commissione Affari costituzionali

‘Finalmente il Pd, dopo aver insabbiato per due anni la proposta del Pd sui vitalizi, ha deciso di accettare il nostro consiglio e di portarla in Aula. Il M5S non e’ geloso delle proposte di legge altrui e, come abbiamo gia’ detto da settimane, siamo disposti a votare la pdl Richetti cosi’ com’e’, perche’ abbiamo a cuore il taglio dei costi della politica e l’interesse dei cittadini”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali, commentando la votazione positiva sull’abbinamento della Pdl sul taglio alle indennita’, a firma Roberta Lombardi, a quella del dem Matteo Richetti sui vitalizi, che approderanno all’esame dell’Aula l’ultima settimana di maggio. “Ora Renzi deve passare dalle parole ai fatti – sottolineano gli esponenti pentastellati – e garantire il voto della maggioranza nelle due Camere”. “Se cosi’ non fosse, sarebbe una colossale presa in giro, un goffo e ipocrita tentativo di celare l’intenzione di far scattare il vitalizio il 15 settembre, cosa che gli italiani puniranno severamente, quando ci faranno tornare a votare”, concludono.

“Nelle audizioni in corso in Commissione c’e’ stata una sostanziale convergenza sul premio di maggioranza al 40%, sulla soglia di accesso tra il 3 e il 5%, sulla compatibilita’ delle liste bloccate e sul premio alla coalizione”. Lo ha detto a “La Bussola”, su RaiNews24, Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia. “Ci auguriamo che il Parlamento dia prova di maturita’: anziche’ ostacolarsi, le forze politiche collaborino per una buona legge”, ha aggiunto Sisto.

“Siamo pronti al Vietnam parlamentare per contrastare la legge elettorale che il Pd vuole approvare contro il Movimento Cinque Stelle”. Lo scrivono in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali. “Renzi non solo non si è ritirato a vita privata, come aveva promesso se avesse vinto il No al referendum ma, dovo aver voluto una riforma costituzionale scritta con i piedi e bocciata dagli italiani, dopo aver bloccato il Parlamento con l’Italicum, definendola la legge più bella del mondo, legge che probabilmente sarà bocciata dalla Consulta, ora torna in campo e la butta via perché consapevole che potrebbe vincere il Movimento Cinque Stelle”, sostengono i deputati, che aggiungono: “In realtà a costoro non interessa una buona norma per rendere più governabile il Paese, ma solo un ‘Anticinquestellum’ per impedirci di vincere le elezioni politiche. Al di là del Mattarellum, al Pd non importa il tipo di legge: l’importante è che non vinca il M5S. Non trattiamo con costoro perché sono delegittimati anche dal voto di quasi 20 milioni di italiani e torniamo a chiedere di andare subito a nuove elezioni con il Legalicum, cioè con la legge che emergerà il 24 gennaio dalla decisione della Consulta sull’Italicum, estesa anche al Senato con i dovuti correttivi”. Continuano i pentastellati: “Ricordiamo che siamo noi che abbiamo firmato i ricorsi contro questa legge perché riteniamo che la sovranità appartenga al popolo e non alle segreterie dei partiti”.

“Considero questa legge di riforma costituzionale, nata nelle condizioni date e dopo uno stallo ultra trentennale, un vero miracolo”. Così la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali, nel corso di “Carta Bianca” la trasmissione condotta da Bianca Berlinguer su Rai 3, dove si è tenuto un confronto tra le ragioni del sì e del no, con Carlo Smuraglia. “Il Senato delle autonomie – ha proseguito Anna Finocchiaro – sarà il luogo di rappresentanza delle istituzioni regionali e di composizione del rapporto tra lo Stato e le Regioni a lungo auspicato”. Per la senatrice “il senso di questa riforma corrisponde a quanto avevamo promesso agli elettori almeno dal 1996, con il programma dell’Ulivo: fine del bicameralismo paritario, Senato rappresentanza delle autonomie territoriali, governi più stabili”. Osserva Finocchiaro: “Non è la migliore riforma possibile e ciascuno l’avrebbe voluta diversa a modo suo, ma è una buona riforma”.