Il partito avversario? Ha sempre torto. Il mio? Infallibile. Ma é possibile?

La logica delle appartenenze e lo schema amicus-inimicus, sempre attuale in politica, impongono che l’avversario politico – che in Italia é anche e soprattutto un nemico acerrimo – non abbia mai ragione. L’onestà intellettuale vorrebbe che venisse riconosciuta dalla controparte politica la bontà di una iniziativa, di un provvedimento, di una legge. E invece no. Il partito avversario, il politico dell’altro schieramento sbaglia sempre e su tutto. Il mio partito, la classe dirigente della mia formazione politica, invece, non sbagliano mai un colpo. Sanno sempre cosa é giusto fare e hanno una ricetta per tutto, dalla sicurezza all’economia, dalla giustizia alla politica estera. Non sarà anche per questa mancanza di onestà che i cittadini confidano sempre meno nella politica, allontanandosene sempre di più?

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