“Tutti i sondaggi a livello nazionale danno il centrodestra unito al primo posto, fra il 32 e 35 per cento. Per cui ci stiamo avvicinando alla soglia che fa scattare il premio di maggioranza con la legge esistente. Si vince comunque, con il Consultellum, con il modello tedesco, con il Mattarellum…”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Avvenire”. Ma con il Consulettum serve comunque il 40%. Non avreste l’autosufficienza. “E chi l’ha detto? Un rassemblement unico che mettesse gli avversari a 5 punti di distanza, farebbe scattare la psicologia del voto utile cosi’ da farci raggiungere il 40% e quindi il premio di maggioranza. La contesa si polarizzerebbe fra la nostra proposta politica e quella dell’antipolitica, con il Pd di Renzi condannato all’irrilevanza”. No quindi a una Forza Italia che va da sola per la sua strada e sceglie dopo gli alleati? “Questa opzione politica non c’e’ mai stata. Abbiamo fatto le amministrative uniti, governiamo insieme tre grandi regioni (Veneto, Lombardia e Liguria) decine di grandi comuni: la coalizione di centrodestra unita e’ sempre la stessa dal 1994. Il gioco a dividere era quello di Renzi, ma non ha funzionato. Non ha sfondato al centro, ha una scissione a sinistra e un partito dilaniato. Come potra’ presentarsi come il catalizzatore politico quando e’ stato lui il diavolo divisore? Berlusconi invece aggrega, e vince su tutta la linea: anche Minniti in Libia riprende dopo 10 anni la sua politica”. Il leader va scelto prima? “Il leader, come sempre, lo decidera’ il voto. E come sempre sara’ Forza Italia a svolgere il ruolo di catalizzatore”.





