Referendum, comitato No pronto al ricorso su voto dall’estero

Il voto è “personale, libero e segreto”, ma a giudicare come si vota dall’estero “non è garantita la segretezza”. Lo sostiene il presidente del comitato del No, per il referendum costituzionale, Alessandro Pace. In un incontro con la stampa estera, Pace ha promesso che se il voto all’estero fosse rilevante ai fini della vittoria del sì”, il fronte del no si prepara a fare ricorso: “Avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum”, ha detto.  Il presidente “l’ufficio centrale del referendum è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale”. Pronta la risposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Dopo 2 anni e 4 giorni di discussioni, cinquemila votazioni e 122 modifiche siamo arrivati a questo testo della Costituzione e su questo è il referendum. Ricorsi? Non si nega a nessuno”. Ha continuato il premier: “Segnalo a quelli che fanno ricorso che per il momento i ricorsi li hanno persi tutti. Tutti. Quindi noi saremo anche dei pasticcioni ma evidentemente l’abbiamo scritta bene”. Renzi ha concluso ieri sera il tour per il Sì a Reggio Emilia. Ha sottolineato come le opposizioni “stanno cercando di metterla in rissa. Ci hanno definito serial killer, oggi scrofa ferita – ha detto il premier – Chissà perché ferita: la mettono in caciara, talvolta ci sono cascato anche io ma ora ci sono dodici giorni da vivere con il sorriso e la tranquillità di chi crede nella politica”.

 

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