Comunali

Totò Cuffaro al neo sindaco Orlando ‘che continua ad accusarmi – come fece con Falcone – e a mistificare la realtà, dimostrando l’arroganza del vincitore’

‘Mi ero ripromesso di non polemizzare con Leoluca Orlando. Non l’ho fatto durante tutta la campagna elettorale nonostante le sue pesanti e cattive insinuazioni.
Oggi però, finita la competizione elettorale, il sindaco continua con le sue mistificanti esternazioni nei miei confronti, dimostrando l’arroganza di chi non sa vincere, e mi vedo costretto a fare qualche precisazione.
Nel cuore di ogni uomo c’è il desiderio del rispetto da parte dei suoi simili ed è proprio questo desiderio che rende l’uomo solidale, sincero e leale.
Nell’animo di tanti siciliani questo desiderio e’ ben presente e io mi auguro che di questo desiderio possa riempirsi l’animo di Leoluca Orlando. Constato oggi però, e mi dispiace, astio, ipocrisia e mistificazione. Pensavo infatti che Leoluca Orlando utilizzasse la bugia e la cultura del sospetto solo per scopi elettorali, per averne un vantaggio; non lo giustificavo, certo, ma mi sforzavo di capirlo.
Adesso che la campagna elettorale è finita e che ha vinto, fatico a comprendere perché utilizzi  ancora la bugia, gli insulti e le accuse infamanti. La virtù più grande di un leader è saper essere umile nella vittoria. Non e’ il caso di Orlando, leader nella mistificazione.
Nel 1991, partecipando alla famosa trasmissione su Libero Grassi nel corso della quale – lo ammetto – fui oltremodo focoso, difesi il mio partito e la mia storia di democristiano ma certamente non ho polemizzato nè tanto meno attaccai il giudice Giovanni Falcone che invece fu proprio Orlando ad accusare come e’ ormai notorio. Ma lui e i suoi fidi compagni del tempo mistificarono, facendo credere che fossi stato io ad attaccare Falcone. Ci sono volute alcune sentenze di tribunali, ai quali mi sono rivolto, per ristabilire la verita’. (Con una di queste e’ stato condannato per diffamazione l’onorevole Antonio Di Pietro). Oggi, con la desecretazione dei verbali della Commissione Antimafia, sono le stesse dichiarazioni di Giovanni Falcone che fanno chiarezza su chi già sin da allora aveva portato dentro il Comune gli interessi politici, economici e mafiosi di Ciancimino e dei suoi amici. Con Orlando sindaco, Ciancimino continuava a imperare nel sistema degli appalti. Però lui, Leoluca Orlando, ancora adesso, dopo venticinque anni continua a mistificare e a distorcere i fatti, strumentalizzando il mio nome e la mia storia per ‘mascariare’ Fabrizio e i tanti giovani che con le sue liste, con quelle di Forza Italia e di Cantiere popolare lo hanno sostenuto. Ma non c’è nulla da fare: ancora oggi Orlando urla e mistifica: ha forse qualche altra cosa da nascondere? Sono molto preoccupato della sua preoccupazione.
Può un sindaco e politico così onnipotente preoccuparsi di un insignificante ex detenuto e dei suoi pochi amici rimasti, lui che ha tra le sue liste la stragrande maggioranza dei “Cuffariani”, molti dei quali in posti di potere? Non serve che io ne ricordi i nomi, Orlando li sa bene e li sanno anche i tanti cittadini di Palermo che li hanno votati. E’ falso che io in questa tornata elettorale sia stato un regista occulto e uno stratega: ho soltanto ritenuto Fabrizio Ferrandelli l’uomo giusto per amministrare e rappresentare Palermo, con il suo entusiasmo, la sua voglia di fare, le sue idee, la sua umanità. Tutto qui. Mi sono limitato a indicarlo a qualche amico come un potenziale primo cittadino in grado di riscattare Palermo. Auguro al sindaco buon lavoro: pensi finalmente ad amministrare, cercando di superare i suoi trionfalismi vuoti e il suo stesso modo di essere e di apparire; lavori per portare serenità in questa città che gli ha ridato fiducia, e che ha bisogno di amore e non di odio. Palermo ha la gioia di sapere e la forza di sperare, ha voglia di sorridere ed ha il senso della vita, sa che le voci sono sospiri, sa stringere le mani e cogliere gli sguardi e sa volgere lo sguardo verso il cielo. Palermo vuole che nell’aria ci sia una dolcezza nuova.
Di cosa sono reo secondo Orlando? Di cosa, esattamente? Forse di non essermi schierato politicamente con lui? Forse di aver dato fiato alla mia passione per la politica? La smetta di considerarsi il bene assoluto e di rilasciare patenti di moralita’. Rispetti anche i palermitani che non la pensano come lui, a maggior ragione se si considera che e’ stato votato da una minoranza di cittadini. Ebbene,
la passione per la politica, quella feconda e non sterile, quella sincera e tra la gente mi ha indotto in quest’ultima competizione elettorale a prendere posizione, a viso aperto come ho sempre fatto, e nel contempo a dare una mano di aiuto agli amici candidati impegnati nella competizione elettorale, con tutti i limiti che mi sono imposti. Non so se ho fatto bene o male, non so quanta gente mi vuol bene. So che voglio bene alle persone: molti di loro hanno scelto di votare per Orlando, e io rispetto questa loro scelta. I deludenti risultati elettorali mi fanno capire che una cosa è essere voluto bene e un’altra è il consenso elettorale. Per quanto mi riguarda, mi dedico al mio nuovo e gratificante lavoro di agricoltore: saro’ lieto di inviarle alcune bottiglie del mio vino. Buon lavoro Signor Sindaco: lei è anche il mio sindaco e la rispetto. Anche io sono un cittadino di Palermo’. Rispetti anche me: ci provi, almeno. Gliene saro’ grato’. Toto’ Cuffaro

