Cose di Sicilia

I Reali d’Olanda sono arrivati a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo. Re Willem e la Regina Maxima, sono stati accolti ai Quattro Canti dal sindaco Leoluca Orlando che li ha accompagnati a piedi prima davanti alla Fontana Pretoria e poi a visitare Palazzo delle Aquile. La Regina indossa un tailleur smanicato bianco e indossa un cappello a falde larghe. A Sala delle Lapidi Orlando ha raccontato ai Reali le origini del Palazzo. Il Re ha più volte esclamato “Beautiful”. I Reali hanno poi firmato il libro d’onore e ricevuto i doni, tra cui una collezione delle mappe di Sicilia, dal primo cittadino.

“Esprimiamo viva soddisfazione per la posizione assunta oggi da Alternativa popolare nei confronti del governo Crocetta”: lo afferma in una nota Saverio Romano, deputato di Cantiere popolare. “Le parole di Angelino Alfano sul fallimento del governo siciliano, distintosi per le riforme annunciate e mai varate – prosegue Romano – non solo ci confermano la validita’ della nostra azione di opposizione, ma ci indicano una prospettiva politica comune da condividere con coloro che vogliano impegnarsi responsabilmente per un progetto di sviluppo e di rilancio di un nuovo centrodestra in Sicilia, largo ed inclusivo”.

“Archiviate le elezioni amministrative, la campagna elettorale non si ferma perché le elezioni regionali fissate per novembre non consentono soste. La presenza del partito socialista avrà un senso e una credibilità alle prossime consultazioni elettorali in Sicilia solo se verrà celebrato immediatamente il congresso regionale. Scorciatoie non ce ne sono”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che rilancia con toni forti l’esigenza di fare chiarezza nella variegata compagine socialista regionale che “necessita di una migliore organizzazione”. “Come si è visto nelle elezioni di Trapani – prosegue Venturino – l’alleanza dei socialisti con Forza Italia e Noi con Salvini a sostegno di D’Alì è stata bocciata dagli elettori, nonostante qualche mese fa al congresso di Roma, avessi già duramente contestato questo accordo. Anche a Palermo, dove avevamo lanciato la volata alla ricandidatura di Orlando, le scelte hanno prodotto risultati sconfortanti”.
“Non si capisce cosa sia più grave – aggiunge Venturino – se l’assoluta mancanza di visione e percezione della realtà da parte di due massimi dirigenti del PSI nazionale – Vizzini è presidente del partito e Oddo, responsabile delle politiche per il Sud della segreteria – che non hanno consentito nessun ragionamento sulle alleanze e sulle candidature, oppure la totale assenza di mediazione e raccordo politico da parte di un segretario delegittimato, anzi fantasma sarebbe meglio dire, come Giovanni Palillo”. Certo è che in un colpo solo sono riusciti a cancellare tutto il faticoso lavoro che in tre anni ha riportato la presenza del gruppo socialista all’Ars, attivo in parlamento e nelle commissioni e al ritrovato rispetto da parte delle altre compagini politiche, che in numerose circostanze hanno manifestato da un lato l’apprezzamento, dall’altro il rammarico per un processo compiuto a metà e che ha impedito ai socialisti di tornare centrali in una scena politica regionale in cui il centrosinistra appare desertificato per assenza di idee e di scelte serie e coraggiose.
Il congresso ora è vitale – prosegue il vice presidente vicario dell’Ars – per chiarire definitivamente gli indirizzi e le linee politiche del Psi/Pse siciliano, fuori da ogni ambiguità che impedisca di portare avanti iniziative come quella trapanese che, invece, se gestite con lungimiranza politica e non per tornaconto elettorale personale, avrebbero trasformato in un successo quella che è diventata un’occasione mancata e una macchia sulla nostra credibilità politica”. “Non ci possiamo più prendere in giro – conclude il deputato socialista – il rinnovamento dei vertici non è rinviabile. Eleggere un nuovo segretario, che si faccia garante della linea politica ed elemento di mediazione nella difficilissima fase che precederà le elezioni di novembre, è un passaggio obbligato e va fatto entro giugno. Attendo, dunque, che il segretario regionale Giovanni Palillo convochi in tempi brevi il congresso regionale”, conclude Venturino.

