Beatrice Lorenzin

“Quella di Ebola è stata una lezione per tutti i cittadini del mondo. Non esiste un tema locale della salute, il tema è globale così come i virus e le sfide e quindi dobbiamo costruire organizzazioni nell’ottica di una visione globale”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin intervenendo all’apertura dei lavori del G7 della Salute che si tiene a Milano fino a domani al Museo della Scienza e della tecnologia. Lorenzin ha citato, fra i tanti casi di interesse mondiale, anche quello dell’aviaria.

Nell’obiettivo di trasferire Ema, l’Agenzia europea del farmaco, da Londra in seguito alla Brexit, in un territorio comunitario, “gli altri competitor sono forti ma l’Italia la sta giocando tutta questa partita politica e stiamo facendo sistema, che e’ una cosa a cui gli italiani non sono abituati, invece e’ una chiave di successo”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, a margine del Global Nutrition Summit che si tiene a Milano.
“Tutto il sistema Italia si sta muovendo nelle sue varie parti, tutti stanno facendo un’unica partita che e’ quella per Milano – ha aggiunto – In questo mese abbiamo avuto contatti con tutti i Paesi, sia quelli non candidati sia con quelli candidati per Eba e per Ema. Stiamo lavorando sulla parte prettamente politica e negoziale perche’ per la parte tecnica Milano ha centrato tutti i requisiti richiesti”.

Riguardo alla scelta della prossima sede dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) Milano “e’ piu’ che in pole position”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Bruxelles per presentare la candidatura milanese assieme al sindaco Giuseppe Sala, al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al sottosegretario per gli Affari europei Sandro Gozi e all’inviato di palazzo Chigi Enzo Moavero Milanesi. l’Ema, a causa della Brexit, dovrà lasciare Londra per una città dell’Unione europea. Milano offre una struttura “chiavi in mano”, ha spiegato il ministro Lorenzin aggiungendo che “La sede non e’ un fatto secondario” e che “il Pirellone e 59 milioni gia’ pronti, oltre al traino del distretto tecnico-scientifico di Milano rende la candidatura nettamente superiore”. Il sindaco Sala chiede che “la decisione sia presa su parametri oggettivi se cosi’ sara’ le possibilita’ sono assolutamente buone: a Milano abbiamo un tocco magico in questo momento”, ha osservato.

“Noi siamo un partito politico, siamo una forza politica. Non dobbiamo costruire un partito, dobbiamo rafforzare il nostro progetto”. Lo dice Beatrice Lorenzin parlando alla Summer School della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’ ai Giardini Naxos di Taormina. “Negli ultimi quattro anni – continua l’esponente di AP – questo partito ha vinto in Parlamento sfide importantissime e superato sfide elettorali che hanno dimostrato che ci siamo sui territori e nel Paese. Se noi fossimo una ‘Bad Company’, un gruppo di persone confuse, non ci sarebbe un’ Opa su di noi, un continuo tentativo di assalto a qualcosa che non c’e’. Perche’ stiamo assistendo ancora una volta a un assalto al nostro partito? Perche’ dopo queste elezioni amministrative, Alternativa popolare ha avuto una media del 6 per cento, con punte anche del 12 per cento. Quindi, noi siamo sopra tutti i possibili sbarramenti elettorali che stanno cercando di fare. Noi il 5 per cento gia’ lo abbiamo in Italia, quello che vogliamo raggiungere e’ il 10 per cento”.

