La bufera legata alle indagini sulla Consip continua a scuotere il Partito Democratico e di conseguenza anche il governo. A sostenerlo è l’Ansa. “Nonostante il premier Paolo Gentiloni continui a tenere ben separate le strade dell’esecutivo dalle vicende legate al suo partito (“sono concentrato sul governo, abbiamo una maggioranza solida e riforme da fare”, ha detto oggi a Catania) ed il ministro della Giustizia Andrea Orlando, sfidante di Renzi alla primarie, abbia difeso Luca Lotti (“deve restare al suo posto”), proprio tra i Dem qualche ‘crepa’ inizia ad intravedersi. Nessun distinguo, ma la richiesta di un “maggiore coinvolgimento della comunita’”. A chiederlo e’ Francesco Boccia, fedelissimo di Michele Emiliano che in un messaggio ad Ettore Rosato, capogruppo Dem alla Camera, propone che ci sia una riunione tra i deputati ed il ministro dello Sport Luca Lotti: “Una scelta di questo tipo sono convinto che potra’ aiutare tutti a capire meglio quello che e’ successo e a far percepire all’esterno che ogni nostra decisione e’ figlia di un confronto vero”. Ma, l’inchiesta Consip e l’interrogatorio ieri di Tiziano Renzi, aprono un altro fronte, che va oltre la politica e tocca in realta’ il piano personale dell’ex presidente del Consiglio. In un lungo post sul suo blog, Renzi intima a Beppe Grillo di “non permettersi di parlare” del suo papa’. Poche ore prima infatti il leader del Movimento Cinque Stelle aveva duramente criticato l’ex segretario del Pd per una frase detta proprio su suo padre nel corso della trasmissione Otto e Mezzo. Il riferimento e’ a quella “doppia pena” di cui aveva parlato l’ex segretario Dem nel caso di un’eventuale colpevolezza di suo papa’ Tiziano: “L’unica notizia vera – attacca il leader pentastellato – e’ la frase piu’ infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riusci’ a rottamare solo il padre”. Dura la replica dell’ex capo del governo: “Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Grillo. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. A fare quadrato intorno a Renzi e agli esponenti Dem ci pensano i ministri dell’Esecutivo. E oltre Orlando anche Maurizio Martina e’ pronto a fare muro: “Dobbiamo avere piena fiducia in Lotti”, mette in chiaro il ministro dell’Agricoltura. Sul piede di guerra invece i partiti di opposizione. Al di la’ di Forza Italia che si chiama fuori dalla conta per la sfiducia ricordando di non aver mai votato sfiducie individuali, il resto dell’opposizione e’ pronta a valutare diversi scenari. Il Movimento Cinque Stelle ha gia’ fatto sapere di voler depositare una mozione di sfiducia sia alla Camera che a palazzo Madama e Alessandro di Battista ribattezza il Giglio Magico “crisantemo morente”. Arturo Scotto di Democrazia e Progresso chiede che vengano “ritirate le deleghe a Lotti” e parla di “grave allarme” e di “preoccupazione molto forte per l’irresponsabilita’ di un Pd che non vede la grave frattura morale che rischia di aprirsi in relazione alle dichiarazioni sulla vicenda Consip”. E un invito a valutare il passo indietro del ministro dello Sport arriva anche da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana” (fonte Ansa).





