Cose di Sicilia

Oltre cento giornalisti di 22 Paesi parteciperanno alla quattordicesima edizione di Sicilia en primeur, la manifestazione di Assovini per presentare i vini della nuova vendemmia. Il comparto vino e’ quello che traina l’intero settore dell’agricoltura in Sicilia e che ha saputo superare meglio la crisi, grazie a programmazione e aggregazione. Sicilia en Primeur e’ in programma dal 25 al 29 aprile a Catania, nel parco di Radicepura. “Nel 2016 la Sicilia – dice il direttore regionale Sicilia di UniCredit, Salvatore Malandrino, durante la presentazione oggi a Palermo – e’ stata una delle dieci regioni top per valore di export di vino. La Sicilia, insieme alla Puglia, e’ la regione che e’ cresciuta di piu’. In ordine di peso percentuale, i mercati dove il vino siciliano viene esportato sono: Usa (18,6%), Germania (16,7%), UK (9,4%), Svizzera, Svezia, Canada, Francia, Giappone, Cina, Russia. Usa e Cina sono i paesi dove l’esportazione e’ in crescita”. Cosi’ come in aumento e’ l’enoturismo: “Circa 3.500 presenze quest’anno in media nelle nostre cantine – ha detto il presidente di Assovini, Francesco Ferreri – Puntiamo molto su questo perche’ e’ il modo per fare conoscere il nostro uno e’ la nostra cultura a tanti stranieri”. Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura, ha sottolineato l’impegno della Regione nel settore vitivinicolo: “Stiamo promuovendo – ha spiegato – politiche mirate per incrementare la capacita’ di imbottigliamento e per rafforzare il valore aggiunto della produzione. La valorizzazione dei nostri vitigni autoctoni e le sperimentazioni sui vitigni antichi rappresentano altre due grandi opportunita’”. Di enoturismo, e degli orizzonti di crescita, ha parlato Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo: “Il trend dei vini siciliani continua ad essere positivo e i dati, infatti, ci segnalano una crescita proficua del turismo legato al vino: c’e’ un aumento del 70 per cento delle presenze registrate in Sicilia che sono riconducibili al segmento del circuito enogastronomico”. “L’imbottigliato di vini Igt e Doc, in Sicilia, e’ in aumento” ha sintetizzato Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini e del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. “C’e’ un altro dato che e’ importante sottolineare: la Doc Sicilia registra un +11,05% nell’anno 2016 senza che cio’ abbia avuto riflessi negativi sui vini Igt Terre Siciliane e Doc territoriali che, al contrario, vedono aumentato il volume della loro produzione. La Doc Sicilia, nel 2016, ha raggiunto il numero di 26,8 milioni di bottiglie”.

Settantotto rotte per collegare 24 paesi; una stima dell’aumento dei passeggeri compreso tra il 5 e il 7% a fine anno (5.650.000) rispetto al 2016, nuovi collegamenti con l’Est europeo e maggiori frequenze dei voli. Sono i numeri e i programmi per la stagione estiva, previsti dalla Gesap, la societa’ che gestisce l’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino di Palermo, che ha chiuso il 2016 superando il tetto dei 5 milioni di passeggeri (piu’ un milione nell’ultimo triennio). Secondo i dati della societa’, divulgati nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palermo per presentare ‘Summer 2017′ il programma estivo dei voli, la Gesap a marzo 2017 registra un incremento del 3% di transiti in uscita e in entrata, dopo la leggera flessione registrata a gennaio e febbraio dell’anno in corso. Per l’estate saranno 78 le rotte attive (63 voli di linea e 15 voli charter). Tra le novita’ ci sono nuovi collegamenti attivati da Ryanair per Norimberga, Bucarest (dal 26 marzo e dal 28 marzo) tutto l’anno; Milano Malpensa (da fine ottobre con una frequenza di due voli giornalieri). Per la stagione invernale la compagnia irlandese pensa a due nuove rotte per Wroclaw e Budapest 12 mesi all’anno. Piu’ frequenze anche su Dublino, Torino e Treviso. Aumento dei voli anche per Alitalia su Linate e Mosca. Nuovi collegamenti, tra gli altri, anche per Corfu’ e Malaga (dal 22 luglio e dal 27 luglio). E ancora per Colonia (dal 22 aprile) e Francoforte (2 luglio). “E’ un trend incoraggiante che vede la Sicilia come un luogo di destinazione sotto il profilo degli arrivi – ha detto il direttore commerciale della Gesap Natale Chieppa – Nel 2016 abbiamo registrato un aumento dei passeggeri internazionali del 17% e stiamo spingendo molto sulla crescita delle rotte internazionali. Stiamo lavorando con Turkish Airlines per cercare di sviluppare altre aree intercontinentali e provare a creare un collegamento diretto tra Palermo e Istanbul, dove il prossimo anno aprira’ l’aeroporto piu’ grande al mondo”. Per il presidente della Gesap, Fabio Giambrone, “le novita’ di questa stagione confermano che l’aeroporto sta facendo strada in modo positivo rispetto al passato. Cambia il profilo di questo aeroporto, che non e’ solo la porta di ingresso alla citta’ ma all’intera Sicilia.

