Bertolaso

“La prima rivalutazione” del lavoro svolto a L’Aquila “l’hanno fatta i cittadini, eleggendo un bravissimo sindaco di centrodestra, ma nel tempo tutti stanno riconoscendo l’enormita’ del lavoro fatto. Il problema e’ che nel frattempo e’ stata azzerata la genialita’ e la capacita’ di leadership di Bertolaso e si e’ lasciata una Protezione Civile distrutta e acefala. É stata smontata la catena di comando. Si e’ proceduto con il commissariamento da parte di Errani per fini politici con risultati pessimi, il tutto in un’ottica burocratica di interessi economici e di potere”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a ‘Il Giornale’. “Si e’ molto parlato di chi rideva al telefono nel 2009, atteggiamento giustamente criminalizzato. Ma nessuno ha mai parlato dello spaventoso conflitto di interessi tra il sistema delle cooperative rosse, il Pd, l’associazionismo di sinistra: forse non ridevano, ma sono penetrati in tutti i gangli delle commesse, tra terremoto ed emergenza migranti”. La gestione in deroga fu la grande accusa al modello de L’Aquila. “Il primo obiettivo deve essere rispondere ai bisogni delle persone e con le deroghe si fa questo. Inoltre negli esiti finali delle famose inchieste troviamo sorprese e pugni di mosche. Come il processo agli scienziati che non avevano previsto il terremoto che ci ha ridicolizzato in tutto il mondo. Di fronte al deserto burocratico e agli imbrogli lessicali di Renzi e Gentiloni mi viene da scappare via, mentre con Bertolaso mi sentivo sicuro. Il tempo, fortunatamente, e’ galantuomo”. Il modello L’Aquila avrebbe potuto funzionare ad Amatrice? “Nessuno ha la bacchetta magica, ma al confronto quella de L’Aquila fu una pagina di straordinaria etica politica e io dico: ridateci Berlusconi, ridateci Gianni Letta, ridateci Bertolaso e la sua Protezione Civile”.

“Sgomento. E’ quello che provo mentre scorrono le notizie di una nuova, terribile, serie di scosse sismiche, tutte sopra al quinto grado della scala Richter, nei territori gia’ martoriati dai terremoti di agosto e ottobre scorso”. Esordisce cosi’ l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso in un lungo intervento pubblicato sul Tempo che, riferendosi anche all’emergenza maltempo che imperversa nelle stesse zone, punta il dito contro uno “Stato assente”. “Abbiamo, forse, toccato il punto piu’ basso. E ora occorrono visione e serieta’”. Uno Stato, prosegue, “che condanna la nostra gente a delle condizioni da terzo mondo. Tutti gli uomini impegnati sul campo stanno facendo i miracoli”, sottolinea, “ma il corpo non funziona se non funziona la testa, e non possiamo ignorare che stiamo assistendo ad una situazione inaccettabile, figlia delle scelte sbagliate adottate nei mesi scorsi. Da quando, cioe’, l’ex premier Matteo Renzi in occasione del sisma di agosto, per dar parvenza di efficientismo ha nominato, ancora in fase di piena emergenza, Vasco Errani commissario alla ricostruzione”. Cosi’, scrive Bertolaso, “e’ stata disarticolata la linea di comando e di controllo della Protezione Civile, complicando, di fatto, il lavoro del povero Fabrizio Curcio, perche’ e’ stato creato un vertice ‘bi-cefalo’, con una figura tecnica e una politica”. Il premier Gentiloni, dice Bertolaso, “prenda uno dei suoi ministri (alcuni dei quali, come Delrio, Pinotti, Minniti, sarebbero sicuramente all’altezza del compito) e lo dislochi in pianta stabile in uno dei luoghi colpiti dal terremoto”. “Solo con una presenza fisica piena e costante di un uomo di governo sul posto si possono coordinare al meglio le forze in campo e scandire un cronoprogramma per la gestione dell’emergenza”.