complotto

“Non amo il vittimismo. Non mi convince chi si piange addosso, chi ha sempre un alibi, chi vive di fantasie. Per questo sulla vicenda Consip non ho mai pronunciato parole quali golpe o complotto. Ho sempre detto una cosa diversa: pieno rispetto delle istituzioni, sempre. Ci sono delle “coincidenze” strane in questa storia. Tocchera’ ai magistrati fare chiarezza”. Lo scrive il segretario del Pd Matteo Renzi su facebook. “Noi aspettiamo la verita’ senza gridare. Chi ha cercato di lucrare su un’indagine come Consip- aggiunge Renzi- oggi dovrebbe avere l’onesta’ intellettuale di farsi alcune domande. Noi sappiamo che per colpa di un carabiniere che falsifica un atto non si puo’ attaccare l’Arma dei Carabinieri che e’ un pilastro insostituibile della nostra comunita’. Per colpa di un servitore dello stato che viola il proprio dovere ce ne sono migliaia che ci rendono orgogliosi di essere italiani. Dunque: nessuna polemica strumentale”. Renzi conclude: “Il tempo gioca con la nostra maglia. Lo avete visto sul JobsAct, sull’Expo, sui dati del Pil. Lo vedremo anche alla fine di questa torbida vicenda. Perche’ l’onestá per noi non e’ uno slogan da comizio: e’ un modo di vivere. E non ci rinunciamo per nulla al mondo. Aspettando la verita’, ci troverete sempre e per sempre dalla stessa parte: quella del rispetto delle istituzioni, quella della giustizia e non del giustizialismo. Noi non siamo i populisti che urlano tanto e razzolano male. Noi siamo persone per bene. E dopo questa vicenda, forse, lo capiranno anche i nostri avversari. Un sorriso, amici!”

“Che sarebbe successo se a rifare le bucce prima a colui che e’ il deus ex machina della situazione cioe’ Woodcock e poi ai due “esagitati” De Caprio e Scafarto non ci fossero stati in primo luogo la procura di Roma e in secondo luogo la dottoressa Musti a Modena? E quante altre informative e “intercettazioni” fatte con i piedi e non controllate da altre procure possono aver fatto a Napoli e altrove dei guai inenarrabili?” Lo dice Fabrizio Cicchitto, Alternativa Popolare. “A questo punto- spiega- e’ decisivo che il Csm affronti senza reticenze la questione Woodcock; in secondo luogo il colonnello De Caprio lancia messaggi contro i cosiddetti politici, in nome del popolo come se a sua volta fosse diventato una sorta di capopopolo. Possibile che l’Arma dei Carabinieri non abbia nulla da dire rispetto a quelli che oramai sono dei proclami politici? Cio’ detto saremmo cauti nel definire tutto cio’ nella tipologia di un complotto. Pero’ non sfugge a nessuno che quello che sta succedendo in questa vicenda ed e’ gia’ capitato in passato contro Berlusconi e prima ancora contro alcuni esponenti della cosiddetta prima repubblica mentre altri di un partito come il Pds furono tutelati in ogni modo. Cio’ per dire che a questo punto e’ indispensabile una riflessione a 360gradi sui rapporti fra giustizia e politica perche’ mai tutta la magistratura, ma singoli magistrati o un pool di essi sono intervenuti a gamba tesa sugli equilibri politici sconvolgendoli in molteplici occasioni”.