Commissione Antimafia

“Auguri di buon lavoro al neo presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava. La sua elezione, quasi unanime, dimostra come le forze politiche abbiano consapevolezza che, su tematiche importanti e vitali per la nostra Sicilia, non possano esserci posizioni preconcette e di parte”. Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

La commissione nazionale antimafia controllera’ le liste e i candidati per le elezioni regionali del 5 novembre in Sicilia. “Di cosa stiamo parlando?”, commenta nel corso di un forum dell’Italpress il candidato alla Presidenza per il centrodestra, Nello Musumeci. “Il problema e’ di carattere etico e di opportunita’ politica – aggiunge -. Come dice il protocollo della stessa commissione, votato dal Pd e dai Cinque Stelle, sul piano etico non esistono poteri sanzionatori, esiste soltanto una piu’ o meno alta o bassa responsabilita’ da parte di chi compila le liste, cioe’ dei partiti”. “Il candidato alla presidenza, per esempio, concede la delega di apparentamento 15 giorni prima della presentazione delle liste, quindi io conosco le liste solo attraverso i giornali – afferma Musumeci -. La mia esortazione ai partiti spero sia stata ascoltata. Non escludo che su 300 candidati del centrodestra ci possa essere qualche candidato che per opportunita’ politica avrebbe fatto bene a rinunciare. Saro’ il primo a chiedere di non votare per i candidati chiacchierati e chi se ne frega se appartengono al centrodestra”.

“E’ sempre piu’ richiesta una responsabilita’ della politica nella lotta alla criminalita’ organizzata. Il contrasto alle mafie, caratterizzato da un cambiamento che le rende sempre piu’ capaci di mimetizzarsi, richiede uno straordinario impegno nell’azione politica e amministrativa”. Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, nel corso del convegno sul contrasto alle mafie al Senato. “Se le mafie si confermano capaci di alimentare la loro forza nelle attivita’ illecite criminali, penso innanzitutto al traffico di stupefacenti, sempre piu’ trovano la loro forza nella capacita’ di usare gli strumenti dell’economia e persino della legge per riciclare il denaro. Se il nostro paese si e’ dotato di uno straordinario apparato legislativo e ha ottenuto grandi risultati, per combattere la doppia faccia delle mafie dobbiamo dotarci di strumenti ordinari, bisogna che prestiamo attenzione straordinaria all’ordinarieta’, dall’economia alla pubblica amministrazione. Credo che ovunque sia necessaria una forte attivita’ repressiva ma anche la consapevolezza che servono straordinari strumenti nell’attivita’ ordinaria, questo riguarda tutti”.

“E’ stato un momento molto emozionante, non solo per me ma per tutta la Commissione. Ci siamo sentiti accolti dal Santo Padre e ci siamo sentiti anche fortemente responsabilizzati, perche’ le sue parole sono un vero programma di lotta alla mafia, non solo per la Commissione Antimafia ma per la Repubblica, per ciascun cittadino, per ciascun partito politico, per ciascuna istituzione”. Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, commentando l’udienza di stamane concessa alla Commissione da papa Francesco in Vaticano. “E ancora una volta – prosegue – abbiamo ascoltato parole chiare contro la corruzione: ci ha invitato a combatterla con le stesse armi con le quali abbiamo combattuto la mafia, che ha riconosciuto essere efficaci nel nostro Paese, e questo per noi e’ molto importanti”. “Cosi’ come credo – aggiunge Bindi – non possa non essere sottolineato il richiamo al fatto che se non combattiamo le disuguaglianze, se non combattiamo la poverta’, se non assicuriamo a tutti i diritti fondamentali, non giustifichiamo mai le mafie che sono la causa prima anche delle disuguaglianze, della cattiva economia, del cattivo lavoro e della mancanza della tutela dei diritti, ma spesso finiscono per essere la spiegazione del perche’ soprattutto in alcune parti del Paese e del mondo permane questo loro dominio sulla coscienza delle persone”. E quindi “lotta alla mafia non e’ solo repressione: e’ lotta alla corruzione e buone regole del mercato finanziario ed e’ lotta a ogni forma di poverta’ e ogni forma di disuguaglianza”. A proposito, poi, dell’accento posto dal Papa sui testimoni di giustizia e sui beni confiscati alle mafie, Rosy Bindi sottolinea che sono “due disegni di legge che sono uno all’approvazione definitiva al Senato, quello dei testimoni di giustizia, e l’altro all’approvazione definitiva alla Camera. quello sui beni confiscati. Io non usero’ le parole del Papa, tutti le hanno sentite – osserva – e credo che queste due leggi che sono il frutto del lavoro di tutto il Parlamento ma su impulso del lavoro della Commissione parlamentare Antimafia potranno vedere la luce nelle prossime settimane e sara’ un grande regalo al Paese”.

“Nel trapanese aleggia la figura dell’ultimo grande latitante di mafia, Matteo Messina Denaro, capo del mandamento di Castelvetrano. Dopo gli arresti dei grossi boss e la morte di Bernardo Provenzano, Messina Denaro e’ rimasto l’ultimo, considerato tra i piu’ pericolosi ricercati e quello che si muove in Sicilia e’ riconducibile alla regia di Messina Denaro”. Cosi’ il prefetto di Trapani, Giuseppe Priolo, in audizione presso la Commissione parlamentare antimafia. “I mandamenti – Mazara del Vallo, Castelvetrano, Trapani, Alcamo, Castellammare del Golfo – sono riconducibili all’influenza di Messina Denaro e questo emerge anche da operazioni recenti”, sottolinea il prefetto.

Resi noti i risultati del lavoro della commissione guidata da Rosy Bindi che così commenta ‘Esito incoraggiante”.
Sono 14 gli impresentabili secondo la Commissione Antimafia che ha realizzato uno studio accurato su liste e candidature in vista delle elezioni del prossimo 5 giugno. Solo in un caso si tratta di un candidato a Roma, ha spiegato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi la quale ha spiegato che a Roma sono stati esaminati i candidati al Consiglio Comunale e quelli candidati per il Municipio VI. “La situazione è complessivamente incoraggiante – ha detto Bindi – anche se alcuni dati sono preoccupanti”. La commissione ha anche segnalato che uno dei candidati sindaci a Roma, quello di Casapound, Stefano Di Stefano nel 2013 era stato arrestato in flagrante per furto aggravvato per aver portato via in un blitz la bandiera dell’Ue dal palazzo dell’Unione Europea a Roma.
Sono tutti nelle liste civiche i 14 nomi di candidati ‘impresentabili’ secondo il lavoro reso noto oggi dalla commissione Antimafia. Rosy Bindi: “Se si vuole combattere la mafia non ci si può nascondere, bisogna metterci la faccia”. E ancora ‘Che le liste civiche fatte nel modo che abbiamo visto siano un varco per le mafie è indubbio’
Ecco i 14 candidati segnalati dall’Antimafia per le Comunali del 5 giugno. 7 a Battipaglia: Carmine Fasano, Daniela Minniti, Lucio Carrara, Francesco Procida, Bartolomeo D’Apuzzo, Demetrio Landi e Giuseppe Del Percio. 5 a Roma: 4 nel sesto municipio: Antonio Carone, Domenico Schioppa, Antonio Giugliano e Fernando Vendetti; un unico impresentabile nel consiglio comunale, Mattia Marchetti. 2 in Calabria: a Scalea Carmelo Bagnato; a San Sostene Alessandro Codispoti.