Assemblea Pd

“Questa è un’unica arca nella quale sono comprese tutte le speranze e le possibilità per consentire all’Italia di venire fuori dalle crisi che dura da 20 anni”. Così Michele Emiliano parlando all’assemblea del Pd. “Io vedo la tua sofferenza – dice il governatore della Puglia – E allora questa sofferenza mostrala. Perché questa gente non ha bisogno di superuomini al comando. Questa gente ti ha sostenuto quando ti ha visto debole e ammaccato”.”Non chiedere a noi di smettere di litigare tout court, senza una causale. Prova a prevenire le divisioni consentendo un dialogo con due mozioni che non entrano tecnicamente in maggioranza, ma che hanno dal mio punto di vista il dovere di sostenerti nella misura in cui tu sarai capace di costruire sui programmi un’unita’ di azione”. Lo dice Michele Emiliano al segretario Matteo Renzi, dal palco dell’assemblea nazionale del Pd. “Sui programmi tu potrai contare sulla lealta’ degli uomini e delle donne che mi hanno sostenuto e credo di tutto il partito”, aggiunge.

“Domenica a Roma l’Assemblea nazionale del Pd traccera’ le linee guida del lavoro dei prossimi mesi”. Così su Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi, che chiede consigli sul discorso programmatico agli utenti del web. “Stavo riflettendo sui temi principali da offrire all’attenzione dei delegati e di chi tra voi seguira’ il dibattito – scrive il leader dei Dem – Voglio chiedervi una mano: su quali temi secondo voi dovremo lavorare di piu’? Quali parole vorreste far risuonare nel corso della nostra discussione? Quali sono le proposte su cui vi aspettate la maggiore attenzione del nuovo corso del Pd? Mi piace molto l’idea di confrontarmi prima, vi leggo volentieri”.

“A questo punto il congresso ci sara’ di qui a quattro mesi. Perche’ lo statuto vincola”, dice Piero Fassino, parlando all’assemblea del Pd. “Ma non e’ la temporalita’ del congresso a fare la qualita’ del congresso”, dice l’ex segretario dei Ds. Fassino si e’ ritagliato in queste settimane il ruolo di pontiere tra la maggioranza renziana del Pd e la minoranza rappresentata da Emiliano, Rossi e Speranza.

Ai cronisti che gli chiedono se non sia ancora stato deciso nulla in merito alla scissione dal Pd, Massimo D’Alema risponde: “È domani l’assemblea. Bersani ha scritto una lettera a Renzi e se Renzi dirà ‘sono d’accordo’, andremo al congresso. Se Renzi telefona per dire che lui è d’accordo con quello che gli si propone, sicuramente questo apre un processo politico che porta verso un congresso nei tempi ordinari, normali. Se Renzi vuole tirare dritto per la sua strada è chiaro che noi non possiamo accettare questa prepotenza. Le cose sono chiarissime: la questione é nelle mani del segretario del nostro partito”, conclude D’Alema. “È stato chiesto – spiega – un congresso serio, vero. Ed è stata chiesta una agenda politica che metta al primo punto i problemi del paese e non una conta affrettata, un plebiscito che sia privo di contenuti. Siamo in attesa di una risposta”.

“Renzi all’assemblea Pd ha detto che vuole fare piu’ l’allenatore che il giocatore? Puo’ fare entrambi, lui e’ camaleontico: come giocatore e’ fantasioso e potrebbe fare l’attaccante, come allenatore sarebbe uno che impone il gioco piu’ che aspettarne l’errore”. Lo ha detto Arrigo Sacchi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora,  condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, in onda dal lunedi’ al venerdi’ alle 13.30. Cosa ne pensa del nuovo premier Gentiloni? “Se Renzi e’ una bottiglia di champagne, Gentiloni mi sembra una camomilla”. Come calciatore, Gentiloni chi le fa venire in mente? “Un bel regista, che pondera tutto”. Potrebbe fare il capitano? “Si, suscita interesse”. Potrebbe essere uno alla Carlo Ancelotti? “No, Carlo era piu’ grintoso. Gentiloni – ha detto a Un Giorno da Pecora – Mi fa venire un mente un giocatore che fece parte della Roma, uno molto lento, di cui pero’ non ricordo il nome”. Si riferisce ad Andrade? “Puo’ essere fosse lui, si”.