“La chiusura dell’Ufficio di Catania del Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Sicilia e’ un grave errore del presidente Crocetta e dell’Amministrazione da lui guidata. Si tratta infatti di un passo indietro preoccupante sul terreno della tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette, cui viene negato un importante presidio di assistenza e monitoraggio”. Lo dichiarano Riccardo Magi, Michele Capano e Zelda Raciti, rispettivamente segretario, tesoriere e membro della Giunta di Radicali Italiani. “Una scelta che fa seguito all’enorme ritardo con il quale il Garante regionale e’ stato nominato – cioe’ tre anni dopo l’istituzione dell’ufficio – e che non puo’ essere motivata con la necessita’ di tagliare le spese del bilancio regionale, come pure alcuni hanno provato a fare in questi giorni. Il “risparmio” si fa sulle centinaia di fonti di spreco di un apparato burocratico elefantiaco come quello della Regione Sicilia, di certo non risparmiando pochi spiccioli sulla pelle, gia’ martoriata, dei detenuti degli istituti penitenziari della Sicilia orientale. Come Radicali invitiamo quindi la Regione, piuttosto silente sui temi del rispetto dei diritti umani, a riconsiderare la scelta compiuta, riprendendo a operare con efficienza e tempestivita’ in un’area del Paese molto difficile come la Sicilia”.

“I giovani non credono che lo Stato sia piu’ efficiente, dinamico, deciso e forte della mafia. E questo e’ il dato che piu’ mi ha allarmato”. Cosi’ il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci, sintetizza i risultati di una indagine sulla percezione del fenomeno mafioso e del concetto di legalita’ che ha coinvolto circa 150 studenti della scuola media. Lo studio, condotto sul campione di preadolescenti di quattro comuni siciliani (Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia, Paterno’), e’ stato diviso in due fasce d’eta’, una relativa alla scuola media inferiore e un’altra sulla popolazione studentesca universitaria, i cui risultati saranno diffusi la prossima settimana. “I risultati saranno presentati ai parlamentari, al governo, a presidente dell’assemblea, ai Comuni, alle scuole”, ha aggiunto Musumeci. “Ne’ i ragazzi interpellati ne’ i professori – spiega – erano a conoscenza che a condurre l’indagine e’ stata la commissione antimafia, per non condizionare i risultati della rilevazione”. “Secondo il campione analizzato – dice Orazio Ricciardello, del dipartimento di scienze della formazione dell’Universita’ di Catania, che ha curato la ricerca – il pizzo e’ considerato un comportamento piu’ grave del furto in un negozio, ma se si guarda alla risoluzione delle controversie quotidiane la mafia e’ considerata piu’ rapida, efficiente, decisa e forte dello Stato, nei confronti del quale i ragazzi hanno un atteggiamento misto a neutralita’ e indifferenza. Scarsa importanza, poi, viene attribuita al pagamento delle tasse”. Musumeci ha specificato che l’indagine e’ stata condotta, a titolo gratuito, salvo un rimborso spese per tre esperte che hanno collaborato alla fase successiva dell’indagine sul campione di 18-22 anni, “perche’ la politica e’ sobrieta’”, ha commentato.