“Oggi abbiamo presentato una denuncia penale contro il ministro Lorenzin in 5 procure della Repubblica: sono le 5 procure dove sono arrivati i casi di 5 bambini che, in base alle segnalazioni all’Aifa da parte delle case farmaceutiche e delle Asl, sarebbero morti a causa della somministrazione di vaccini”. Lo ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, in una conferenza stampa. Queste procure, ha precisato Rienzi, sono in Piemonte, Lombardia, Sicilia e Basilicata. Il numero uno del Codacons ha poi aggiunto: “Il decreto Lorenzin (che introduce l’obbligatorieta’ dei vaccini all’asilo e alla scuola dell’infanzia e delle sanzioni per le famiglie dei non vaccinati alla scuola dell’obbligo, ndr) e’ vergognoso: una legge talmente folle che sara’ un boomerang per il governo perche’ e’ insostenibile. Soltanto se si facessero le indagini prevaccinali si bloccherebbe per due anni il sistema sanitario nazionale. E le famiglie hanno diritto di chiedere alle Asl di effettuare le indagini prevaccinali”. Per Rienzi, “non c’e’ un reale calo della copertura vaccinale nel nostro Paese”, mentre si sarebbe registrato “uno stranissimo aumento dei casi di reazioni avverse”, in base ad un documento che avrebbe prodotto l’Aifa per la Procura di Torino, che indaga su una morte sospetta. “Nella vicenda dei vaccini – ha proseguito Rienzi – c’e’ un aspetto molto discutibile: quello dei grandi guadagni delle case farmaceutiche. Con 12 vaccini obbligatori, come prevede il decreto Lorenzin, queste riceverebbero 1 miliardo di euro l’anno. E’ un grande affare”. Rienzi ha infine parlato di “politica delinquenziale delle case farmaceutiche che uniscono i vaccini fra di loro per fare affari”, citando presunte dichiarazioni dell’ad della GlaxoSmithKline. “Il Codacons – ha concluso – non e’ contro i vaccini: la nostra battaglia e’ per poterli avere disponibili singoli in commercio e per avere dei vaccini sicuri. Infine, ci battiamo per le visite pre-vaccinali. Abbiamo anche inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Senato, Pietro Grasso”.

“Sui vaccini vanno evitate polemiche e va invece affrontato con la massima urgenza il problema della recidiva di alcune malattie che consideravamo definitivamente debellate. E c’e’ un solo metodo, quello individuato dal ministro della Salute: vaccinazioni di massa sin dall’eta’ scolare. Essendo in gioco il diritto alla salute, che e’ strettamente collegato al diritto della vita, questo e’ un classico caso in cui la responsabilita’ dello Stato nei confronti dei suoi cittadini puo’ arrivare sino alla obbligatorieta’. Bene ha fatto quindi Beatrice Lorenzin non solo a porre il problema, ma a lanciare l’allarme e a proporre una soluzione che unifichi le politiche in tutto il Paese, senza piu’ differenze, che in questo caso sarebbero dannose, tra regione e regione. Mi auguro che quanto prima il governo e quindi il Parlamento procedano in tal senso”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

“Attraverso la donazione di sangue è possibile partecipare in modo attivo a solidale ai bisogni del Sistema sanitario nazionale”. Con queste parole il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è rivolta con un messaggio agli oltre 200 delegati FIDAS riuniti a Bergamo per il 56° Congresso nazionale. “Il sangue rappresenta un patrimonio collettivo – ha aggiunto – da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità e della cui donazione tutti potremmo avere l’esigenza di beneficiare in futuro”. Il ministro, inoltre, ha voluto ribadire l’impegno per una collaborazione sempre più stretta sui temi strategici per il sistema sangue: l’autosufficienza, il coinvolgimento dei giovani donatori, il sostegno alle Associazioni dei donatori e alla rete trasfusionale nazionale. Il Congresso nazionale ha preso il via questa mattina presso l’Auditorium della Libertà a Bergamo e si concluderà domenica a Milano: migliaia di donatori provenienti da tutta Italia, sfileranno dai Giardini Montanelli a Piazza della Scala per testimoniare il valore del dono volontario, anonimo e gratuito. All’apertura del Congresso, alla presenza del direttore del Centro nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, della dirigente dell’Ufficio Sangue e Trapianti del Ministero della Salute, l’assegnazione del VII premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” riservato ai temi del volontariato e della donazione del sangue e patrocinato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dal Centro Nazionale Sangue e dalla SIMTI, Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia. Ad aggiudicarsi il riconoscimento, per la sezione TV/radio, Gerardo D’Amico di Rai News 24 per la rubrica “Basta la salute” trasmessa il 20 luglio 2016. La giuria, composta da professionisti del settore e da responsabili associativi e rappresentata ha premiato il giornalista “per aver ritmato con fluidità e cura, secondo le esigenze del mezzo televisivo e dei fruitori della TV generalista, una mole considerevole di messaggi, dati e procedure relativi alla donazione del sangue”. Francesco Riccardi di Avvenire ha vinto per la sezione stampa/web con l’editoriale “Vere anemie d’Italia e l’antidoto” pubblicato il 14 gennaio 2017. La giuria ha scelto il suo articolo “per aver sottolineato in maniera agile ma non superficiale come l’atto di donazione del sangue sia un gesto di responsabilità civile e amore per la collettività e per aver invogliato il lettore in maniera gentile e credibile a compiere di persona un atto gratuito e potente”. La giuria, inoltre, ha voluto attribuire una menzione di merito a Claudia Pregno della redazione di TG Leonardo.