“Credo che la proposta del mattarellum debba essere condivisa dal partito. Penso che dovremo provarci, che non sara’ facile convincere i nostri interlocutori, ma penso anche che se non dovessimo riuscirci non dovremmo rassegnarci ad andare verso il proporzionale”, dice Dario Franceschini, parlando all’assemblea del Pd. Il ministro della cultura aggiunge: “Attraverso lo strumento della legge elettorale dovremo evitare che la destra italiana si ricompatti sotto le bandiere populiste di Salvini o di Meloni e liberare un’area moderata di centrodestra che non possiamo escludere che un giorno possa vedere i suoi destini incrociati con il nostro”.

“Se si dovesse andare a votare con il Consultellum mi candidero’ al Senato e in prospettiva presidente del Cnel”. Lo ha detto con una battuta il segretario del Pd, Matteo Renzi, aprendo l’Assemblea nazionale del Pd. “Al referendum abbiamo perso sui giovani, abbiamo perso in casa, e’ una cosa che fa male, la nostra generazione non e’ arrabbiata e’ disincantata”. E Abbiamo perso nelle periferie” ha aggiunto Renzi.
“Il leader non si mette al riparo dal vento e offre uno dei suoi come capro espiatorio alla folla ululante. La sconfitta fa parte della vita e ciascuno di noi puo’ imparare senza inseguire vendette o ritorsioni”. Lo dice Matteo Renzi in assemblea Pd. Poi il premier scherza e spiega di aver deciso di non “piegare le regole alle esigenze che sentivo” per andare subito a congresso, “perche’ siamo in fase zen”. “Non e’ facile lasciare. Non e’ bellissimo perdere, gli scatoloni li ho fatti di notte per non farmi vedere e quando pero’ sono uscito da Palazzo Chigi, ho pensato ai miei figli: quello che dovevo fare ho cercato di farlo ma la sconfitta fa parte del gioco della politica e tu devi essere in grado di caricartela”, aggiunge. “Pensare che alcune persone del mio partito festeggiavano non gli exit poll ma le mie dimissioni, ha ferito il senso di comunita’ e di appartenenza. Ho dato quattro volte le dimissioni. Ho esaurito in una settimana le dimissioni che un democristiano fa in un millennio. “Facciamo un accordo, amici dei 5 stelle: voi smettete con le bufale e noi non diciamo chi siete, una azienda privata che firma contratti con tanto di penali. Ne parleremo alle prossime elezioni”.

“Ripartiamo dall’Italia” è il titolo dell’Assemblea nazionale del Partito democratico di domenica 18 dicembre. “Abbiamo subito una sconfitta dura nel referendum. E io mi sono dimesso da premier. Domenica discuteremo di molte cose, in modo trasparente e chiaro, come deve fare chi ama la politica e crede nel servizio per il bene comune”. Così su Facebook il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi lancia l’Assemblea nazionale.
“Non avendo più gli obblighi istituzionali di governo mi piacerebbe tornare a usare questa pagina soprattutto per ascoltarvi, più che per raccontare le cose fatte – scrive Renzi – E allora proviamoci: abbiamo a lungo discusso dei mille giorni del nostro governo. Ma ditemi voi: quale scelta vi ha colpito di più in positivo e quale vi è sembrato l’errore più grande di questi tre anni? Delle tante riforme dalla scuola al lavoro, dal sociale ai diritti, dall’Expo alle tasse cosa cambiereste? E soprattutto qual è la priorità secondo voi per i prossimi mille giorni? Perchè la politica non è mai Amarcord, ma sempre paziente costruzione di futuro. Vi leggo volentieri”. L’Assemblea si svolgerà a Roma, all’Hotel Ergife, dalle 10. I lavori saranno trasmessi in diretta streaming sul sito del Pd www.partitodemocratico.it e su www.unita.tv

Più spazio alla politica estera all’Assemblea del Pd. “Quale Europa nel mondo che cambia” è il titolo che apre la riunione di oggi a Roma, tema caldo a poche ore dall’attentato di ieri a Monaco. Al centro del dibattito il futuro dell’Europa dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, la minaccia del terrorismo e gli strumenti per una risposta unitaria. E poi c’è la riflessione interna al Pd, che potrebbe essere fatta sulla “forma partito e su come rimettere a posto quello che non va”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, nel corso di un dibattito che si e’ svolto alla festa dell’Unita’ di Prato. Lotti ha detto anche di concentrarsi sulla consultazione referendaria che si terrà a novembre e di come “aprire il Pd” a chi “viene da altri partiti”. E intervenendo sull’Italicum, ha affermato: “Se qualcuno in Parlamento ha voglia di proporre modifiche si presenta in Aula e si offre alla discussione e li’ si valuteranno maggioranze presenti o meno per modificare cio’ che e’ modificabile”. (foto: PDnetwork – CC BY-NC-SA)