Torna a crescere l’export made in Sicily. Nel primo trimestre 2017 le vendite all’estero provenienti dall’isola fanno un balzo in avanti del 37,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo l’Istat, tra gennaio e marzo sono state esportate merci dalla Sicilia per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro contro 1,6 miliardi di euro fatturati nei primi tre mesi del 2016. La Sicilia, insieme con la Sardegna (+79%), registra una delle migliori performance a livello nazionale. A certificare la crescita e’ l’ufficio studi di Unioncamere Sicilia che ha rielaborato i dati Istat sull’export del primo trimestre 2017. Tra le province siciliane che piu’ hanno contribuito alla crescita tendenziale delle esportazioni regionali si segnalano Siracusa (+56,49%), Messina (+49,54%) ed Enna (+49,11%). Segno meno soltanto a Palermo (-19,25%) e Caltanissetta (-17,45%). A livello merceologico a tirare la volata dell’export siciliano sono in particolare coke e prodotti petroliferi raffinati per un valore complessivo di merce esportata pari a 1,3 miliardi di euro e in crescita del 60,45%. Trend positivo anche per le attivita’ manifatturiere (41,46%), i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (+38,6%) e agricoltura, silvicoltura e pesca (+2,23%).

Grandi nomi della musica e della danza,  jazz di eccellenza, quindici eventi, due mesi di spettacoli in cinque luoghi diversi. Da domenica 11 giugno a mercoledì 2 agosto torna “Summerwhere”, la rassegna estiva del Teatro Massimo di Palermo il cui nome gioca con la parola summer (estate) e l’espressione somewhere (da qualche parte). Una stagione con due grandissimi appuntamenti: sabato 8 luglio alle 21.30 il concerto a Taormina che vedrà il ritorno di Zubin Mehta che dirigerá l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo di Palermo nella Nona Sinfonia di Beethoven dopo i concerti che lo videro protagonista negli anni  2000 e 2001 alla guida dei complessi artistici della Fondazione. Il concerto verrà trasmesso in diretta su maxischermo a Palermo in piazza Verdi. L’evento, in collaborazione con Taormina Arte, aprirà la rassegna Anfiteatro Sicilia promossa dall’assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione siciliana.
Domenica 16, martedì 18 e mercoledì 19 luglio, sempre alle 21.30, al Teatro di Verdura di Palermo, il balletto Giselle di Adolphe-Charles Adam interpretato dall’étoile della danza Svetlana Zakharova con la coreografia di Ricardo Nunez, l’Orchestra e il Corpo di Ballo del Teatro Massimo, direttore Alexei Baklan, allestimento del Teatro San Carlo di Napoli. “Grande musica e grande danza – spiega  il sovrintendente Francesco Giambrone – il ritorno al Teatro Massimo di Zubin Mehta, uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo che sarà con noi anche nella prossima stagione. E poi tanti appuntamenti, per grandi e per bambini, all’insegna della valorizzazione di tutti i complessi artistici della Fondazione, del consolidamento della nostra presenza a Taormina e a Segesta, della qualità, della trasversalità, del coinvolgimento del pubblico e dell’apertura alla città nel segno della sempre maggiore collaborazione con enti, istituzioni e realtà del territorio”.

Martedì 23 maggio, in occasione del 25esimo anniversario della strage di Capaci, oltre 300 studenti di scolaresche del palermitano saranno presenti al giardino della memoria “Quarto Quindici”, posto lungo l’A29 sotto la stele commemorativa. Nel giardino si trova, custodita in una teca, la Quarto Savona Quindici, l’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone. Dalle 16, 30 nel giardino si svolgerà la commemorazione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, di Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Saranno presenti Tina, Gaetano e Giovanni Montinaro, moglie e figli del caposcorta del giudice.

Concorso in corruzione e’ la contestazione al presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Mare monstrum” su un giro di mazzette attorno all’affare del trasporto marittimo, culminata nell’arresto dell’armatore Ettore Morace, del deputato regionale Girolamo Fazio e di un funzionario regionale. Tra gli indagati anche la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari. “Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perche’ sono in viaggio saro’ lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini”. Lo dice all’ANSA il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, indagato nell’inchiesta per corruzione della Procura di Palermo che ha portato agli arresti dell’armatore Ettore Morace, amministratore della Liberty lines, del deputato regionale Girolamo Fazio, candidato sindaco a Trapani.

Tra gli indagati dalla Procura di Palermo nell’inchiesta che ha portato all’arresto del candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio, dell’armatore Ettore Morace e del funzionario regionale Giuseppe Montalto, c’e’ anche l’ex deputato regionale Marianna Caronia, candidata al consiglio comunale di Palermo. Avrebbe ottenuto da Morace, tramite l’intercessione di Montalto, una liquidazione superiore a quello che le spettava dopo la fine del rapporto con “Siremar s.p.a.” , societa’ acquistata dall’armatore.