Sono aperti da questa mattina alle 7 i seggi per le elezioni comunali in 1.004 città, per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. A questa tornata elettorale sono interessati 9.172.026 elettori, dei quali 4.428.389 di sesso maschile e 4.743.637 di sesso femminile. Lo scrutinio dei voti inizierà a partire dalle 23. La tornata amministrativa interessa, in particolare, quattro capoluoghi di Regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila; e 21 di provincia: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani.
Le comunali di quest’anno riguarderanno soprattutto i comuni di Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto, Calabria e Sardegna. Al momento ammontano a 132 i comuni che andranno alle urne perché commissariati. Si voterà anche in 11 nuovi comuni nati a seguito di processi di fusione.

“‘Idea’ sbarca alle elezioni amministrative, scendendo in campo in numerosi importanti comuni chiamati al voto il prossimo 11 giugno e in diverse realta’ molto significative nel territorio nazionale”. E’ quanto si legge in una nota di ‘Idea – Popolo e Liberta”, il partito fondato da Gaetano Quagliariello. “‘Idea’ sara’ presente con il proprio simbolo, o con il simbolo di movimenti civici federati con il partito nazionale – si legge ancora -, in 11 capoluoghi di provincia su 25, e in 40 comuni superiori ai 15mila abitanti, un quarto del totale, oltreche’ in molti comuni di dimensioni inferiori. La presenza di ‘Idea’ e dei movimenti federati e’ diffusa su tutto il territorio nazionale ed e’ particolarmente significativa nei comuni superiori e nei capoluoghi della Puglia, del Lazio e dell’Abruzzo. Nelle citta’ piu’ importanti chiamate al voto spicca il caso di Verona, dove ‘Idea’ e’ stata fin dall’inizio, insieme agli altri partiti della coalizione di centrodestra, regista della candidatura unitaria di Federico Sboarina, e il movimento federato ‘Verona Domani’, animato dal consigliere regionale e coordinatore di ‘Idea’ per il Veneto Stefano Casali, ha presentato una lista comune con la formazione civica del candidato sindaco, ‘Battiti per Verona Domani’, che vede schierato fra gli altri il coordinatore provinciale di ‘Idea’. Significativa anche la prova di unita’ del centrodestra a Rignano sull’Arno, citta’ della famiglia Renzi, dove la sinistra si e’ spaccata e il centrodestra ha presentato una lista comune con la partecipazione di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e ‘Idea’”. Afferma Quagliariello: “A poco piu’ di un anno dalla nascita di ‘Idea’ siamo molto soddisfatti della presenza che siamo riusciti a mettere in campo in elezioni difficili come quelle amministrative. La nostra bussola – conclude – e’ stata chiara: unita’ del centrodestra e alleanza fra civismo e buona politica”.