Giuseppe Catanzaro e’ il nuovo presidente di Sicindustria. Ad eleggerlo, oggi pomeriggio, l’Assemblea dei delegati che ha, di fatto, ratificato il risultato delle consultazioni svolte dalla commissione di designazione, che hanno coinvolto l’intera base associativa. Eletta anche la squadra dei vicepresidenti: Alessandro Albanese (vicepresidente vicario); Rosario Amaru’ e Gregory Bongiorno. I delegati sono: Ivo Blandina (infrastrutture); Carmelo Turco (rapporti con le aziende dei comparti di raffinazione e petrolchimica); Silvio Ontario (education). Cinquant’anni, imprenditore impegnato con l’azienda di famiglia in attivita’ legate al settore ambientale e della produzione di energia, Catanzaro subentra ad Antonello Montante e guidera’ l’associazione per i prossimi 4 anni. All’interno del sistema confindustriale ha ricoperto diversi ruoli: vicario di Confindustria Sicilia; presidente dei giovani di Confindustria Agrigento; presidente di Confindustria Agrigento; componente del Gruppo tecnico Ambiente di Confindustria e componente supplente della Commissione di saggi per l’elezione del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. Dopo l’elezione, il presidente Montante ha ringraziato la squadra forte e coesa che lo ha supportato in questi anni. “Questa presidenza – ha detto – ha attraversato il periodo piu’ lungo di recessione dal secondo dopoguerra ad oggi”. . “Un risultato che e’ andato al di la’ di ogni possibile iniziale previsione – ha sottolineato Catanzaro – Il profondo cambiamento organizzativo dei mercati e degli assetti istituzionali ha portato alla riforma del sistema e alla nascita di Sicindustria”. Al momento dell’elezione, Catanzaro ha reso noto di aver lasciato ogni ruolo gestionale all’interno dell’azienda di famiglia: “Pur non essendo un atto obbligato – ha spiegato – ho voluto farlo per dedicare tutto il mio tempo e il mio impegno al sostegno delle imprese che producono e operano in Sicilia”.

Alla luce di una mia possibile partecipazione alle primarie del centrodestra siciliano, in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno in autunno, ho raccolto sul territorio oltre 8 mila firme e informato il presidente Silvio Berlusconi della mia disponibilita’ a prendere parte alla competizione dalla quale uscira’ il candidato della coalizione per Palazzo d’Orleans”. Lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia. “Concordo con Berlusconi nel ritenere che le primarie siano uno strumento estremamente delicato e che debbano essere adeguatamente normate, per non ricalcare il triste e dannoso copione del Partito democratico – aggiunge Gibiino – ma considerando al tempo stesso i risultati di un recente sondaggio di un accreditato istituto di ricerca, che rivela che gli elettori siciliani di centrodestra gradirebbero condividere la scelta del candidato alla presidenza della Regione, ritengo sia doveroso riflettere sull’opportunita’ di dare vita a quello che diverrebbe un vero e proprio laboratorio politico”. “Al contrario di quanto accade in casa Dem, dove chiunque dall’esterno puo’ condizionare il risultato della consultazione – sottolinea il senatore di Fi – il regolamento delle primarie siciliane di centrodestra prevede, tra le buone norme introdotte, la preregistrazione dei votanti – conclude Gibiino – sd essere insufficienti sono invece gli spazi, previsti dal regolamento, destinati al confronto tra i candidati e tra questi e i cittadini sui programmi e sulle idee di sviluppo”.

l 2017 sarà particolarmente delicato per l’economia siciliana, che dovrebbe essere contraddistinta da una fase di ulteriore indebolimento della domanda. E’ la previsione contenuta nel 46esimo Report Sicilia, il Rapporto sull’economia dell’Isola del Diste Consulting, presentato oggi a Palermo dalla Fondazione Curella. Il tasso di crescita del prodotto interno lordo, infatti, non dovrebbe andare oltre lo 0,5 per cento (+0,7 per cento il dato dell’Italia), dopo l’aumento medio annuo dell’1,5 per cento del biennio precedente. Sul mercato del lavoro, la tendenza alla diminuzione dell’occupazione emersa nell’estate scorsa dovrebbe proseguire nella prima parte dell’anno, per poi riportare spunti migliorativi. “La domanda di lavoro manterrà una sostanziale stabilità – spiegano dal Diste consulting -, con nuove flessioni in agricoltura e nelle costruzioni bilanciate dagli aumenti attesi per l’industria e i servizi. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 22,5 per cento, anche perché l’urgenza d’integrare i magri bilanci familiari indurrà un discreto numero di inoccupati a entrare nel mercato del lavoro per cercare attivamente un impiego”. Saranno fiacchi i consumi delle famiglie. Il 2017 dovrebbe chiudersi, secondo le previsioni, con un +0,6 per cento, lievemente inferiore all’anno passato, dovuto al ristagno dell’occupazione e del reddito disponibile, al progressivo rincaro dei prodotti energetici e al contenimento del potere d’acquisto. Gli investimenti fissi conserveranno un profilo di crescita stentata (+1,7 per cento).

