Brexit

I reali di Spagna, Filippo VI e Letizia, partono per la Gran Bretagna per una visita di Stato, la prima negli ultimi 31 anni. L’obiettivo è quello di rafforzare le relazioni bilaterali in vista della “Brexit”, l’uscita britannica dall’Unione Europea. Il viaggio era già stato programmato e rimandato per due volte: la prima a causa della crisi politica che nel 2016 ha colpito la Spagna, rimasta senza governo per quasi un anno; la seconda a causa della coincidenza della data prevista per la visita con le elezioni anticipate indette dal primo ministro britannico, Theresa May, l’8 giugno. I reali saranno accompagnati dal ministro degli Esteri Alfonso Dastis. La visita comincerà ufficialmente domani, con l’accoglienza da parte del principe Carlo e della moglie Camilla, duchessa di Cornovaglia. I reali spagnoli incontreranno poi la regina Elisabetta II e Filippo di Edimburgo. Filippo VI parteciperà alla sessione congiunta del Parlamento britannico e, insieme alla moglie, parteciperà alla cena offerta dalla regina d’Inghilterra.

Stampa britannica ricca di commenti sulla crisi politica che si e’ aperta dopo le elezioni del Regno Unito di giovedi’ scorso, nelle quali la premier e leader conservatrice, Theresa May, ha perso la maggioranza assoluta. I giornali prendono posizione con gli editoriali non firmati, attribuibili ai direttori. Per il “Financial Times” il risultato offre l’opportunita’ di aprire un dibattito serio sull’uscita dall’Unione Europea: la rigida visione di May andava contro l’interesse nazionale. “The Guardian” sottolinea la debolezza del governo: il rimpasto dimostra che May non e’ in grado neanche di scegliersi i ministri che vorrebbe; e’ in carica, ma non al potere. Al contrario “The Telegraph” vede nel rimpasto il primo passo per ripristinare la credibilita’ dei conservatori. “The Times” evidenzia l’isolamento della premier: dopo aver permesso ai Brexiter intransigenti di dettare il suo programma sull’uscita dall’Unione Europea, May dovrebbe sondare una piu’ ampia gamma di pareri, rivolgendo l’attenzione soprattutto alla comunita’ di impresa. “The Independent” si concentra sulla trattativa col Partito unionista democratico (Dup) dell’Irlanda del Nord, avvertendo che un accordo potrebbe mettere a rischio il processo di pace nordirlandese. Per il “Mirror” ora tutto e’ possibile, anche che Jeremy Corbyn diventi primo ministro.

L’ideologia della chiusura alla base della Brexit non regge alla prova della realta’. Questo il commento al voto nel Regno Unito da parte del senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. In un post sul suo profilo Twitter, Della Vedova ha scritto che i Tories sono la prima vittima politica dell’errore commesso con l’uscita dall’Ue: “Forza Europa”.

La batosta inflitta a Theresa May alle legislative britanniche potrebbe cambiare lo scenario dei negoziati sulla Brexit, che la premier affronterà nettamente indebolita, sempre che resti al suo posto. Perdendo al maggioranza assoluta in parlamento la guida del governo conservatore non solo ha perso la sua scommessa di rafforzarsi, ma ha anche gettato una fitta ombra sulla sua capacità di imporre la linea nei negoziati con Bruxelles, che devono cominciare tra una decina di giorni. Il commissario europeo Guenter Oettinger ha subito messo il dito nella piaga: “abbiamo bisogno di un governo che sia capace di agire, che possa negoziare la Brexit … I britannici devono negoziare la loro uscita, ma con un partner negoziale debole, c’è il pericolo che i negoziati non vadano bene a nessuna delle parti” ha detto il commissario al bilancio. Secondo Simon Hix, della London School of Economics, il risultato potrebbe spingere il Regno unito ad adottare “un tono meno aggressivo” ammorbidendo forse la “hard Brexit” promossa da May, che comporta l’uscita da mercato unico e controlli all’immigrazione dalla Ue. “La hard Brexit è finita nella pattumiera stanotte” ha detto l’ex ministro delle Finanze conservatore George Osborne. May aveva convocato il voto anticipato per avere le mani libere sulla Brexit. Invece “si trova con un credito politico danneggiato al momento di iniziare il negoziato” dice Keith Featherstone, specialista di politica europea alla London School of Economics.

L’incontro di mercoledì a Londra fra la premier del Regno Unito Theresa May e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sarebbe andato “molto male”, secondo quanto pubblicato dal Sunday Times e riportato da LaPresse. Una fonte di Bruxelles avrebbe detto che May “vive in un’altra galassia” riferendosi alla richiesta britannica di “uno schema dettagliato” del futuro accordo commerciale bilaterale prima che il Regno Unito si impegni a pagare il corrispettivo del suo ritiro dall’Ue.
Secondo il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, Juncker avrebbe detto: “Sto lasciando Downing Street 10 volte più scettico di quando ero arrivato”. Ieri, May, ospite di Andrew Marr alla Bbc, è tornata sull’argomento, rispondendo: “Non vivo in un’altra galassia”, e mostrandosi consapevole che “i negoziati saranno difficili”.

