Anci

“La norma che introduce l’obbligatorieta’ dei vaccini e’ giusta. Lo testimoniano i dati resi noti dalla comunita’ scientifica”. Lo ha detto Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, al programma “6 su Radio 1. E ha continuato: “Ma, come e’ naturale in una fase di avvio, ci sono stati dei ritardi. Non sarebbe stato giusto farli scontare a bambini in lista d’attesa, escludendoli dalle scuole materne a marzo. L’Anci e’ la casa dei Comuni: non fa politica ma rappresenta i sindaci indipendentemente dal colore politico delle loro amministrazioni, dalle dimensioni demografiche o dalla posizione geografica dei territori che amministrano. Sono contento che l’associazione abbia contribuito a chiudere una polemica nata nei giorni scorsi”.

“Con queste manovre il governo ha messo a rischio i servizi essenziali dei Comuni e trasformato, per suo conto, i sindaci in esattori delle tasse: nella mia città abbiamo scelto di non introdurre la tassa di soggiorno e di non aumentare alcuna tariffa comunale ma per gli enti locali la situazione è divenuta insostenibile”. Ad affermarlo è il vicepresidente nazionale dell’Anci e sindaco di Pergola, Francesco Baldelli. “Negli ultimi anni – osserva Baldelli – i Comuni sono stati ridotti alla canna del gas: l’atto finale della messa in ginocchio si è consumato con la manovra finanziaria 2018 che ha scaricato sui bilanci comunali ulteriori oneri e nuovi tagli, costringendo i sindaci, che non sanno più come far quadrare i conti, ad aumentare l’imposizione comunale, tra cui la tassa sui rifiuti e quella di soggiorno. Un’imposta che colpisce indiscriminatamente il turismo e danneggia le imprese del settore ed è per questo che esprimo tutta la mia solidarietà agli operatori del turismo, spina dorsale dell’economia italiana”.

“Non ci mostreranno mai la foto della mamma col suo bambino di 3 anni uccisi dai terroristi islamici sulla Rambla a Barcellona. Basta col falso buonismo di chi piega la testa di fronte al fanatismo islamico e di chi parla di integrazione di chi non vuol farsi integrare: chiudiamo le frontiere a queste belve, cominciamo a difendere la nostra cultura greco-latina, cristiana e la nostra identita’”. Cosi’ il vicepresidente dell’Anci Francesco Baldelli. “Rivolgo una preghiera alle tante vittime della strage di Barcellona e dei nostri connazionali, vittime incolpevoli del terrorismo e di una politica cieca che sta avallando l’invasione dell’Italia e dell’Europa. Il governa metta i comuni nelle condizioni di investire sulla sicurezza e non su politiche di finta accoglienza”, conclude Baldelli.

L’associazione nazionale dei Comuni interviene sull’abusivismo edilizio dopo il caso Licata con la sfiducia al sindaco Angelo Cambiano, in primo piano nel contrasto alle costruzioni fuori norma. “La posizione dell’Anci e’ quella del rispetto delle regole – dice Antonio Decaro, a ‘6 su Radio1’ – Se c’e’ un immobile abusivo, a seguito di una sentenza, l’immobile va abbattuto altrimenti rischiamo di demolire il senso di legalita’ all’interno delle nostre comunita’”. Per Decaro: “Una cosa e’ costruire una veranda abusiva su un balcone non visibile all’interno di un cortile, altra cosa e’ costruire una casa in zone di pregio che e’ quello che poi e’ capitato nel nostro paese perche’ la maggior parte degli immobili abusivi sono costruiti in zone di pregio vicino al mare e nascono come seconde case al mare”. Aggiunge il vertice dell’Anci: “Permettere la costruzione di immobili abusivi per esigenze abitative e’ eccessivo, soprattutto per un paese che fa del paesaggio la maggiore attrattiva. Se il sindaco di Licata e’ stato sfiduciato perche’ i consiglieri comunali non volevano l’abbattimento degli immobili, deciso da una sentenza del giudice, credo sia una ferita grave per il nostro paese”.

