Claudio Fava

“Auguri di buon lavoro al neo presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava. La sua elezione, quasi unanime, dimostra come le forze politiche abbiano consapevolezza che, su tematiche importanti e vitali per la nostra Sicilia, non possano esserci posizioni preconcette e di parte”. Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

“La Sinistra torna alla Regione dopo undici anni di esilio. Ci torna in nome di un progetto che da qui vuol rimettere fondamenta, guardare al Paese, dimostrare che in politica la coerenza e’ una risorsa, non una zavorra. Torniamo per fare opposizione al governo del centrodestra e sappiamo, e promettiamo, che sara’ un’opposizione rigorosa, di merito, di proposta, di vigilanza”. Lo scrive in un post su Facebook, candidato alla presidenza della Regione di Si, Mdp, Prc e Verdi, neo deputato regionale Claudio Fava eletto con la lista Cento Passi all’Ars, nel quale annuncia che lascera’ il seggio a Montecitorio per fare opposizione a Sala D’Ercole. “Resto qui, in Sicilia, all’Ars, ad animare il progetto dei Cento passi – aggiunge Fava – che non era solo il titolo di un film e che non e’ stata solo una campagna elettorale ma e’ un’idea, un cammino, qualcosa di cui prendersi cura tutti insieme”. “Torniamo per affrancare le nostre battaglie politiche – prosegue – dalle paludi dell’Ars per riproporle con forza anche fuori dai palazzi, ad una discussione quanto piu’ possibile larga e condivisa. Torniamo alla Regione soprattutto per fare: perche’ anche dai banchi dell’opposizione si fa, molto, e ci si prende cura dei diritti di tutti”. Nel post si legge poi che “domenica 26 novembre si terra’ a Palermo l’assemblea regionale dei Cento passi”.

“La candidatura di Claudio Fava e della lista cento passi ha dato voce a un pezzo rilevante della società siciliana che altrimenti sarebbe rimasta senza rappresentanza”.
Lo dichiara il coordinatore nazionale di Articolo Uno – Mdp Roberto Speranza. “Per questo – prosegue – siamo soddisfatti di un risultato che ci dà una forza significativa per poter condurre le nostre battaglie a partire dai temi del lavoro, della sanità e della scuola pubblica. Ci preoccupa molto l’alto anstensionismo e la probabile vittoria delle destre. Siamo dinanzi ad una sconfitta clamorosa del Pd e delle sue politiche nazionali e regionali. Senza un radicale cambiamento e senza una nuova consapevolezza degli errori fatti negli ultimi anni dal gruppo dirigente renziano ciò che è accaduto in Sicilia e nel municipio di Ostia sarà destinato a ripetersi a livello nazionale”. “Nei prossimi giorni continueremo a lavorare per radicare il nostro progetto e perché possa affermarsi quella profonda discontinuità di linea politica e programmatica che è l’unica premessa possibile per proporre un’alternativa credibile alle destre”, conclude.

“Col 60% degli elettori che ancora non sanno se andare a votare, la partita e’ molto aperta. Con quanto potrei vincere? Col 30%”. Cosi’ Claudio Fava, candidato della sinistra alle elezioni siciliane, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.
Micari ha detto che lei e’ un po’ come Bertinotti, perche’ vuole far perdere la sinistra. “Lui dice cose strane, l’unica cosa che dice e’ di non votarmi: un programma un po’ troppo fragile no? “Tutti i ministri del Pd vengono qui solo tre minuti, fanno la campagna elettorale piu’ breve della Storia repubblicana, e dicono una cosa sola: non votate Fava. Lo ha detto anche Fassino, ma forse quello e’ un buon auspicio, visto che non ne ha indovinata una negli ultimi quindici anni”. E l’intervento di Renzi? “Il suo e’ durato 109 secondi”. Se fara’ meglio di Micari, la leadership di Renzi a livello nazionale avra’ dei contraccolpi? “Questo sicuramente si’, assolutamente. Se non sentissero l’odore della sconfitta d’altra parte non mi spiegherei perche’ vengono tutti in Sicilia a dire la stessa cosa: non votate Fava”.
Quindi lei prendera’ piu’ voti di Micari? “Prendero’ molti piu’ voti io”. Quanti? “Spero 250mila”. Se lei non vince, il male minore e’ Cancelleri o Musumeci? “All’inizio della campagna elettorale avrei detto Cancelleri ora sono perplesso: ho conosciuto un bravo ragazzo che dietro la parola onesta’ raccoglie poche idee e molta retorica, e’ uno che parla di mafia come si puo’ fare nei libri di testo della scuola elementare”. Addirittura? “Si, e non mi fido di uno che scopre solo ora che nelle sue liste c’era un condannato dove aver fatto professione di onesta’ nelle liste degli altri”.

“Gioco questa partita come a pallavolo, cioe’ avanti. Se perde Micari, come mi sembra prevedibile e nella logica delle cose, non sara’ per colpa mia. Sono convinto che la mia partita con gli altri resta aperta”. Lo ha detto il candidato presidente della Regione siciliana della Sinistra Claudio Fava intervistato a Palermo per il forum “Viva l’Italia” dal direttore AGI Riccardo Luna. “Mai pensato – ha aggiunto il politico catanese con un passato sportivo proprio nella pallavolo – di fare il vice di Micari… e poi il vice di chi vuole fare il ponte sullo stretto… Renzi l’altro giorno e’ stato pochi minuti solo per dire di non votare Fava. Che un leader di partito abbiamo solo questo unico punto da indicare, suscita preoccupazione, non mi fido”. E poi Micari “ha conservato un po’ di puzza al naso, ripete sempre competenza… competenza… come se fosse solo lui ad averne”.