“Non so se nella ministra Lorenzin sia piu’ vergognosa l’ignoranza delle norme sanitarie o l’irresponsabilita’, come dimostra il caso dell’ospedale di Nola. Con atteggiamenti demagogici si cerca di fare lo scaricabarile sui medici costretti a lavorare in condizioni precarie per carenti problemi organizzativi provocati proprio da anni di tagli selvaggi voluti dal Pd di Renzi e dalla ministra Lorenzin”. E’ quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Oltre ai pazienti – spiega – sono i medici e gli infermieri della Campania la parte lesa del disastro sanita’ provocato oltre che dai tagli suddetti che significano meno pronto soccorsi, meno ospedali, meno posti letto, evidentemente anche dell’assurdo blocco del turn over che da anni ha determinato una carenza di medici ed infermieri che ormai produce situazioni paradossali come il vergognoso caso dell’ospedale di Nola”. “Un grazie ai medici coraggiosi che hanno prestato la propria assistenza nelle condizioni vergognose create dalla mala politica – conclude Cirielli -. L’unica che andrebbe licenziata e’ la ministra Lorenzin, non dal posto di lavoro perche’ non mi risulta ne abbia uno, ma da ministro della Repubblica”.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin fa un passo indietro dopo le proteste suscitate verso la campagna sul Fertility day, in particolare su alcune immagini della donna in relazione alla giornata della fertilità promossa per il 22 settembre. “Rimoduleremo i messaggi, non ci interessa offendere ma solo provocare una riflessione”, ha detto il ministro. “La campagna non è piaciuta? Ne facciamo una nuova. #fertilityday è più di due cartoline, è prevenzione, è la #salute degli italiani”, ha scritto Lorenzin su Twitter .

E’ partito il conto alla rovescia per il primo ‘Fertility Day’, e le polemiche sono già iniziate. Per il 22 settembre prossimo è stata promossa dal ministero della Salute una giornata nazionale di informazione sulla fertilità e sui social è già partita la campagna di presentazione. Non tutti, però, hanno apprezzato i toni e gli slogan della campagna. La giornata della fertilità nasce, secondo quanto scritto sul sito del ministero della Salute, “per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilita’ e della sua protezione. La sua istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini”. Esiste anche un sito dedicato, www.fertilityday2016.it, e l’hashtag #fertilityday. A Roma, Padova, Bologna e Catania il 22 settembre ci saranno anche una serie di tavole rotonde sull’argomento. A destare maggiore scalpore sono le ‘cartoline’ studiate apposta per il lancio della giornata. Una serie di immagini piuttosto esplicative, accompagnate da didascalie che non sono passate inosservate, e neanche sono piaciute, agli utenti del web. Da ‘La bellezza non ha età, la fertilità sì’ a ‘Datti una mossa! Non aspettare la cicogna’, passando per ‘Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi’ e ‘La fertilità è un bene comune’, i social network non perdonano la campagna promossa dal ministero e attaccano la titolare Beatrice Lorenzin. Se, per il momento, il mondo della politica non ha ancora sviscerato l’argomento, i social non hanno invece aspettato neanche un secondo. E fra Facebook e Twitter è un fioccare di commenti negativi. Su Twitter l’hashtag #fertilityday è diventato subito trend topic, anche se non come gli ideatori avevano sperato. E si passa da chi cinguetta “Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?”, a chi polemicamente scrive “Non ho bisogno di un #fertilityday, datemi una pari retribuzione ed una legge che vieti di chiedere le mie intenzioni in sede di assunzione”. E c’è chi attacca direttamente la ministra: “La frizzante #Lorenzin promuove il #fertilityday per ricordare a noi donne che siamo il nostro utero e che il medioevo non era poi così male”. E, a cartolina, c’è chi risponde con la stessa moneta: è la rete ACT!, una piattaforma di attivisti impegnati nel sociale e nella politica. La rete ACT! Ha preparato una cartolina nella quale una ragazza guarda con il volto preoccupato la clessidra e di fianco la scritta: “Un figlio è a tempo determinato, il mio lavoro no. Altro che #fertilityday”.