Il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap) e’ indagata per corruzione nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’armatore Ettore Morace. In cambio di un Rolex datole dall’imprenditore, avrebbe presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l’Iva sui trasporti marittimi, determinando un risparmio di milioni di euro per la societa’ di Morace. L’avviso di garanzia le e’ stato da poco notificato.

Le rilevazioni e le analisi dell’Eurispes sul Mezzogiorno fanno emergere per il 2017 una particolare condizione di disagio economico soprattutto in Sardegna e in Sicilia e, allo stesso tempo, il perdurare, seppure con intensità minore, del gap delle altre regioni del Sud rispetto al resto dell’Italia. Sono infatti gli abitanti delle Isole a ritenere la situazione economica dell’Italia gravemente peggiorata nel 33,9% dei casi. Segue il dato delle altre regioni del Sud (26,4%) e, successivamente, con valori inferiori, le altre aree geografiche (Nord e Centro). Nelle Isole, in particolare, oltre cinque famiglie su dieci (il 54%) hanno visto diminuire nel corso dell’ultimo anno il proprio potere d’acquisto, ossia la capacità di far fronte alle spese e fare acquisti per mezzo delle proprie entrate. Nel Sud e nelle Isole, più che nelle altre aree regioni, si trova il numero più elevato di cittadini costretti ad utilizzare i propri risparmi per arrivare a fine mese, rispettivamente 59,6% e 44,9%. Sempre in Sicilia e in Sardegna 4 persone su 10 non riescono a sostenere il costo delle spese mediche né a saldare le rate del mutuo per la propria casa.Non a caso il 33,6% di chi vive al Sud e il 19,7% nelle Isole si sente povero. Inoltre, quando viene chiesto se si è a conoscenza nella propria cerchia familiare o amicale di persone che vivono in stato di indigenza, le percentuali più alte di risposta affermativa continuano a concentrarsi nelle aree meridionali e insulari, al Sud e nelle Isole, dove il 37% e il 26,7%, affermano di conoscere molte persone povere, il 39,6%, e il 40,2%, dichiarano di conoscerne alcune e il 19,1%, e il 24,4% poche; mentre si attestano a quota 4,3% e 8,7% le percentuali di coloro che invece non ne conoscono nessuna. Circa la metà degli abitanti delle Isole conoscono persone che devono rivolgersi alla Caritas, che non possono permettersi un posto dove vivere, non hanno la possibilità di curarsi né di mantenere i propri figli o farli studiare. Otto persone su dieci indicano la perdita del posto di lavoro come causa di questo impoverimento. Il 25,5% di chi vive nelle regioni del Sud e il 12,6% di quanti abitano in Sicilia o Sardegna riferiscono di conoscere persone che sono state costrette a rivolgersi ad un usuraio. Tra le strategie adottate per far fronte alle difficili condizioni economiche soprattutto al Sud (31,5%) e nelle Isole (26%) si è chiesto aiuto e sostegno alle famiglie di origine e non è mancato chi è dovuto tornare a vivere con i propri genitori o con i suoceri per necessità (14,2% nelle Isole; 11,1% al Sud). Sul piano dell’assistenza sanitaria, le testimonianze degli intervistati delineano un’Italia divisa addirittura in tre: al Nord, nonostante i casi problematici, prevale un servizio accettabile, il Centro si colloca in una posizione intermedia, nel Mezzogiorno i disagi sono estremamente frequenti. Le lunghe attese per visite ed esami sono comuni in tutto il Paese, ma se al Nord-Ovest le ha sperimentate il 49,8%, la quota tocca punte del 93,2% al Sud, e del 90% circa nelle Isole. Per gli interventi chirurgici, le attese sono state sperimentate da meno della metà dei residenti di Centro e Nord-Ovest, ma da oltre il 66% al Sud e nelle Isole. Netto il divario relativo alle condizioni delle strutture sanitarie. Le definisce fatiscenti il 18% al Nord-Ovest, il 34,5% al Nord-Est, il 46,6% al Centro, il 60% al Sud, il 69,3% nelle Isole. Una tendenza analoga è stata registrata nelle indicazioni relative a strutture igienicamente non adeguate. Gli errori medici, sperimentati al massimo nel 30% dei casi al Centro-Nord, vengono citati dal 55,3% dei residenti al Sud e dal 40,9% di chi abita nelle Isole. La peggiore offerta di servizi sanitari nelle aree del Mezzogiorno coinvolge anche la disponibilità del personale medico ed infermieristico, insoddisfacente per oltre la metà dei residenti. Questi i dati sul Mezzogiorno illustrati stamane a Palermo nel corso della presentazione del rapporto Eurispes da parte del presidente Gian Maria Fara.