Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo la stima sul Pil dell’Italia, ma lancia un monito: la crescita resta lenta,le banche sono messe a dura prova dall’enorme mole di crediti deteriorati e la produzione tornerà ai livelli pre-crisi soltanto dopo il 2020. Positivo il giudizio sull’azione del governo Renzi ‘sforzo impressionante sulle riforme’. È un bilancio positivo a metà quello degli emissari del Fmi in Italia. Se da una parte il Pil del 2016 è destinato ad avanzare dell’1,1% rispetto all’1% previsto in precedenza – «la ripresa rimane modesta» e «i rischi sono orientati al ribasso» per «la volatilità dei mercati finanziari, il rischio Brexit e l’emergenza immigrazione». Monito sugli istituti di credito: forti preoccupazioni sui prestiti non performanti ossia i crediti per i quali la riscossione é incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia che per l’ammontare dell’esposizione. Secondo il Fondo, inoltre, è necessario «procedere con maggiore decisione alle riforme strutturali, anche nel settore fiscale». Il percorso di crescita intrapreso dall’Italia «implicherebbe un ritorno a livelli di produzione pre-crisi (2007) solo verso la metà degli anni 2020» scrivono gli emissari di Christine Lagarde. Positivo il giudizio sul governo Renzi, impegnato in riforme strutturali e alle prese con uno sforzo impressionante’.