“In queste elezioni amministrative abbiamo una grande occasione. Il centrodestra si presenta unito come non mai. A Venezia, nel Veneto, in tutte le realta’ nelle quali si vota in Italia abbiamo una grande compattezza all’interno del centrodestra. E questa e’ una strategia che sta pagando, partita dal livello nazionale e che e’ stata ben recepita anche a livello locale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante un incontro pubblico organizzato dagli azzurri con amministratori e attivisti, a Mestre (Venezia). Brunetta ha osservato che il Pd “è in grande crisi. Ha subito una dolorosa scissione, con praticamente tutti gli ex segretari che sono andati via”. E riguardo al futuro del centrodestra: “In Italia da qualche mese tutti i sondaggi segnalano che il Movimento 5 stelle è in forte calo, stanno tornando a quel 25% preso nel 2013. Nel centrodestra, invece, dopo la vittoria del referendum costituzionale dello scorso dicembre, si segnala la crescita di Forza Italia che ha superato la Lega ed è la terza forza a livello nazionale”. Ha concluso il presidente dei parlamentari azzurri a Montecitorio: “Dobbiamo ripartire da qui, dai numeri positivi che ci indicano la strada da seguire. E a queste amministrative abbiamo una grande occasione: vincere in tutte le realtà chiamate al voto. In futuro, ne sono certo, ci sarà una grande ricomposizione del centrodestra, dobbiamo essere pronti”.

“Il clamore delle notizie riportate dalla stampa e delle parole di un delinquente che poi si e’ pentito possono fare piu’ rumore di anni di storia. Ritengo che la mia figura non possa non ricordare la strada dalla quale provengo”. Lo ha detto il candidato sindaco di Palermo per i “Coraggiosi”, Fabrizio Ferrandelli, incontrando i giornalisti, nella sede del comitato elettorale, a Palermo, dopo l’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito di un’inchiesta per presunto voto di scambio politico mafioso. “Non voglio nascondermi dietro frasi di rito dicendo ‘sono sereno’ – ha aggiunto -. Con la storia che ho avuto questi fatti amareggiano me, la mia squadra e la mia famiglia ma questo non mi vieta di andare avanti. Quando ho ricevuto l’invito a comparire dalla Procura di Palermo ho ritenuto di non dovermi avvalere della facolta’ di non rispondere, anzi, ho ritenuto che fosse opportuno offrire la mia storia collaborando con la magistratura e rispondendo a tutte le domande che mi sono state fatte dai pm, nei quali ho la massima fiducia”. “La mia campagna elettorale va avanti’”.

‘Con tutte le istituzioni ci sara’ massima collaborazione, compreso il governatore Vincenzo De Luca che venerdi’ ha avuto una caduta di stile. Ma io non prendo lezioni istituzionali da nessuno, tantomeno da lui”. Cosi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, nel corso della conferenza stampa di commento del ballottaggio all’hotel Mediterraneo. “La campagna elettorale e’ finita – dice l’ex magistrato – Io sono senza padroni e autonomo, ma capisco che altri se ti chiama il padrone devono intervenire. Non so perche’ venerdi’ sia intervenuto per aiutare Lettieri. Napoli sara’ un modello esportabile, un modello, fatto di reti, citta’, movimenti ed esperienze, che vedono nell’autogoverno elementi di un modo nuovo fare politica. E’ un modello vincente. E’ l’unica esperienza di questa tornata elettorale in cui si elegge un sindaco che ha governato avendo contro tutti”.

