Consip. Cicchitto: Cauti nel dire complotto, ma serve riflessione

“Che sarebbe successo se a rifare le bucce prima a colui che e’ il deus ex machina della situazione cioe’ Woodcock e poi ai due “esagitati” De Caprio e Scafarto non ci fossero stati in primo luogo la procura di Roma e in secondo luogo la dottoressa Musti a Modena? E quante altre informative e “intercettazioni” fatte con i piedi e non controllate da altre procure possono aver fatto a Napoli e altrove dei guai inenarrabili?” Lo dice Fabrizio Cicchitto, Alternativa Popolare. “A questo punto- spiega- e’ decisivo che il Csm affronti senza reticenze la questione Woodcock; in secondo luogo il colonnello De Caprio lancia messaggi contro i cosiddetti politici, in nome del popolo come se a sua volta fosse diventato una sorta di capopopolo. Possibile che l’Arma dei Carabinieri non abbia nulla da dire rispetto a quelli che oramai sono dei proclami politici? Cio’ detto saremmo cauti nel definire tutto cio’ nella tipologia di un complotto. Pero’ non sfugge a nessuno che quello che sta succedendo in questa vicenda ed e’ gia’ capitato in passato contro Berlusconi e prima ancora contro alcuni esponenti della cosiddetta prima repubblica mentre altri di un partito come il Pds furono tutelati in ogni modo. Cio’ per dire che a questo punto e’ indispensabile una riflessione a 360gradi sui rapporti fra giustizia e politica perche’ mai tutta la magistratura, ma singoli magistrati o un pool di essi sono intervenuti a gamba tesa sugli equilibri politici sconvolgendoli in molteplici occasioni”.

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