma le autorita’ di Bruxelles, gli investitori finanziari internazionali e il tradizionale establishment filo-Ue italiano, scrive l’opinionista del “Telegraph”, andranno incontro a una feroce delusione se sperano che le “mosche cocchiere” del Pd riusciranno ad annacquare la forza dirompente del populismo anti-europeo di cui il M5s e’ portatore.

Il M5S ribadisce che la separazione tra la Rai e la politica, o meglio, la partitocrazia, è uno degli obiettivi di governo. “Bruno Vespa? Il suo futuro in Rai non lo decideremo noi al governo, c’è il Cda Rai per decidere. Noi taglieremo cordone ombelicale tra politica, governo e Rai”. Lo ha detto il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico del M5s a Non Stop News su Rtl.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che riforma la disciplina delle intercettazioni. Il testo è stato illustrato in conferenza stampa dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. La norma (Disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni) dovrà ora passare all’esame delle commissioni Giustizia e tornare a Palazzo Chigi. “Non limitiamo l’uso delle intercettazioni, strumento fondamentale per combattere i reati più gravi, – ha detto Gentiloni – ma contrastiamo l’abuso”. (Video: sito Consiglio dei ministri)

“Certo che andro’ a Catania, non c’e’ concorrenza. Se dovessimo vincere in Sicilia sarebbe una grande cosa. Poi ci sarebbe il Lazio perche’ avendo la Regione e la citta’ potremmo incominciare a governare bene. Quando hai la regione contro, il governo contro, le banche contro, voglio vedere chi riesce a governare”. Lo ha detto Beppe Grillo, nelle dichiarazioni andate in onda al Gr Rai, dopo la prima dello spettacolo teatrale ‘Fake’.

“Se abbiamo gia’ scelto i ministri, i sottosegretari, la linea da tenere in Europa, perfino quella della Lega, che bisogno c’e’ di vederci? Berlusconi sa gia’ tutto, noto”: cosi’ Matteo Salvini ha ironizzato sulle affermazioni fatte al vertice Ppe a Bruxelles da Silvio Berlusconi. In un’intervista a Repubblica, il leader leghista assicura che per le elezioni l’accordo nel centrodestra “si fara’”, ma sulle politiche europee si dovra’ discutere. “Io capisco che Berlusconi abbia l’esigenza di rassicurare la Merkel”, ha detto Salvini, “ma io sostengo al contrario che questa Europa deve cambiare, che con noi al governo i trattati saranno rivisti oppure arrivederci, che la moneta unica per 27 Stati non ha funzionato e andra’ pensato altro, che la politica europea a trazione tedesca ha prodotto solo danni per l’Italia”.

“Sentendo le parole di Padoan a Cernobbio mi sono messo a ridere: spudorato e faccia di bronzo”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Radio Cusano Campus. “Padoan lascia un’Italia con il record del debito- ripete Brunetta- lascia un’Italia incapace di ridurre il deficit, lascia un’Italia con il record di disoccupazione giovanile, lascia un’Italia con un livello di disoccupazione generale di 2-3 punti piu’ alto della media europea. Padoan lascia l’Italia fanalino di coda della crescita in Europa, quando la crescita sta toccando praticamente tutti i nostri partner, basti vedere la Spagna e non solo. Padoan lascia un’Italia isolata in Europa, il ricordo di Renzi e’ ancora cocente nelle cancellerie europee, lascia un’Italia che non conta assolutamente nulla nei quadranti geopolitici internazionali, lascia un’Italia distrutta nel suo sistema bancario, lascia un’Italia con pochissima credibilita’ del suo Ministero dell’Economia e delle finanze”. Secondo Brunetta “queste sono le macerie di Padoan, Renzi, Gentiloni. Non capisco dove il ministro dell’Economia trovi la positivita’ in tutto questo. L’unico elemento positivo in questi anni si chiama Mario Draghi, con la sua politica del quantitative easing, Mario Draghi che abbiamo indicato noi, il governo Berlusconi, alla Bce. La crescita dell’Europa e’ dovuta all’immissione di liquidita’ da parte della Bce, immissione di liquidita’ della quale l’Italia e’ incapace di approfittare proprio per le politiche economiche sbagliate di Renzi, Gentiloni, Padoan. L’eredita’ positiva- conclude Brunetta- francamente non la vedo”.

