compensi Rai

Riguardo ai compensi in Rai, “c’è una legge, la 198 del 2016 (Interventi per l’editoria; Ndr), che stabilisce i tetti senza alcuna eccezione, senza alcuna deroga. La stessa legge per la quale il primo presidente della Corte di Cassazione ha un tetto massimo di remunerazione di 240mila euro”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, intervenendo nell’aula della Camera in seguito alla sua interpellanza sulle deroghe per il tetto ai compensi in Rai.

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito al nuovo contratto tra la Rai e in conduttore Fabio Fazio. “Il 23 giugno 2017 – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio – il Cda Rai ha approvato la delibera con cui è stato rinnovato il contratto in esclusiva per quattro anni al conduttore Fabio Fazio che, come riportato dalle maggiori agenzie di stampa, ammonterebbe a circa 11 milioni e 776 mila euro, ovvero 2,8 milioni annui circa, mentre quello precedente era di 1,8 milioni di euro annui. Il contratto in questione, che ha conosciuto un vertiginoso aumento rispetto al precedente, è da considerarsi contra legem poiché il Cda Rai ha palesemente violato quanto previsto dall’articolo 9 della legge 26 ottobre 2016, n. 198 sul limite retributivo di 240mila euro annui da applicare ai contratti di collaborazione e di natura artistica”. “Con l’approvazione della delibera citata – continua Brunetta – il Cda Rai ha inoltre violato la delibera precedente, adottata lo scorso 4 giugno 2017, attraverso la quale è stata prevista una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che, senza alcuna ragione, fissa un limite dei compensi delle star difforme rispetto a quanto stabilito dalla summenzionata disposizione di legge”. “Sembrerebbe che la Rai abbia siglato un contratto sia con Fazio che con una società che verrà fondata dallo stesso conduttore che deterrà il format di ‘Che tempo che fa’ – osserva Brunetta -. Nello specifico sembrerebbe che il contratto con Fazio ammonterebbe a 2.240.000 euro l’anno (8.960.000 euro complessivi) per realizzare 32 prime serate della domenica e 32 seconde serate il lunedì su Rai 1 a cui si aggiungono i 2.816.000 euro che la Rai pagherebbe alla società di Fazio per i diritti del format. Quanto riportato evidenzia che l’affidamento delle produzioni esterne da parte della Rai avviene in assenza di regole e procedure puntuali e che la selezione dei fornitori piccoli e medi da parte della medesima Società viene svolta in violazione dei principi di trasparenza ed equità”. “Oltre alla violazione di legge si ravvisa una evidente lesione del principio di trasparenza poiché la delibera citata oltre a non essere stata pubblicata non è nemmeno pervenuta ai membri della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, principale organo di controllo del Parlamento sulla tv di Stato – conclude Brunetta -. La pubblicazione della citata delibera è un atto dovuto ai contribuenti e servirebbe a fare maggiore chiarezza a fronte delle indiscrezioni che sono apparse sulla stampa e sul web svelando i dettagli del rinnovo del contratto del conduttore Fabio Fazio”. 

“Di video sulla poverta’ ne abbiamo visti tanti ma la novita’ di questo e’ che propone un’assunzione di responsabilita’ in prima persona. E’ un cambio di mentalita’ che e’ partito dal governo anche se pochi se ne ricordano”. Lo ha detto Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione Vigilanza Rai, in un’intervista a Tiscali.it., parlando del video norvegese sulla solidarieta’ che ha ottenuto 122 milioni di visualizzazioni. “E’ un cambio di mentalita’ – spiega – che e’ partito dal governo anche se pochi se ne ricordano. Ora i capi di gabinetto stanno a 240 mila euro quando prima percepivano quattro volte tanto, i ministri hanno un solo stipendio. Solo una piccola casta dentro la Rai pretende l’immunita’ dal tetto degli stipendi. Per loro il principio di solidarieta’ o la giustizia perequativa sembrano non valere. Il prossimo Cda in programma mercoledi’ dovra’ discutere, appunto di questo: se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovra’ cioe’ decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla poverta’, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterra’. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Ora sara’ interessante andare a vedere che fara’ il nuovo Direttore Generale Orfeo: pochi lo sanno, ma lui per primo sin da un anno fa si e’ auto-applicato il tetto dei 240 mila euro, nonostante la mole di lavoro immenso che comportano 11 edizioni del Tg1. Ora applichera’ questo criterio anche a chi spesso fa un’ora di infotainement a settimana?” “Faccio una proposta: un’intramoenia dell’infotainement televisivo. Nessuno ti vieta di fare altre cose nel privato con altri cachet. Il problema e’ il vincolo dell’esclusiva? Discutiamone. Ma nel pubblico valga per tutti il principio di una retribuzione equa”, conclude.