Un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare il contrasto alla contraffazione nei Comuni italiani è stato firmato dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile, dal Presidente dell’Anci Antonio Decaro e dal Direttore Generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio italiano brevetti e marchi del Mise. L’obiettivo è anche quello di consolidare le reti di cooperazione tra gli attori gia’ impegnati sul territorio. “In continuita’ con il Programma Nazionale di Azioni Territoriali Anticontraffazione, recentemente conclusosi con importanti risultati in 26 Comuni Italiani, il Ministero dello Sviluppo Economico – comunica il Mise – promuove, nelle amministrazioni comunali, l’introduzione o il rafforzamento di nuclei delle Polizie locali specializzati nel contrasto al mercato del falso, oltre ad azioni di formazione/informazione rivolte ad operatori di polizia locale e ad altre figure della pubblica amministrazione coinvolte nelle attivita’ di enforcement”. Nella lotta alla contraffazione saranno realizzate anche iniziative per sensibilizzare i cittadini sui danni connessi al consumo di prodotti falsi.

“I Comuni italiani e Anci sono contenti per l’approvazione di una legge aspettata e necessaria per garantire la salute di tutti i piccoli cittadini e cittadine che frequentano le scuole italiane”. Cosi’ Cristina Giachi, presidente commissione Istruzione dell’Anci e vicesindaca di Firenze, che aggiunge: “Avremmo voluto che alcune delle nostre richieste fossero state accolte. Si trattava di emendamenti che avrebbero reso piu’ semplice per le famiglie presentare la certificazione e la documentazione necessaria. Purtroppo nessuno e’ stato accolto”. “Faremo del nostro meglio per rispettare il dettato normativo, ma non vi e’ dubbio che siamo in seria difficolta’ per quanto riguarda i tempi e le modalita’ previste dal decreto convertito; per questo – conclude Giachi – speriamo che si definiscano modalita’ attuative che sgravino i troppi compiti assegnati ai comuni”.

“Su tematiche importanti come l’accoglienza dei migranti, la gestione dei rifiuti, la fiscalita’ locale, gli strumenti normativi, la sicurezza, i trasferimenti di risorse statali agli enti locali, il personale, le procedure anticorruzione, e’ necessario fare squadra. I sindaci, che sono oggi il primo e spesso l’unico baluardo istituzionale a dover arginare situazioni complesse e a volte socialmente esplosive, devono saper giocare queste partite attraverso una manovra corale”. E’ quanto dichiara il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomata’, delegato per il mezzogiorno e la coesione territoriale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani. “Non e’ corretto pensare di decidere sul futuro delle nostre citta’ senza un coinvolgimento diretto dei loro rappresentanti istituzionali. Il nostro Paese – aggiunge Falcomata’ – deve cominciare a correre e puo’ farlo solo se le esperienze amministrative, a cominciare da quelle delle citta’, saranno in grado di costruire e sostenere una proposta politica che guarda ad una crescita reale del Paese, tanto dal punto di vista economico quanto sotto il profilo sociale. Il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha operato in questi mesi con grande lungimiranza, facendo sentire forte la voce dei primi cittadini, rappresentando al meglio le istanze dei territori e richiamando il Governo alla necessita’ di un cambio di marcia. Ora e’ il momento di fare squadra, di dare maggiore peso politico ai campanili, di aggregarsi attorno al lavoro collettivo che stiamo portando avanti in Anci, con la guida del presidente Decaro. La rinascita del Paese deve ripartire dalle citta’.