“Il referendum e’ stato un colpo tra i piu’ duri che l’Unione europea abbia subito, ma paradossalmente proprio per questo c’e’ stata una reazione”. Lo dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni , a Bruxelles, a margine del vertice dei leader del Pse. Gentiloni aggiunge: “Credo che ci sia oggi la possibilita’ di utilizzare il negoziato del Regno Unito come un elemento che contribuisce all’unita’ e al rilancio dell’Unione europea”.

Tony Blair è “quasi motivato a tornare” alla politica attiva, come spiega, in un’intervista radio alla Bbc, riportata dall’Ansa, per la voglia di costruire “almeno un dibattito serio sulla Brexit”, viste le posizioni “irrazionali” dei piu’ rigidi custodi dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Per l’ex premier laburista l’uscita del Regno Unito dall’Ue resta la questione piu’ importante del momento, destinata ad avere un impatto drammatico sul nostro futuro, sulla nostra economia, sui nostri standard di vita”. Balir non nega di essere “d’accordo con molto di quello che Theresa May dice”, pur sostenendo che sul tema della Brexit la leader dei Conservatori “non e’ ragionevole”. In vista del voto anticipato dell’8 giugno, l’ex premier laburista si limita a dire che votera’ per il Labour.

L’Ue e il Regno Unito vogliono lavorare insieme: e’ questo il messaggio piu’ importante emerso dall’incontro a Londra tra il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e il primo ministro britannico Theresa May. Lo avrebbe detto lo stesso Tajani, secondo quanto riporta una nota dell’Europarlamento. “Il risultato dell’incontro con il primo ministro May – ha detto Tajani – e’ positivo. Vogliamo difendere con forza i diritti dei nostri cittadini, sia dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito che dei cittadini del Regno Unito che vivono nell’Unione europea. Vogliamo lavorare insieme, questo e’ il messaggio piu’ importante e questo e’ un buon inizio”. Secondo quanto riporta la nota, Tajani ha anche ricordato che “una forte, continua cooperazione in materia di difesa, intelligence” e su temi giudiziari con il Regno Unito “e’ un interesse comune”. “Gli eventi recenti – ha osservato Tajani – hanno tragicamente ricordato che il terrorismo non conosce confini. La sicurezza dei nostri cittadini deve sempre venire prima della politica”. Tajani oggi a Londra ha discusso con la May la posizione dell’Europarlamento sui negoziati sulla Brexit. Tajani ha anche incontrato le Organizzazioni non governative (Ong) impegnate a garantire i diritti dei cittadini dell’Unione europea nel Regno Unito.

“Siamo ancora 28 e non 27, e cosi’ sara’ per altri due anni” e le elezioni in Gran Bretagna sono “un affare interno” che “non hanno alcun effetto sui negoziati”: lo ha affermato l’Alto rappresentante Ue per le politica estera Federica Mogherini, in merito alla Brexit il cui completamento richiedera’ un periodo di due anni. “Le regole sono gia’ state definite e tutti i negoziati devono concludersi in due anni”, ha aggiunto da pechino, dove si trova in visita, ricordando che s’e’ parlato di Brexit come di un fenomeno rapido, ma “ci sono voluti nove mesi, il tempo di fare un bambino”, solo per notificare l’uscita dall’Ue.”Perdiamo un importante membro, ma temo che i britannici perderanno molto di piu’. Continuiamo a essere il primo mercato al mondo e la seconda area economica anche senza di loro”, ha poi osservato Mogherini nella sessione delle domande e risposte dopo un intervento sui rapporti Ue-Asia alla Tsinghua University.”L’Ue continuera’ a essere la potenza che e’ stata finora e un partner indispensabile nel mondo. C’e’ determinazione a continuare il processo di integrazione” e i cittadini “cominciano a capire che cosa c’e’ in ballo”.

“Sarebbe una follia rinunciare alla Pac (Politica agricola comune, ndr), penso che, più delle parole, valga la paura che hanno gli agricoltori inglesi che, con la Brexit rischiano di perdere le coperture garantite fin qui dalla politica agricola comunitaria”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo all’ottava Conferenza economica della Cia-Agricoltori italiani ‘Agricoltura crea valore’ che si chiude oggi a Bologna. “Quella paura – aggiunge Martina – dice che non c’è prospettiva al di fuori della prospettiva agricola europea. Poi è giusto discutere dei grandi limiti della Pac, che va sicuramente migliorata, ma non ci si può rinunciare”. “Abbiamo davanti – prosegue Martina – una battaglia di cambiamento, insieme, della Pac. Ci sono tre grandi questioni di cui da tempo discutiamo e che vanno messe a fuoco ancora meglio: costruire strumenti sempre più utili alla tutela del reddito, affrontare il nodo nella discussione europea della gestione del rischio in maniera ancora più radicale di quanto non è stato fatto fin qui e, infine, il tema dell’ossessione per la semplificazione. Obiettivi che dobbiamo portare a compimento”.