“Sono intollerabili i comizietti di Fabio Fazio che difende i suoi compensi milionari. È giusto pagare in termini di mercato alcuni personaggi della tv, ma buttare soldi a palate per gente come lui e’ incredibile. Il suo monologo e’ l’espressione di un’arroganza senza confine. Prima di poter riparlare con modi ragionevoli di parcelle, si metta alla porta chi fa dell’avidita’ e della superbia l’unica sua logica. Le parole di Fazio penalizzano tutti coloro che avrebbero diritto a compensi di mercato e che invece vengono mortificati da chi vuole riempirsi le tasche di milioni. Fazio poi si lamenta degli insulti che riceve anche sulla rete? Non e’ certo l’unico ad essere insultato. Tanti vengono attaccati. Un motivo in piu’ perche’ faccia un’attenta auto analisi”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi).

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito al superamento del limite massimo retributivo di 240.000 euro annui, previsto per legge, dei compensi dei dirigenti pubblici. “In base a quanto stabilito dal Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, previsto dalla legge 28 dicembre 2015, n. 220, di riforma della governance Rai – scrive il capogruppo azzurro alla Camera – sono stati pubblicati sul sito internet della tv di Stato i curricula e i compensi lordi annui pari o superiori ai 200 mila euro, percepiti dai componenti degli organi di amministrazione e controllo, nonché dai dirigenti di ogni livello, compresi quelli non dipendenti della società. Come riportato dalla sezione trasparenza del sito ufficiale della Rai, nel 2016, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha percepito una retribuzione di 650 mila euro, la Presidente, Monica Maggioni, di 270 mila euro, ed il numero dei dirigenti e giornalisti che hanno guadagnato più di 200 mila euro ammonta a 94, mentre coloro che hanno superato la soglia dei 240 mila euro sono circa 40″. L’articolo 9 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, ha stabilito che ai compensi degli amministratori, del personale dipendente, dei collaboratori e consulenti del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale si applica il limite massimo retributivo di 240.000 euro annui. Come riportato dalle maggiori testate giornalistiche, il Cda della Rai ha stabilito che la retribuzione dei dirigenti potrà andare oltre i 240.000 euro fissando un’indennità di funzione di 50.000 euro, riproponendo di fatto compensi molto elevati. La stessa Presidente della Rai, Monica Maggioni, ha dichiarato che negare la possibilità di ‘avere un manager con uno stipendio sopra i 240.000 euro è molto pericoloso’. Nonostante la normativa attualmente in vigore, la sezione trasparenza del sito ufficiale della Rai non ha subito alcuna modifica, lasciando intendere che non vi è stato alcun adeguamento ai compensi sopra riportati e che numerosi dirigenti della tv pubblica continueranno a percepire un compenso ben superiore al tetto di 240 mila euro previsto per legge”. Il presidente Brunetta chiede di sapere “se i vertici Rai non intendano chiarire con urgenza quanto riportato e quali iniziative di propria competenza intendano assumere al fine di rendere operativo il tetto massimo per i compensi dei dirigenti pubblici fissato, a norma di legge, in 240 mila euro annui”.

“Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni di Giancarlo Magalli, storico conduttore Rai che, alquanto indispettito, risponde picche alla richiesta di pubblicare i suoi compensi, come previsto invece dalla legge”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il veterano de ‘I fatti vostri’, dall’aria rassicurante, diventa tutt’altro che disponibile quando in gioco ci sono ‘i fatti suoi’. Il fustigatore dei costumi italici, nonché mancato presidente della Repubblica praticamente per un soffio dimostra di avere la coda di paglia. Non ha alcun senso dire no alla pubblicazione dei compensi perche’ se no i conduttori si attirerebbero le antipatie del pubblico. E allora i calciatori? Hanno tutti compensi stellari e non sono certo considerati antipatici, ma anzi vengono costantemente osannati dai tifosi. Anche la scusa di non voler avvantaggiare le tv concorrenti e’ alquanto risibile, perche’ i ricchi compensi di conduttori e giornalisti, finiscono sistematicamente sui giornali, con indiscrezioni che anticipano addirittura, in alcuni casi la firma dei contratti milionari. E’ proprio vero, quando si tocca il portafoglio anche un opinion leader della sinistra tv come Magalli perde la testa. Anzi probabilmente deve averla gia’ persa nella strada verso il Colle”, conclude Brunetta.

Da lunedì la Rai, per la legge di riforma, pubblicherà online tutti i compensi dei dipendenti che vanno oltre i 200mila euro annui. Saranno rese note anche le consulenze che vanno oltre gli 80mila euro annui. E’ il ‘piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale’, iniziativa che sarà presentata in conferenza stampa lunedì dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e dalla presidente Monica Maggioni. I vertici illustreranno nell’ambito del piano per la trasparenza anche appalti, bilanci, investimenti, relazioni sull’attivita’ del Cda. Intanto Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, impegnato da anni in una battaglia per la trasparenza Rai, commenta: “Un primo squarcio nel velo di omertoso silenzio che ha sempre accompagnato le vicende della tivù di Stato, pagata con il canone dei cittadini italiani”. E continua “Bene avere trasparenza sui compensi dei dirigenti e dei giornalisti Rai, ma noi pretendiamo, e lo abbiamo sempre detto, che venga fatta piena luce anche in merito agli stipendi dei conduttori, delle star, dei collaboratori che ad ogni titolo sono pagati con i soldi dei cittadini”.