adolescenti

I teenager dovranno chiedere il permesso dei genitori per compiere alcune azioni su Facebook, come vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo opinioni politiche e religiose. “Le persone di eta’ compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook”. Lo rende noto la società in un documento ufficiale, in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa europea sulla privacy (Gdpr) dal 25 maggio. “Questi adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, fino a quando non otterranno il permesso da un genitore o tutore di usare tutti gli aspetti di Facebook”, viene spiegato nel documento.
Facebook comunica che disabiliterà anche “il riconoscimento facciale per chiunque abbia meno di 18 anni” e che farà “più educazione per rispondere alle loro domande più comuni sulla privacy”. Le limitazioni, informa il social network, riguarderanno tutti gli adolescenti, senza distinzioni geografiche.

Questi alcuni dei dati emersi dal rapporto del Gruppo Crc. I quasi 2 milioni e 300 mila adolescenti (14-17 anni) che vivono in Italia, 186.450 dei quali stranieri, trascorrono le loro giornate con il cellulare in mano (92,6%), fanno uso di alcol, tabacco o cannabis (63,4%), l’11,5% gioca d’azzardo online, uno su due ha subito azioni di bullismo o cyberbullismo. E’ la ‘fotografia’ che emerge dal nono Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese, realizzato dal Gruppo Crc (network di 91 organizzazioni) e reso noto a 25 anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione, alla presenza del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.Gli adolescenti nostrani studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo. Il 2,2% di questa fascia di età entra infatti, suo malgrado, a far parte della categoria dei “neet”, ovvero quei giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in un percorso di formazione.