coalizione

“Alla Lega ho sempre detto quello che penso, come credo sia giusto, perche’ all’interno di una coalizione ci sono anime diverse che rispondono a sensibilita’ diverse presenti nell’opinione pubblica”. Cosi’ questa mattina Stefano Parisi intervistato a Radio Padania. “Nella conferenza programmatica della Lega a Piacenza – ha proseguito Parisi – ho ascoltato interventi interessanti e riscontrato punti di condivisione. L’intervento di Blanciardo sulla crisi demografica e’ stato importante e fa capire che bisogna ripartire in una chiave di futuro, rimettere energia nella societa’ italiana, togliere di mezzo una burocrazia soffocante, ridare fiducia. Questo si sposa bene con quello che noi stiamo dicendo sulla riforma fiscale e contro l’ipocrisia della sinistra sul tema dell’immigrazione. Se si guarda la politica con una visione di lungo termine siamo d’accordo sulle cose da fare, invece se si guarda solo al titolo di giornale di domani mattina non ci si mette d’accordo su niente. Se mettiamo cultura di governo e intelligenza politica il centrodestra puo’ fare molto bene”. “E’ il momento – ha concluso Parisi – per il centrodestra di rafforzarsi in tutte le sue anime cosi’ da proporsi come forza di governo”.

Un centro politico non insegue nessuna coalizione ma e’ indispensabile per chiunque voglia governare. Lo faremo anche il Sicilia: li’ abbiamo un programma in 10 punti e da domani chiameremo le altre forze politiche: chiederemo chi ci sta con questo programma e sara’ lui il nostro alleato. Su questi 10 punti chi ci sta diventa nostro alleato di governo”. Lo dice il leader AP e il ministro degli Esteri Angelino Alfano, parlando alla Summer School della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’ ai Giardini Naxos di Taormina. “E abbiamo anche risorse per proporre un candidato a presidente- aggiunge- Le coalizioni si fanno sostenendo governi o facendoseli sostenere. Noi vogliamo farci sostenere il nostro”.

“A fine luglio convocheremo a Napoli una sorta di stati generali: non sara’ una convention con le truppe cammellate, ma una seria occasione di confronto su temi e prospettive per il futuro, per elaborare una nuova proposta politica, aiutare il processo di radicamento sul territorio e la ricostruzione della coalizione secondo la linea tracciata dal presidente Berlusconi. In Forza Italia non c’e’ alcuna contrapposizione tra asse del Nord e asse del Sud. La competizione si fa con gli avversari politici, non al nostro interno. In Campania e al Sud il centrodestra non e’ lo stesso del Nord, dove la coalizione si avvale dell`apporto decisivo di alleati come la Lega. Nel Meridione, Forza Italia e’ presente in molte esperienze civiche, ma soprattutto non puo’ contare su alleati forti e organizzati. Inoltre, i consensi che raccogliamo in Campania e al Sud restano di gran lunga superiori a quelli che si registrano al Nord, sebbene qui si perda e in Liguria o in Lombardia la coalizione vinca”. Lo afferma Mara Carfagna, parlamentare di Forza Italia, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno.

Matteo Renzi vince le primarie del Pd. L’ex premier va oltre il 70% dei consensi, Andrea Orlando si ferma intorno al 20 per cento e Michele Emiliano al 6%. Alta l’affluenza al voto, circa due milioni coloro che si sono recati ai gazebo sparsi in tutta Italia, lo ha comunicato ieri sera Roberto Montanari, presidente della commissione congresso del partito democratico. “Una responsabilita’ straordinaria! Grazie di cuore a questa comunita’ di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti insieme!”, questo il messaggio di Matteo Renzi, postato su Istagram in un biglietto a firma sua e del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Nel suo intervento al Nazareno, al termine delle primarie, l’ex presidente del Consiglio ha ringraziato “militanti e volontari” ed ha aggiunto, dopo uno scambio di telefonate con i due sfidanti: “Il secondo grazie e’ per Andrea Orlando e Michele Emiliano. Terremo conto della loro battaglia. Della straordinaria passione con cui Michele Emiliano ha posto il tema del sud e della forza con cui Andrea Orlando ha insistito sull’unire, non solo il nostro partito ma il paese. Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni”. Renzi ha anche ringraziato Gentiloni: “Deve sentire da qui tutto il sentimento della nostra amicizia e della nostra vicinanza”. Poi ha sottolineato l’impegno per “le periferie” e l’intento di aprirsi a “qualsiasi realtà, al mondo delle associazioni, del volontariato e di chi non vuole solo lamentarsi” con l’obiettivo di cambiare l’Italia. “Non sappiamo quando andremo al voto – ha detto – ma faremo una coalizione con loro”. In un altro passaggio del suo discorso Renzi ha toccato l’Europa. “Noi vogliamo cambiare l’Europa – ha spiegato – ma con umilta’ e responsabilita’. Perche’ abbiamo bisogno di un’Europa che sia capace davvero di avere un’anima solidale”.

