Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S) difende le multe per i fuoriusciti secondo le regole dei pentastellati. Sono “un modo nostro, interno, per aggirare l’assenza di vincolo di mandato”. Così Di Maio ha risposto ai cronisti a margine di un convegno. “Se in Costituzione, come nell’articolo 160 della costituzione del Portogallo, ci fosse scritto che il politico che entra in parlamento con un partito e poi cambia il partito torna a casa, non ci sarebbe bisogno di tutte queste regole”, ha aggiunto. E riferendosi ai fuoriusciti dal Movimento al Parlamento europeo, Marco Affronte e Marco Zanni, ha dichiarato: “Queste persone, quando stanno nel Movimento, vengono trattati come gli appestati, quando invece escono, diventano statisti”. Entrambi i fuoriusciti, come tutti gli eletti grillini in Europa, avevano firmato un contratto che obbliga a pagare 250mila nel caso di abbandono del Movimento. La questione delle sanzioni tocca anche Roma e il sindaco Vrginia Raggi. Anche lei ha firmato un contratto con il Movimento 5 Stelle, che prevede una sanzione da 150mila euro. E per questo documento, secondo l’esposto firmato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà, l’elezione dovrebbe essere considerata illegittima. C’è attesa per la sentenza.





