Boldrini sindacati

Governo e sindacati hanno raggiunto la prima intesa sulle pensioni. Il testo firmato dalle parti indica misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni. Il Governo mette in campo complessivamente circa 6 miliardi. Tra gli interventi, l’Ape, anticipo pensionistico su base volontaria; uscita a 41 anni per precoci in difficoltà; estensione e aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi. La quattordicesima, particolare, sarà estesa a 3,3 milioni di persone, pensionati che hanno redditi complessivi personali fino 1.000 euro al mese. Si tratta quindi di quasi 1,2 milioni in più rispetto alla platea attuale di beneficiari. Sulle pensioni “si è fatto un buon lavoro, ma non è ancora concluso”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Così come per il segretario generale della Cisl, Annamaria Forlan “restano ancora tante cose da fare”. E anche per Carmelo Barbagallo, segretario Uil, il lavoro “continua”. Sulle pensioni “le misure ci saranno” e “con la logica dei piccoli passi”, ha detto ieri ai microfoni di Rtl 102.5.il premier Matteo Renzi.

Il presidente della Camera Laura Boldrini ha incontrato i sindacati che sollecitano l’iter del disegno di legge sul contrasto al caporalato approvato al Senato. In una intervista ad Avvenire, la terza carica dello Stato afferma che il caporalato è uno “sfruttamento che danneggia aziende oneste, lavoratori italiani e stranieri”. Boldrini apprezza l’impegno delle organizzazioni confederali. Il progetto di legge per la lotta allo sfruttamento nei campi è un “ottimo esempio di collaborazione con le istituzioni”, sostiene e si augura il “coinvolgimento delle associazioni degli imprenditori agricoli, per creare un’alleanza che metta all’angolo chi – sottopagando i lavoratori – fa anche concorrenza sleale”. Il disegno di legge è assegnato alle commissioni Giustizia e Lavoro. Secondo l’ultimo rapporto della Cgil sono circa 80 i distretti agricoli da nord a Sud nel quale è presente il caporalato con diversi livelli di intensità. Sono circa 430mila le vittime – otto su dieci stranieri – il resto italiani con piu di 100 mila lavoratori in condizione di grave sfruttamento e vulnerabilità alloggiativa. Gli orari di lavoro vanno dalle 8 alle 12 ore, il salario in nero per questi braccianti oscilla tra 22 e 30 euro, inferiore rispetto a quanto previsto dai contratti. Le vittime sono sottoposte a violenze e ricatti. La giornata tipo la racconta il presidente della Camera racconta una testimonianza ricevuta da chi lavora nelle campagne pugliesi. Una giornata di donne che “comincia spesso alle 2 di notte, poi il viaggio di un’ora e mezzo su pulmini in condizioni di scarsa sicurezza, e il lavoro nei campi senza fermarsi se non pe pochi minuti per un panino, senza servizi igienici e per meno di 30 euro al giorno”.