Niente bufale, qualche imprecisione e una ‘sparata’ (sugli 80 euro) nell’intervista di Matteo Renzi apparsa domenica 15 gennaio su ‘Repubblica’. Il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio ha fatto diverse affermazioni che vale la pena andare a controllare da vicino. “In realta’ – ha detto – mi sono dimesso tre volte. La prima appena usciti i risultati, domenica sera. La seconda davanti a Mattarella, lunedi’. Poi il Presidente mi ha chiesto di portare a casa la legge di bilancio, l’abbiamo fatta in 48 ore. E con 173 voti a favore presi al Senato mi sono dimesso per la terza volta”. E’ una dichiarazione sostanzialmente corretta, anche se formalmente impropria. Renzi ha infatti annunciato le dimissioni la prima volta nel discorso seguito all’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre. Le ha presentate il giorno dopo a Mattarella, che pero’ ha chiesto si sospenderle fino all’approvazione della legge di bilancio, cosa avvenuta nelle 48 ore successive con, effettivamente, 173 voti favorevoli al Senato. Renzi si e’ dimesso in via definitiva “la terza volta”, cioe’ il 7 dicembre. In quell’occasione il Quirinale ha accettato le dimissioni “con riserva”, sciolta al termine delle consultazioni al Colle, quando e’ stato incaricato il nuovo presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Renzi ha poi detto: “L’Italia che abbiamo trovato nel 2014, con il pil al meno due per cento, aveva bisogno di una scossa”. Il dato e’ quasi corretto. In base all’ultimo bollettino Istat sui conti nazionali, pubblicato a settembre 2016, nel 2013 il Pil italiano aveva subito una contrazione dell’1,7%.