Il Ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ha presentato in data odierna le proprie dimissioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, con la seguente lettera inviata al premier Paolo gentiloni. Caro Presidente, scrive, “ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche. Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia”. In questi mesi, aggiunge, “ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C’e’ chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo, ma anche chi le ha apprezzate perche’ hanno portato una interessante dialettica. Tu, caro Presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero”. “Ho avuto un’occasione unica ed ho fatto un’esperienza bellissima- dice ancora-, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perche’ le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, ne’ ambiguita’”. “Allunghero’ la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente. Rassegno, pertanto, con la presente, le mie dimissioni dall’incarico di Ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del Governo”, conclude.
Il Presidente del Consiglio ha ricevuto questa mattina la lettera con cui il ministro Enrico Costa si dimette dalla sua responsabilità di governo. Ringraziando Costa per il contributo dato all’esecutivo, il Presidente del Consiglio assume l’interim degli Affari Regionali”. Così in una nota la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Bce, come da attese, ha dichiarato le due banche venete ‘prossime a fallire’ e ha informato il Single Resolution Board, (Srb) il quale ha deciso di non applicare la procedura di risoluzione. Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane. “Il Governo si riunirà nel fine settimana per adottare le misure necessarie ad assicurare la piena operatività bancaria, con la tutela di tutti i correntisti, depositanti e obbligazionisti senior”. È quanto si legge in una nota del Tesoro dopo le comunicazioni della vigilanza Bce e del meccanismo di risoluzione Ue sulle banche venete. La Commissione “prende nota della decisione della Bce” sulle Banche venete, e “sta ora alle autorità italiane determinare la strada da prendere per le due banche, in linea con la legislazione italiana sul fallimento”. Bruxelles “sta avendo discussioni costruttive con le autorità” sulle proposte di sostegno statale, ci sono “progressi per trovare molto presto una soluzione”. Lo fa sapere la Commissione Ue, precisando che i depositi e i senior bond saranno protetti.

“Il mio governo durerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento. Questo è il mio mantra. Penso sia possibile” ”. Lo dice dal palco della ‘Repubblica delle idee 2017’ a Bologna, il premier Paolo Gentiloni.
L’obiettivo del governo è quello di fare “di tutto” per ridurre “le tasse sul lavoro ed in particolar modo su quello giovanile”, aggiunge il presidente del Consiglio. “Si può dire che il mio governo sia nato fragile ma cerca di sviluppare un programma robusto e questo si può fare”, continua. E riguardo all’Europa Gentiloni dichiara: “Brexit ci ha dato una sveglia e dopo un anno la fiducia nell’Europa è aumentata”, per gestire le crisi internazionali serve “un’Europa protagonista”. Sugli Usa sotto la guida di Trump Gentiloni afferma: “L’America resta l’America ovvero il nostro principale alleato è così e resterà così”, spiega. Questo però non vuol dire che non gli si possano muovere degli appunti. “Tornare indietro nell’accordo con Cuba è un errore che non possiamo condividere”, dice Gentiloni, e lo stesso vale per “la separazione dagli accordi di Parigi”.

“Le regole del MoVimento 5 Stelle si basano sui nostri principi e non sono derogabili. Il limite dei due mandati è una di queste regole”. Così Beppe Grillo sul suo blog dove aggiunge: “Il M5s non fa alleanze né con il Pd, né con la Lega, né con altri. Quando andremo al governo presenteremo al Parlamento i nostri punti del programma di governo”. Dunque, “chi pensa che le nostre regole fondanti siano ‘inutili tabù’ è libero di pensarlo ed è anche libero di trovare un partito che lo candidi alle prossime elezioni”.