“La questione femminile in Sicilia rappresenta la punta dell’iceberg di una situazione di disagio diffuso, che affonda le radici nella disoccupazione, nelle carenze del welfare, nella sostanziale mancanza di interventi della politica di cui a far le spese sono soprattutto le donne”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia, spiegando che “il tasso di disoccupazione femminile è quasi il doppio di quello nazionale, il 23,2 per cento a fronte del 12 per cento, e il tasso di occupazione più della metà di quello nazionale (29,6 per cento contro 48,2 per cento)”. Ma per il leader sindacale a mancare non è solo il lavoro ma anche “quegli interventi sul welfare utili a sostenere le donne che lavorano, gravate in maniera pressoché esclusiva dei compiti di cura”. “Non è retorica dire che senza l’affermazione dei diritti delle donne non può esserci crescita civile e democratica – aggiunge Pagliaro -. Le uniche sponde che, invece, le donne hanno trovato sono il lavoro precario, sottopagato, che oggi c’è e domani no e questo non è ammissibile. Così come non lo è il fatto che si registrino ritardi, come le donne di Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato, nel rinnovo del Forum contro la violenza di genere e nell’insediamento della Commissione regionale pari opportunità”. Secondo Pagliaro, allora, la battaglia per i diritti delle donne, per l’occupazione e contro la violenza deve essere “la battaglia di tutti per reale avanzamento economico, sociale e culturale della nostra regione”.

Protestano a Palermo i lavoratori dell’Aras, l’Associazione regionale degli allevatori Sicilia dichiarata fallita. Un sit-in è in programma davanti Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana. I sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, Confederdia regionali, che organizzano la protesta, chiedono un’audizione in commissione Bilancio con la partecipazione di Aras e Aia per individuare le soluzioni utili a fare ripartire il servizio, fermo dal 3 marzo dopo la pubblicazione, il 2 marzo scorso, della sentenza del Tribunale di Palermo che dichiara il fallimento dell’Aras. Da quella data i 115 lavoratori dell’associazione sono sospesi. I sindacati chiedono “risposte immediate e anche di tipo strutturale” con la costituzione di un nuovo ente o attraverso strutture già esistenti come l’Istituto zootecnico.

Il 6 e 7 marzo, presso il Consorzio Universitario di Agrigento si terra´ il Convegno di studi “L’Autonomia siciliana ed il futuro della specialità regionale tra esigenze unitarie ed istanze autonomistiche” per avviare una riflessione sulle autonomie differenziate dopo l’esito del referendum costituzionale. In tale contesto si partirà dalle riflessioni contenute in due volumi di recente pubblicazione: “Il futuro della specialità regionale alla luce della riforma costituzionale” a cura di Francesco Palermo e Sara Parolari, Edizioni scientifiche Italiane, 2016; e “Settant’anni di autonomia siciliana 1946 – 2016”, a cura di Gaetano Armao e Marcello Saija, Rubbettino 2016.
Lunedì, nella prima sessione, sarà trattato il tema del primo libro e l’analisi  verterà sulla necessità di riformare la specialità regionale, dagli spazi di autonomia normativa all’ampiezza e consistenza delle funzioni amministrative, dalle modalità di finanziamento alle forme di contrattazione e di rapporto con lo Stato. Nonostante la “bocciatura” del referendum costituzionale, infatti, il dibattito resta aperto, soprattutto a causa dei profondi mutamenti economici e sociali avvenuti in Italia e in Europa, negli ultimi decenni. Attraverso l’analisi dell’esperienza delle autonomie differenziate, si tenterà, poi, di chiarire quali poteri e prerogative possono adeguatamente contemperare l’esigenza di capacità decisionale per “governare” autonomamente lo sviluppo regionale con quella di tutela dell’unitarietà repubblicana e di sostenibilità istituzionale e finanziaria della specialità.
La seconda sessione, che si terrà martedì, prenderà le mosse dai contenuti del secondo libro e verrà, invece, dedicata alle origini, l’attualità e le prospettive dell’autonomia siciliana con un approccio che partendo da un’analisi storica di lungo periodo, punterà a fare il punto sulle ragioni dell’odierna crisi e sull’inevitabile processo di rifondazione culturale oltre che istituzionale dell’autonomia regionale siciliana.
Al Convegno parteciperanno studiosi di diritto regionale di diverse Università italiane tra questi Gaetano Armao, Gianmario Demuro, Elena D’Orlando, Roberto Louvin, Dario Immordino, Marcello Saija, Esmeralda Bucalo, Lillo Fiorello, Ornella Spataro e due ex presidenti della Regione siciliana (Giuseppe Campione ed Angelo Capodicasa). Le conclusioni delle due giornate saranno affidate ad Antonio D’Atena e Giulio Salerno.