“Se la domanda fosse se abbiamo bisogno di un forum strategico-politico per il Mezzogiorno, la risposta sarebbe inevitabilmente ‘no’. Abbiamo invece bisogno di conoscerci e di raccontarci come poter mutuare gli uni dagli altri le migliori esperienze di cui siamo portatori”. Lo ha sottolineato parlando alla prima conferenza programmatica delle Citta’ Metropolitane del Sud il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Tuttavia, ha osservato, “e’ vero, i dati sul Sud non sono entusiasmanti, non tutti almeno. Alcuni sono proprio sconfortanti. Ma non e’ veritiera neppure la fotografia dello Svimez di due estati fa, quella di un Sud indistinto fatto di poverta’, desertificazione industriale, stagnazione. Ci sono dati positivi relativi a Pil e occupazione, che vengono in gran parte da turismo e agricoltura. Ma non si tratta solo di dati. Sara’ perche’ ho negli occhi la bellezza della Sicilia, ma io vorrei introdurre la misurazione di un altro parametro fondamentale della qualita’ della vita: il clima, il calore e i colori delle citta’ meridionali”. Non si tratta di coltivare stereotipi, ha aggiunto Decaro. “Io non sono un visionario, al contrario sono un amministratore che cerca di essere concreto, vi invito pero’ a guadare alle cose positive. Per non farci cogliere da quella malattia contagiosa alla quale Marcello Veneziani ha dato un nome: la suddita’, la rappresentazione di un Sud che soffre e si lamenta. Il quadro non e’ nero, le risorse ci sono, la ripresa sembra iniziata. Tocca a noi, nuova classe dirigente del Sud, cogliere con responsabilita’ l’occasione di un riscatto”, ha concluso il presidente Anci.

Il presidente dell’Associazione dei Comuni e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a margine di “Anci ascolta”, in corso a Firenze, e’ intervenuto sul tema immigrazione: “I decreti Minniti possono rappresentare un modo nuovo per affrontare l’emergenza migranti, secondo una gestione non piu’ emergenziale ma strutturale”. “Nell’ultimo anno – ha ricordato a proposito Decaro – abbiamo registrato circa 181 mila presenze di prima accoglienza su cui i sindaci hanno messo la faccia”. Ma il flusso, secondo il presidente Anci “va gestito tramite il sistema dello Sprar e distribuito su tutto il territorio nazionale, con un numero di migranti controllato che e’ di circa tre per ogni mille abitanti. Questo per evitare concentrazioni di arrivi come a Cona, dove la prefettura ha inviato mille migranti in una comunita’ di tremila residenti. La concentrazione e’ un problema per i migranti e per i residenti e puo’ sfociare in episodi di intolleranza oltre a gravare sulla qualita’ dei servizi per chi ospita e per chi e’ ospitato”. Secondo il sindaco di Bari quindi “le prefetture non possono gestire questo fenomeno perche’ non hanno il rapporto quotidiano con la comunita’ che ha un sindaco: i cittadini e’ al sindaco che ricorrono per lamentare questo tipo di problemi”. “Per questo – ha concluso Decaro – e’ giusto che siano i sindaci a gestire il fenomeno, su base volontaria e con la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo Anci-Viminale, clausola che ha permesso al sindaco di Vitulano di respingere altri migranti inviati dalla prefettura, proprio in virtu’ dell’adesione allo Sprar e quindi del limite di migranti stabilito”.

Domani la Camera dei deputati apre l’Aula a oltre 600 sindaci di tutta Italia per un confronto sulle urgenze da affrontare nel Paese. Fra i primi cittadini ci saranno i sindaci delle zone terremotate di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Dalle 11 di lunedì 7 novembre i sindaci incontreranno i presidenti delle Commissioni parlamentari e i rappresentanti del Governo. Al centro del confronto i temi dell’ambiente, della cultura, del welfare, dell’accoglienza. Dopo l’intervento introduttivo del presidente della Camera, Laura Boldrini, prenderanno la parola i sindaci di Norcia, Crognaleto, Amatrice e Ussita, le zone piu’ colpite dai terremoti di agosto e ottobre. A seguire, interverranno gli altri colleghi, tra i quali Pizzarotti (Parma), Merola (Bologna), Gori (Bergamo), Nicolini (Lampedusa). Al termine, daranno il loro contributo il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, il presidente del consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti, e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Anci, sara’ trasmesso in diretta dalla Rai, dal canale satellitare della Camera e in streaming dalla web-tv della Camera.