Nel 2015, per la prima volta dopo la crisi, al Sud si e’ arrestata la recessione. Lo scorso anno nelle regioni del meridione si e’ registrata un’inversione di tendenza piu’ marcata che nel resto del Paese: il Pil dell’area, secondo le stime che emergono dalle anticipazioni dei principali andamenti economici e sociali dal “Rapporto Svimez 2016 sull’economia del Mezzogiorno”, e’ cresciuto dell’1% contro lo 0,7% del resto del Paese. La ripartenza del Mezzogiorno, dopo anni di fortissima caduta, e’ dovuta alla crescita di alcuni settori. Primo fra tutti, quello dell’agricoltura (+7,3%), segue il turismo e, in misura piu’ contenuta, il settore delle costruzioni (+1,1%). Si registra anche una significativa ripresa del mercato del lavoro, che ha visto una crescita di 94.000 occupati, pari al +1,6%, in parte frutto di alcuni provvedimenti del Governo. Ma il dato positivo del 2015, in ogni caso, non deve far perdere di vista la voragine che si e’ aperta con la crisi nel mercato del lavoro meridionale. Mentre il Centro-Nord, infatti, con questo andamento dell’anno passato ha recuperato quasi completamente i livelli occupazionali pre-crisi, il Sud resta assai distante, di quasi mezzo milione (482.000) di occupati sotto il livello del 2008, che peraltro faceva segnare un rilevantissimo divario con il resto del Paese e dell’Europa. Il presidente Svimez, Adriano Giannola, parla di una “svolta” e di una inversione di tendenza per il Mezzogiorno, ma per far si’ che questa performance del 2015 non resti di carattere eccezionale raccomanda “la necessita’ di rafforzare gli aspetti strutturali alla base di questa svolta. Possiamo interpretare questi dati come una schiarita tra le nubi o come qualcosa di diverso, ma – avverte – sta anche alla politica credere ad una scelta piuttosto che un’altra”.





