Banca Mondiale

I paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa riceveranno fino a 1,5 miliardi di dollari l’anno nell’ambito del piano per il clima. Lo ha annunciato la Banca mondiale in un comunicato diffuso durante la conferenza Cop 22 in Marocco. “Nel corso dei prossimi quattro anni, il Piano d’azione per il clima del Mena – Medio Oriente e Nord Africa – si propone di raddoppiare la quota di finanziamento bancario dedicato, portandolo a circa 1,5 miliardi di dollari l’anno entro il 2020”, Il piano, come spiegato dalla Banca mondiale, si concentrerà su quattro priorità: sicurezza alimentare e acqua, città sostenibili, il passaggio di energia a basso tenore di carbonio e la protezione dei poveri. Nel corso della conferenza la Banca mondiale ha anche evidenziato che ogni anno i disastri naturali gettano nella povertà 26 milioni di persone nel mondo e costano all’economia globale 520 miliardi di dollari 482 miliardi di euro circa. Lo studio è stato realizzato tenendo sotto controllo 117 paesi. “I gravi eventi climatici ci fanno arretrare di decenni nei progressi sulla povertà – ha detto Jim Yong Kim, presidente della Banca mondiale – Tempeste, inondazioni e siccità severe si ripercuotono sull’umanità e sull’economia generale, ma sicuramente il prezzo più alto lo pagano i più poveri”.

La Banca Mondiale riduce per quest’anno le previsioni di crescita per l’economia al 2,4%, rispetto all’anno precedente fissate al 2,9%. Il rapporto dell’Istituto di Washington focalizza l’attenzione sul lento recupero delle economie avanzate e sui paesi emergenti che soffrono problemi dovuti al calo dei prezzi delle materie prime. La fotografia continua con l’alto livello di indebitamenti delle imprese nei paesi in via di sviluppo, dove potrebbe manifestarsi una crisi del credito. La Banca Mondiale ha tagliato le previsioni per gli Stati Uniti di 0,8 punti percentuali (1,9%nel 2016). Il Giappone crescerà lo 0,5% e la zona euro raggiungerà l’1,6% di crescita. La Cina manterrà il 6,7% e il livello si prospetta stabile anche per l’India. Crescono lentamente Nigeria e Sud Africa, mentre Brasile e Russa restano in recessione.