Dignita’ dell’altro, sacralita’ dell’individuo, rispetto dell’uomo. Si ha la sensazione che questi concetti, oggi, non abbiano alcun valore. Ce lo ricorda l’antropologo francese Marc Auge’ che, in una intervista al Corriere della Sera, commenta il terrore e il terrorismo dei nostri giorni. Viviamo nella paura del presente, il futuro non esiste piu’, abolito dalla precarieta’ di una esistenza che mira a risolvere le necessita’ senza una reale prospettiva. Il terrorismo della porta accanto si impadronisce della nostra vita. Possiamo morire in ogni momento e senza un ‘motivo’. Si e’ persa la concezione della sacralita’ della vita e il rispetto per l’uomo. La globalizzazione si e’ occupata di altro, e le grandi agenzie della politica hanno fallito perche’ prive di legittimita’ democratica. Non si intravede una speranza collettiva, e ognuno se ne costruisce una per dare un senso ai propri giorni. Viviamo spalla a spalla con le stragi: terroristiche, naturali, ambientali, e brancoliamo nel buio. Si salvi chi puo’: credere in qualcosa.