E’ uno ‘scambio’ fra il centrodestra e il M5s il flusso che piu’ salta agli occhi fra il primo turno e’ il ballottaggio. E’ quanto emerge dall’analisi dell’Istituto Cattaneo che ha analizzato i flussi in sette citta’ dove si e’ votato ieri (Torino, Bologna, Napoli, Novara, Varese, Grosseto e Brindisi). A Torino, dove il ballottaggio era fra Pd e M5s i voti del centrodestra sono andati quasi in blocco alla Appendino, mentre Fassino ha recuperato un po’ dei voti di Airaudo che invece dirotta sulla Appendino solo le briciole. Dove invece il ballottaggio e’ stato fra un candidato di centrodestra e uno di centrosinistra, gli elettori del M5s hanno in larga parte, anche se non in maniera esclusiva, preferito il candidato del centrodestra. A Bologna, infatti, poco meno della meta’ dei voti del M5s si sono rifugiati nell’astensione, una cifra leggermente inferiore sono andati al centrodestra ed una parte decisamente minore (in rapporto, piu’ o meno di 4 a 1) ha optato per Merola. Il sindaco uscente e’ stato eletto grazie ai voti arrivati dalla coalizione di sinistra (che solo in piccola parte sono andati in astensione). E una dinamica sostanzialmente simile si e’ verificata anche a Grosseto, Brindisi e Novara. Diverso il caso di Napoli dove gli elettori del M5s hanno trovato una sponda piu’ affine in De Magistris. Quasi tutti gli elettori del centrosinistra (escluso dal ballottaggio) sono andati nell’astensione dirigendosi in piccola parte verso Lettieri e, in misura minore, verso De Magistris.

Resi noti i risultati del lavoro della commissione guidata da Rosy Bindi che così commenta ‘Esito incoraggiante”.
Sono 14 gli impresentabili secondo la Commissione Antimafia che ha realizzato uno studio accurato su liste e candidature in vista delle elezioni del prossimo 5 giugno. Solo in un caso si tratta di un candidato a Roma, ha spiegato la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi la quale ha spiegato che a Roma sono stati esaminati i candidati al Consiglio Comunale e quelli candidati per il Municipio VI. “La situazione è complessivamente incoraggiante – ha detto Bindi – anche se alcuni dati sono preoccupanti”. La commissione ha anche segnalato che uno dei candidati sindaci a Roma, quello di Casapound, Stefano Di Stefano nel 2013 era stato arrestato in flagrante per furto aggravvato per aver portato via in un blitz la bandiera dell’Ue dal palazzo dell’Unione Europea a Roma.
Sono tutti nelle liste civiche i 14 nomi di candidati ‘impresentabili’ secondo il lavoro reso noto oggi dalla commissione Antimafia. Rosy Bindi: “Se si vuole combattere la mafia non ci si può nascondere, bisogna metterci la faccia”. E ancora ‘Che le liste civiche fatte nel modo che abbiamo visto siano un varco per le mafie è indubbio’
Ecco i 14 candidati segnalati dall’Antimafia per le Comunali del 5 giugno. 7 a Battipaglia: Carmine Fasano, Daniela Minniti, Lucio Carrara, Francesco Procida, Bartolomeo D’Apuzzo, Demetrio Landi e Giuseppe Del Percio. 5 a Roma: 4 nel sesto municipio: Antonio Carone, Domenico Schioppa, Antonio Giugliano e Fernando Vendetti; un unico impresentabile nel consiglio comunale, Mattia Marchetti. 2 in Calabria: a Scalea Carmelo Bagnato; a San Sostene Alessandro Codispoti.