Bertinotti ‘la sinistra si é disfatta della storia, Comunione e Liberazione no’

“Sara’ significativo che la mostra sul 1917 la faccia il Meeting di Cl e non una forza politica di sinistra… Questo perche’ nella storia di Cl la tradizione e’ viva, mentre certa sinistra se ne e’ disfatta diventando colpevole di una damnatio memoriae”. Lo dice al Meeting di Rimini Fausto Bertinotti. L’ex leader di Rifondazione comunista incassa un’accoglienza calorosissima dal popolo di Cl: erano in 1.500 ad ascoltarlo parlare di ‘Futuro della tradizione’ dal palco di una delle sale, e gli applausi sono fioccati di continuo per quello che una volta era in qualche modo il nemico e che oggi considera come un valore il suo rapporto personale con il ‘capo’ del movimento di don Giussani, monsignor Julian Carron. Bertinotti si bea quasi della sua complicita’ con l’auditorio. Cita Papa Francesco, lo stesso don Carron, ma anche Giuseppe Dossetti ed il subcomandante Marcos, senza pero’ dimenticare di essere uno “che ha ancora in tarda eta’ l’ambizione di dirsi comunista”. E sostiene che “la cosa che di piu’ mi interessa di Cl e’ la formazione di un popolo. A me ricorda la storia migliore, quella delle feste dell’Unita’, dell’organizzazione comunitaria e degli scioperi”. Si dice esterno alla “dialettica politica del Paese” (“se ne parliamo ancora posso uscire…”); ma attacca la politica di oggi “che non indica una meta, che risente della progressiva ‘cosificazione’ dell’umanita’” ed e’ caratterizzata da “un pensiero debole che produce persone deboli e popoli disarmati”. Un messaggio che piace ai ciellini, che lo ascoltano e con il comunista interloquiscono in una critica del presente e nella condivisione che “la fede e’ il problema di sapere dove andare”. Nel movimento operaio, rivendica Bertinotti, come nella Chiesa.

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