codice antimafia

“Il sequestro preventivo dei beni avvia il Paese verso una direttrice del sospetto”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, concludendo a Caserta l’assemblea territoriale dell’associazione. “E un imprenditore, e’ bene chiarirlo alla politica e al Parlamento, vive di reputazione: se fai un errore sul sequestro preventivo lo rovini, non e’ che quando gli ridai l’azienda non e’ successo nulla. Noi – ha lamentato Boccia – abbiamo posto solo questa questione di merito” sul Codice antimafia, “non su tutto, e le risposte sono state, non sul merito ma sulle persone, sul fatto che ‘non abbiamo letto bene’, per essere generosi, ma noi vogliamo ritornare al merito del confronto e non ai titoli. Abbiamo imparato che delegittimare l’altro significa delegittimare se stessi. Saper distinguere i concetti dai preconcetti, superare i pregiudizi e non seguire le mode del momento: tutto questo siamo noi”, ha concluso Boccia.

La legge sul Codice Antimafia e’ un esempio clamoroso di opportunismo politico. Un atto di propaganda politica a vantaggio dei promotori, ma sostanzialmente una grande truffa a danno degli italiani”. Cosi’ il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenuto a LiraTv. “In Italia – conclude De Luca – la cosa piu’ facile e’ dire: ‘siamo contro la corruzione’. Per esperienza posso dire che chi nelle assemblee di partito gridava piu’ forte questo slogan, poi quando le cose politiche andavano male, era il primo che si vendeva”.

“Si parla di Codice Antimafia e il Pd decide di affrontare la questione nel modo più maturo che conosce: non affrontando l’argomento. Siamo al ridicolo ormai”. Lo sostiene il deputato del gruppo Misto, Riccardo Nuti, dopo che il testo è stato approvato in commissione senza apportare alcuna modifica. “La decisione di “non decidere” assunta dalla maggioranza e dunque di non toccare il testo, nonostante sia un segreto di Pulcinella il fatto che il Codice così com’è è impresentabile, risponde a logiche di omertà a dir poco vergognose”, commenta Nuti, componente della commissione Giustizia e della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
E aggiunge: “Come ho avuto già modo di denunciare, il testo che Palazzo Madama ha avuto l’indecenza di approvare è pieno zeppo di limiti, conflitti d’interessi e contraddizioni, mentre manca completamente di trasparenza ed eventuali sanzioni per le nomine illegittime degli amministratori giudiziari, col rischio concreto che potremo avere non uno, ma mille casi Saguto. Tutte falle che in commissione si è fatto finta di non vedere”.
“I limiti di questo testo – continua il deputato – sono infiniti, segno del fatto che non si ha la minima intenzione di combattere la mafia. Ho lottato in ogni modo per chiedere maggiore trasparenza nella gestione e assegnazione dei beni confiscati e sequestri, e per eliminare la vergogna dei Tavoli provinciali in prefettura e del Comitato consultivo all’interno dell’Agenzia dei Beni Confiscati, luoghi potenziali di enormi conflitti d’interessi per associazioni antimafia e di categoria. Ancora una volta, dunque, i mille scandali del passato niente hanno insegnato a questa politica sorda e cieca, capace solo di fare inutili annunci”!.
“Il rischio ora – conclude Nuti – è che anche in Aula il testo venga approvato senza alcuna modifica. Ci propineranno che poi eventuali aggiustamenti saranno demandati a decreti successivi che, come sappiamo, in realtà non arriveranno mai. La verità è che a questa classe dirigente non interessa per nulla contrastare le mafie; ai parlamentari Pd e compagni interessa soltanto far finta di combattere le criminalità, di modo da raccattare voti e rielezione. L’apparenza sull’essere, insomma. Esattamente quello che cercano mafie e corruttori. Grazie Pd, grazie maggioranza”.