Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è sotto inchiesta per corruzione, una vicenda che potrebbe allontanarlo dal potere, ma il quattro volte capo del governo ha già superato problemi giudiziari in passato e resta una figura chiave nella politica israeliana. Ieri sera la polizia ha interrogato Netanyahu per oltre tre ore presso la sua residenza ufficiale di Gerusalemme su regali per decine di migliaia di dollari ricevuti da sostenitori abbienti. Un’inchiesta è in corso da mesi, ma ora si è trasformata in un’indagine penale vera e propria e la notizia dell’interrogatorio ha scosso la scena politica israeliana, dando la stura a speculazioni su un prossimo abbandono del premier. Lo stesso Netanyahu ieri ha detto ai suoi oppositori di non “festeggiare”, ribadendo che “non ci sarà nulla perchè non c’è nulla”. Ma per qualche analista le accuse di oggi sono un po’ più concrete di quelle del passato. “Le ultime due volte in cui si è trovato in una situazione del genere ha tentato di dire ‘ve la prendete con mia moglie, ve la prendete con la mia vita privata, è un modo illegale di rovesciare i risultati delle elezioni'” ha detto Gayil Talshir, professore di scienze politiche all’università ebraica di Gerusalemme all’Afp. “Penso che anche stavolta la strategia sarà la stessa, ma il caso è più grave”. Non si sa quasi nulla dell’indagine promossa dal procuratore generale Avichai Mandelblit, che ha confermato che Netanyahu ha ricevuto “regali da imprenditori”, ma non ha dato dettagli.