“La reintroduzione delle preferenze e il premio alla coalizione: restano queste le priorità dell’Udc in tema di legge elettorale che deve garantire il giusto equilibrio tra governabilità e rappresentanza politica in Parlamento”. Così in una nota il vicesegretario vicario Udc, Antonio De Poli, ribadendo un preciso orientamento sulla legge elettorale che é comune a quello dei partiti di centro. In queste ore si é acceso il dibattito sul testo di riforma della legge voto, dopo settimane di immobilismo e di veti incrociati.

“Non credo che passera’ mai una legge elettorale che preveda le coalizioni, perche’ al Movimento Cinque Stelle non conviene e perche’ a sinistra non saprebbero con chi allearsi visto che si insultano tutti i giorni”. Lo ha detto il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di ‘Idea’, ieri a Bari, all’assemblea regionale del partito che tra aprile e maggio celebrera’ i primi congressi provinciali in tutta Italia. “E se la legge restera’ basata sulle liste – ha aggiunto Quagliarello – il centrodestra ha il dovere di provarci perche’ e’ l’unico schieramento in grado di raggiungere il 40 per cento”. Ed ha continuato: “Dobbiamo fare uno sforzo, se non ci fanno fare una coalizione di partiti, costruiamo un partito di coalizione. Presentiamo una lista unica del centrodestra nella quale le diverse anime abbiano cittadinanza e si uniscano in un rapporto federativo”. Per Quagliarello occorre scrivere “un programma comune che assicuri agli italiani che se andremo al governo non litigheremo il giorno dopo, e la vittoria davvero sara’ a portata di mano”.

Nei territori, con 20 assemblee regionali, per presentare il progetto di Direzione Italia che ha un obbiettivo molto chiaro: costruire un centrodestra che sia alternativo al centrosinistra. Per questo questa mattina il leader di Direzione Italia, Raffaele Fitto, e’ stato a Padova per la prima assemblea regionale del Veneto, che ha visto una grande partecipazione da tutte le province e un grande entusiasmo di giovani e donne. “Vogliamo costruire una politica che non sia parlare contro qualcuno ma dare una prospettiva al Paese che abbia l’ambizione di governare l’Italia per invertire questa tendenza al ribasso che il nostro Paese ha preso in questi anni di centrosinistra – ha detto Fitto -. Vogliamo costruire un partito e un centrodestra che vada oltre la rabbia! Girando l’Italia mi sono reso conto che ce n’e’ molta. Ma con la rabbia e la paura non si costruisce nulla. Dobbiamo aprire un fronte di speranza. Questo e’ un Paese che deve cominciare a declinare parole diverse, per alcuni versi riscoprirle, come coerenza, responsabilita’, competenza, partecipazione. Non basta denunciare o peggio urlare i problemi che viviamo, occorre risolverli. Se continuiamo solo a contestare e a criticare non riavvicineremo quell’elettorato di centrodestra che non ci ha votato piu’. Siamo reduci da tre anni disgraziati di questo governo di centrosinistra. Ma nello stesso tempo abbiamo bisogno di essere propositivi e credibili” “Stiamo costruendo un percorso comune – ha aggiunto Fitto – che parte dai territori con le Amministrative, anche in Veneto stiamo costruendo intese che rafforzino le coalizioni di centrodestra, ma che ha come obiettivo nazionale quello delle Primarie. Non basta solo dire che si e’ d’accordo: bisogna farle. Altrimenti prendiamo non solo in giro noi stessi, ma i nostri elettori”.

“Le due strade, quella di una corsa solitaria della Lega e quella dello sforzo di provare a creare una coalizione più larga sono entrambe aperte, sono strade che stiamo valutando”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa organizzata in via Bellerio, a Milano, al termine del Consiglio federale. “Noi lavoreremo per avere coalizioni e forze riunite per prendere un voto in più di Renzi e di Grillo”, ha dichiarato Salvini, sottolineando che al centro ci deve essere “un programma chiaro e condiviso prima del voto”. Ha aggiunto il segretario leghista: “Siamo pronti alla battaglia, che sarà a livello nazionale”, e nel caso ci fossero le primarie “come segretario della prima forza politica alternativa a Grillo e Renzi sono assolutamente pronto a competere con chiunque e dovunque”.

Il centrosinistra unito “non penso sia un’esperienza irripetibile.” L’ha detto Romano Prodi, a Bologna, a margine del convegno nazionale della Rete C3dem, parlando delle vicende interne al Pd. “Non penso sia irripetibile, – ha dichiarato – soprattutto dopo quello che sta succedendo. Io vedo che la gente ha bisogno di sentirsi unita in questo mondo che si disgrega, con Trump, con la Brexit, con le crepe che arrivano dappertutto”. E ha continuato: “C’e’ un naturale desiderio di riunirsi ma e’ uno sforzo che non mi sembra impossibile”. Per Prodi si avverte un “grande desiderio di cambiamento”. E sarebbe necessario “tornare a una coalizione, a una politica di consenso, di unione”.