Benjamin Netanyahu

I palestinesi “non mettano alla prova la determinazione dello Stato d’Israele e del suo esercito”. E’ quanto ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che in una nota ha promesso “una dura risposta in caso di attacco a Israele”. “Abbiamo definito una politica chiara”, si legge nella nota.
“Stiamo cercando di raggiungere la pace con tutti i nostri vicini, ma non accetteremo nessun attacco aero, marittimo, terrestre contro la nostra sovranità, il nostro popolo e la nostra terra. Noi – ha proseguito Netanyahu – attaccheremo chi ci attacca”. “A coloro che pensano di far questo, consiglio di non mettere alla prova la determinazione di Israele e del suo esercito”, ha concluso Netanyahu.
Ieri otto palestinesi sono morti e altri 12 sono rimasti feriti in un attacco israeliano contro un tunnel sotto del confine tra Striscia di Gaza e Israele. Oggi migliaia di palestinesi hanno celebrato le esequie delle vittime marciando per le strade di Gaza.

La “ripresa dei negoziati” tra israeliani e palestinesi, in vista di una soluzione a due Stati. Lo ha chiesto il presidente francese, Emmanuel Macron, in presenza del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sottolineando che “la Francia è pronta a sostenere tutti gli sforzi diplomatici in questa direzione”. Gli israeliani e i palestinesi, ha aggiunto, devono “poter vivere fianco a fianco dentro confini sicuri e riconosciuti, con Gerusalemme come capitale”. Iran, la situazione in Siria e il conflitto israelo-palestinese sono stati i temi principalmente discussi dai due leader nel loro primo incontro ufficiale.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede di invitare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas per i colloqui di pace negli Stati Uniti. Secondo I24 News Trump fara’ un invito ai leader durante la sua visita nella regione. I colloqui di pace dovrebbero durare tra nove mesi e un anno. Il presidente Usa dovrebbe iniziare il suo primo viaggio estero il 19 maggio e partecipare al vertice della Nato a Bruxelles. Trump sara’ poi in Belgio il 24 maggio e partecipera’ poi al G7 del 26 maggio in Sicilia. Il presidente incontrera’ per la prima volta il presidente dell’Autorita’ palestinese Mahmoud Abbas durante una visita in Medio Oriente e dovrebbe poi anche incontrarsi con Netanyahu e con il presidente israeliano Reuven Rivlin per discutere di questioni regionali tra cui l’Iran.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui rischi strategici rappresentati dall’Iran. A renderlo noto è stato l’ufficio del Primo ministro. “I due dirigenti hanno parlato a lungo dei pericoli derivanti dall’accordo nucleare con l’Iran, dell’aggressività iraniana in Medio Oriente e della necessità di cooperare per affrontare tali rischi”, si legge nel comunicato diffuso dall’ufficio di Netanyahu.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è sotto inchiesta per corruzione, una vicenda che potrebbe allontanarlo dal potere, ma il quattro volte capo del governo ha già superato problemi giudiziari in passato e resta una figura chiave nella politica israeliana. Ieri sera la polizia ha interrogato Netanyahu per oltre tre ore presso la sua residenza ufficiale di Gerusalemme su regali per decine di migliaia di dollari ricevuti da sostenitori abbienti. Un’inchiesta è in corso da mesi, ma ora si è trasformata in un’indagine penale vera e propria e la notizia dell’interrogatorio ha scosso la scena politica israeliana, dando la stura a speculazioni su un prossimo abbandono del premier. Lo stesso Netanyahu ieri ha detto ai suoi oppositori di non “festeggiare”, ribadendo che “non ci sarà nulla perchè non c’è nulla”. Ma per qualche analista le accuse di oggi sono un po’ più concrete di quelle del passato. “Le ultime due volte in cui si è trovato in una situazione del genere ha tentato di dire ‘ve la prendete con mia moglie, ve la prendete con la mia vita privata, è un modo illegale di rovesciare i risultati delle elezioni'” ha detto Gayil Talshir, professore di scienze politiche all’università ebraica di Gerusalemme all’Afp. “Penso che anche stavolta la strategia sarà la stessa, ma il caso è più grave”. Non si sa quasi nulla dell’indagine promossa dal procuratore generale Avichai Mandelblit, che ha confermato che Netanyahu ha ricevuto “regali da imprenditori”, ma non ha dato dettagli.

Simon Peres “ha fatto quello che ha potuto, in ogni momento della sua vita adulta, per la pace con i nostri vicini”, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel suo intervento ai funerali dell’ex presidente israeliano, “uno dei padri fondatori del nostro paese, l’incredibile Simon Peres”. Netanyahu ha parlato della lunga rivalità politica con Peres, di cui poi è comunque diventato “amico stretto”. “Il fatto che così tanti leader siano venuti a salutarlo da tutto il mondo è tributo al suo ottimismo”, ha aggiunto elencando i capi di Stato e di governo presenti al Monte Herzl di Gerusalemme, senza tuttavia citare il nome del presidente palestinese Mahmoud Abbas.