Claudio Fava

“Tutte le forze della Sinistra mi sostengono mentre il Pd ha scelto la Destra di Alfano: la contraddizione e’ a casa degli altri. Non saremo noi a far perdere il Pd perche’ ha gia’ perso quando si e’ alleato con Alfano. Naturalmente sara’ compito nostro dimostrare di avere piu’ competitivita’ e piu’ voti del Pd e del suo candidato. Le campagne elettorali non si fanno contro qualcuno, ma a favore della Sicilia e ei siciliani”. Lo ha affermato Claudio Fava presentando la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana a Messina, con Massimo D’Alema.

Sorpassare Fabrizio Micari, il rettore di Palermo candidato governatore del centrosinistra? “Assolutamente si’. Perche’ che Micari sia il candidato di Renzi o che Fava sia il candidato o meno di Pisapia ai siciliani non frega nulla. A loro frega sapere chi sono Fava, Micari, Musumeci, chi si portano dietro, la loro proposta di governo, quali persone li affiancano, quale zavorra esista rispetto al passato e quale proposta di novita’ e di discontinuita’ esista”. Cosi’ Claudio Fava, candidato di Mdp, Sinistra italiana e Verdi per la presidenza, rispondendo a 24 Mattino, in onda su Radio24. “Pisapia – ha aggiunto – l’ho cercato, ma non sono riuscito a trovarlo. Era in vacanza e aveva staccato il telefono”. E su Nello Musumeci, candidato del centrodestra: “Lo conosco, eravamo vecchi colleghi all’universita’, lo considero una persona onesta e perbene. Considero purtroppo la compagnia di giro che si porta dietro la peggiore zavorra che possa esprimere la politica siciliana. Sembrava una gita scolastica di ex assessori di Cuffaro e di Lombardo la sua presentazione. E quando tu ti candidi ma non sei capace di dire no alle candidature che, accanto a te, ti impongono, a quel punto puoi essere anche una persona perbene, ma parti gia’ con le pietre in tasca”.

L’editore palermitano Ottavio Navarra appoggia la candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione Sicilia. Lo si annuncia in una nota congiunta di Navarra e dello stesso Fava in cui entrambi definiscono i punti di forte condivisione nella sfida elettorale siciliana, a partire dalla “costruzione di un polo alternativo a quelli esistenti non in grado di rappresentare una risposta alle speranze dei siciliani”. Fava e Navarra apprezzano il percorso avviato da mesi da centinaia di attivisti con il supporto di diverse forze politiche della sinistra, di movimenti e realtà associative, “percorso che ha creato le premesse di questo progetto” e, alla luce di tutto ciò, danno appuntamento per il 10 settembre ad una assemblea regionale alla quale proporre un percorso programmatico e la candidatura di Claudio Fava. “L’assemblea sancirà l’atto di nascita di una sfida politica che non si esaurirà con il voto del 5 novembre – scrivono Fava e Navarra -. Per questo chiamiamo a raccolta le esperienze migliori della società siciliana. E’ il tempo di un cambiamento necessario ed utile. Vogliamo mettere a disposizione – proseguono Fava e Navarra – dei siciliani e di tutte le forze che sostengono questo progetto le nostre competenze e la nostra passione”.

“Essere rimasti al tavolo da poker aspettando l’ultima mano di Alfano che avrebbe deciso se concedere i propri favori al centrodestra o al centrosinistra è uno scenario malinconico. La Sicilia, la sua vocazione politica, il desiderio di riscatto da una lunga stagione di pessima politica è diventata carne da macello per trattative romane. Questo è irresponsabile”. A dirlo all’Adnkronos è Claudio Fava, vice presidente della commissione parlamentare Antimafia, l’uomo su cui la sinistra punta per una candidatura autonoma alla Presidenza della Regione siciliana alle regionali d’autunno dopo il ‘no’ di bersaniani e Sinistra Italiana al ‘campo largo’ sponsorizzato dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, con gli uomini del ministro degli Esteri dentro l’alleanza di centrosinistra. Per Fava che scioglierà lunedì la riserva sulla sua discesa in campo per Palazzo d’Orleans: “E’ irresponsabile sul piano politico chiamare in questa alleanza Alfano per ciò che rappresenta in Sicilia la sua esperienza ed è inaccettabile sul piano morale il modo in cui la Sicilia è diventata una moneta da scambiare sui tavoli romani in favore di una legge elettorale. E’ una cosa molto offensiva nei confronti dei siciliani”.