Washington Post ‘la crisi europea potrebbe ripartire dall’Italia’

La crisi europea di cui la Brexit e’ stata catalizzatore, avverte Matt O’Brien sul quotidiano “Washington Post”, attraversa una fase di calma apparente: i mercati stanno rimbalzando, i timori si stanno dissipando e alcuni si chiedono addirittura se il Regno Unito finira’ davvero per lasciare l’Unione. Nonostante la nuova premier britannica, Theresa May, affermi oggi che “Brexit significa Brexit”, e’ ben noto che la sua posizione era contraria all’uscita del paese dall’Ue; soprattutto, non e’ chiaro come e quando avranno inizio le procedure di divorzio dall’Europa, che si preannunciano lunghe e complicate. Piu’ Londra attende, piu’ la sua economia rischia di essere danneggiata dall’incertezza, e cio’ non farebbe che rendere piu’ allettante la prospettiva di una permanenza nel perimetro dell’Ue. Non puo’ dunque essere escluso – e a Bruxelles certamente sono in molti ad auspicarlo – che il caos generato dalla Brexit si riveli un gran baccano dovuto a un semplice referendum non vincolante. Illudersi che con questo i problemi europei siano risolti – specie quelli finanziari – sarebbe pero’ un gravissimo errore. Vada come vada, il referendum britannico ha dimostrato che l’Europa non ha fatto abbastanza per impedire alla politica di disgregarla. “Gli investitori lo hanno compreso benissimo”, scrive O’Brien, “e lo stesso hanno fatto i cittadini”. Diversi paesi europei si candidano a ripetere il colpo assestato all’Unione dalla Brexit, dunque, e tra questi, secondo l’opinionista, figura soprattutto l’Italia: non perche’ nel paese sia gia’ numericamente maggioritaria una forza politica espressamente euroscettica, quanto per la commistione di gravi problemi economici, finanziari e politici che, secondo O’Brien, si profilano all’orizzonte, e rischiano di gettare il paese in una gravissima crisi. E’ ormai noto che il voto referendario britannico abbia assestato un duro colpo soprattutto all’Italia: ed e’ proprio quest’ultima “il luogo dove la battaglia per l’euro, l’Unione Europea e forse persino gli Stati Uniti d’Europa non sara’ vinta, ma potrebbe benissimo essere persa, a prescindere dall’andamento dell’indice Standard & Poor’s 500”.

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