Binetti: Corruzione nella P.A. sottrae risorse a malati e disabili

C’e’ un filo rosso, a volte sottile, ma altre volte cosi’ vistoso da non poter essere ignorato, che lega molte questioni che occupano da giorni le prime pagine dei giornali, lunghi servizi Tv e tutto il mondo dei social media. Sono questioni di etica, pubblica e privata, che in questa legislatura erano rimaste un po’ ai margini del dibattito politico-parlamentare e che ora sembrano essersi risvegliate tutte insieme. Ma la questione di etica pubblica che deve trovare la maggiore risonanza nel cuore e nella mente degli addetti alla politica e’ quella che riguarda la corruzione, dilagante, capillare, sfacciata, con una ricaduta economica a molti, moltissimi zeri. Una questione nei confronti della quale occorrerebbe prendere una posizione ferma e condivisa per mettere uno stop ad un vero e proprio cancro del nostro sistema sociale”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, Udc. “Anche questa e’ una forma di eutanasia sociale, in cui si stanno rottamando valori e convinzioni; una malattia che cancella il merito e la sana competitivita’ tra le imprese; che arricchisce indebitamente la lunga catena dei faccendieri; che fa lievitare i costi della Pa al punto da rallentare i pagamenti con conseguenze ancor piu’ dannose. Ma sempre e comunque si tratta di questioni eticamente rilevanti, che confermano come nel nostro Paese, se non si riparte da li’, saranno sempre e solo false partenze”. Binetti continua:” Molte questioni in questi giorni hanno interpellato la nostra coscienza con le loro provocazioni specifiche, ma anche con il loro carico di dolore e di sofferenza; con la loro pretesa di trasformare i desideri in diritti sanciti dalla legge. Per ognuna di queste questioni, a prescindere dalla valutazione che ognuno puo’ darne in coscienza, c’e’ sempre un margine di comprensione e di condivisione per la vicenda umana che riportano e da cui e’ facile sentirsi toccati. Ma non puo’ esserci comprensione davanti alla corruzione, che brucia risorse preziose che dovrebbero essere messe a disposizione di gente che vuole essere curata. Ci sono disabili e malati cronici, persone che non ce la fanno ad affrontare i costi che una malattia lunga e debilitante comporta e che proprio per questo si sentono di peso alla propria famiglia, si deprimono, davanti al silenzio e alla inadeguatezza delle istituzioni. A tutti costoro un aumento reale di risorse investite anche per la cura degli aspetti sociali e non solo sanitari della loro patologia darebbe speranza e sollievo. Eppure lasciamo che la corruzioni bruci, anche in sanita’, risorse che potrebbero fare da farmacoterapia per tutti loro”.

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