“L’accoglienza da sola non basta per l’integrazione, occorre anche un sistema di assistenza sanitaria che sia all’altezza delle problematiche dei migranti”. Lo ha detto Claudio Fava, candidato della sinistra alla presidenza della regione siciliana, a margine di un incontro alla presenza del medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, e di Massimo D’Alema. “Il Cara di Mineo non e’ una risposta adeguata al problema, deve essere chiuso”, ha aggiunto Fava, sottolineando: “La presenza di Pietro Bartolo fa capire che c’e’ uno sguardo diverso che un governo regionale deve proporre alla politica nazionale. Io ho in mente di attuare alcuni interventi concreti come attrezzare Lampedusa di un’assistenza sanitaria adeguata agli sbarchi. Mentre oggi accade che l’accoglienza sia affidata alla abnegazione dei medici di Lampedusa”.

“Il mio primo atto da presidente sara’ una legge sul diritto allo studio in Sicilia. Dobbiamo mettere fine alla sciagurata fuga di massa dei giovani costretti ad allontanarsi da casa con grave sacrificio per loro e per le risorse delle famiglie. Pensiamo che si debba anche operare perche’ termini la diaspora dei tanti insegnanti anche loro costretti a lasciare la terra che amano”. Lo ha detto nel corso di un forum all’Agenzia Italpress, Claudio Fava, candidato alla presidenza della Regione siciliana.

Un siciliano doc come Beppe Fiorello vorrebbe che la sua terra, in vista delle prossime elezioni, fosse governata da Musumeci, da Micari, da Cancelleri o da Fava? “Assolutamente da Claudio Fava, per vari motivi”. Cosi’ Beppe Fiorello, che oggi e’ stato ospite di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Cosa la spinge a propendere per Fava? “Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, abbiamo avuto dei contatti per il mio lavoro. Lui e’ un bravissimo scrittore e sceneggiatore e qualche tempo fa parlammo di idee e di progetti da fare insieme. Questo certo non basta per esser un bravo governatore, ma mi sembra una persona giusta. La Sicilia e’ una macchina complessa da governare, bisogna stare attenti”, ha concluso Beppe Fiorello a Rai Radio1.

“In questi giorni abbiamo appreso che una lista per le prossime elezioni regionali ha nel simbolo la scritta ‘Cento Passi per la Sicilia’. E’ chiaro a tutti il riferimento a un film con quel titolo, ma pure a Peppino e alla nostra storia e alle lotte che nel nome di Peppino abbiamo condotto in questi 40 anni, spesso in grande solitudine, per salvarne la memoria e ottenere giustizia”. A dirlo in una nota congiunta sono la famiglia di Peppino Impastato, l’attivista ucciso a Cinisi da Cosa nostra il 9 maggio del 1978, il Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, l’associazione Peppino Impastato e Rete 100 passi. Il riferimento è alla lista dal titolo ‘Cento passi per la Sicilia’ del vice presidente della commissione parlamentare Antimafia, Claudio Fava, candidato della sinistra alla Presidenza della Regione siciliana alle elezioni del 5 novembre. “Non possiamo non sottolineare – prosegue la nota – che coloro che hanno avuto un ruolo importante in questo percorso non sono stati neppure informati. Noi riteniamo che questa iniziativa, oltre ad essere un’operazione elettorale alla ricerca di consensi, sia strumentale, utilizzi come un marchio pubblicitario la figura e l’immagine di Peppino e l’impegno di chi ha continuato ad operare ‘con le sue idee e il suo coraggio'”.

“Una fake list, una lista civetta inventata nella malinconica speranza che noi avessimo il marchio della sinistra nel simbolo per disorientare gli elettori”. Lo dice il candidato della sinistra alla Presidenza della Regione siciliana, Claudio Fava, tornando a parlare con l’Adnkronos della lista ‘Sinistra siciliana’ presentata da Mario Meli a sostegno della candidatura a Palazzo d’Orleans di Fabrizio Micari, sostenuto da Pd e Ap. Nei giorni scorsi lo staff del vice presidente della commissione parlamentare Antimafia aveva ipotizzato un ricorso contro questa lista il cui simbolo sarebbe troppo simile a quello del partito guidato da Nicola Fratojanni. “Ne discuteranno i nostri avvocati – dice ora Fava -, io non mi sto occupando di questa cosa”. Ma per il candidato governatore della sinistra si tratta di “un’operazione da gioco delle tre carte, fallita perché la nostra lista parla a tutti i siciliani e non si è raccolta solo attorno alle bandiere della sinistra”. Una scelta, però, che secondo Fava è il segno della “grande preoccupazione che c’è nella coalizione che sostiene Micari. Se deve ricorrere a questi mezzi per tentare con il trucco di ingannare qualche elettore vuol dire che è messa male”.