comunicazione

Una politica a favore di telecamera, il trionfo della comunicazione ai danni della politica, della mediazione, del compromesso, del dialogo. I leader politici che non possono mollare la presa di un centimetro per non perdere un punto percentuale nei sondaggi interni, e il teatrino della politica ripete la sua scena all’infinito, con un pubblico sempre attento e sempre annoiato. Lo stallo in cui si trova il Paese é anche un effetto del prevalere delle logiche populistiche e della comunicazione che le sostiene. Non conta ciò che si fa ma solo ciò che si comunica e il modo in cui lo si comunica. Una lotta tra duri e puri, tra chi deve sostenere il peso della propria coerenza e delle promesse lanciate in campagna elettorale. I veti, i diktat, gli ultimatum, questo sono e non altro: la prevalenza degli attributi sulla capacità di sintesi. Assistiamo, inermi, alla continua ‘dichiarazia’ (dal titolo del bel saggio di Mario Portanova. edizioni Bur Rizzoli) dei politici, alla loro ineluttabile propensione alle dichiarazioni, ai commenti, alle riflessioni, a favore di telecamera. Il dire conta più di tutto il resto, il fare non porta consensi e crea problemi. Il populismo cerca il consenso sull’emozione e per questo basta la parola ad effetto, lo slogan, la minaccia, l’aut aut. I fatti non servono più anche perché, in tempo di fake news, possono sempre essere artatamente smentiti. Non formare un governo porta più consensi che formarne uno.

Oggi 700mila persone non riescono ad avere bambini per tanti motivi e molti di questi sono dovuti a patologie che potevano essere evitate con la prevenzione. Molti non sanno che ci sono delle cure e delle terapie, che io ho voluto fortemente venissero inserite nei Livelli essenziali di assistenza. Non sanno che queste terapie saranno gratuite e non sanno a chi rivolgersi.”. Cosi’ il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione del Fertility Day, la prima edizione della giornata nazionale dedicata all’informazione e alla formazione sulla fertilità istituita con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri a luglio. Ha detto Lorenzin: “Spero che da questa giornata emergano delle indicazioni per tutte queste persone, uomini e donne, che stanno vivendo una fase particolare della propria vita e che hanno bisogno di un supporto informativo”. L’evento si e’ svolto contemporaneamente a Bologna, Padova e Catania, con la partecipazione di operatori sanitari, societa’ scientifiche, associazioni, studenti e giornalisti. Ha collaborato alla promozione del Fertility Day l’Anci, Associazione nazionale comuni italiani. Intanto dopo l’ennesima polemica sulla campagna del ministero della Salute per il Fertility Day, il ministro Lorenzin ha revocato l’incarico al direttore generale della Comunicazione e dei rapporti europei internazionali. Come riporta l’agenzia Ansa, si tratta di Daniela Rodorigo, avvocato, 47anni. Fra i 16 dirigenti con incarico di prima fascia, percepisce uno stipendio lordo annuo di circa 236 mila euro composto dallo stipendio annuo di 55mila euro piu’ la quota fissa, quella variabile, premi e altre voci. Ha un curriculum giuridico e ha seguito corsi di specializzazione in gestione sanitaria. Nel 2011 ha realizzato, in collaborazione con Sapienza Universita’ di Roma, il progetto “Linee guida per la comunicazione on line in materia di tutela e promozione della Salute”.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, guidato dal presidente Enzo Iacopino insieme al prefetto della Segreteria vaticana per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Vigano’. Bergoglio ha dato tre consigli a chi fa informazione, che si possono riassumere così: “amare la verita’”, “vivere con professionalita’” e “rispettare la dignita’ umana”. Ha detto il Pontefice: il giornalismo non diventi “arma di distruzione” di popoli e persone e non alimenti le paure verso gli immigrati. In piu’ ha raccomandato: “mai sottomettersi a interessi di parte, sia economici che politici”. Iacopino ha sottolineato le condizioni di “schiavitu'” di tanti che esercitano la professione per pochi euro. Nella sala Clementina erano presenti molti direttori di testate nazionali. Oggi, ha detto il Papa, nel flusso ininterrotto di fatti sulle 24 ore, “non e’ sempre facile arrivare alla verita’”. “Nella vita non e’ tutto bianco o nero”, e “anche nel giornalismo bisogna saper discernere tra le sfumature di grigio degli avvenimenti”. Ma “e’ questo il lavoro – potremmo dire la missione – difficile e necessaria al tempo stesso di un giornalista: arrivare il piu’ vicino possibile alla verita’ dei fatti e non dire o scrivere mai una cosa che si sa, in coscienza, non essere vera”. E sulla professionalità ha sottolineato “di non sottomettere la propria professione alle logiche degli interessi di parte, siano essi economici o politici”. “Far crescere la dimensione sociale dell’uomo, favorire la costruzione di una vera cittadinanza”, e “avere a cuore uno degli architravi della struttura di una societa’ democratica”.

“Renzi e’ figlio degli anni ’90, quindi della tv commerciale. Per questo e’ cosi’ capace a comunicare. La comunicazione e’ molto importante per raggiungere consenso, ma non risolve i problemi. La gestione, la soluzione dei problemi e’ una cosa diversa. E’ molto abile sulla comunicazione. La realta’ sbuca sempre da ogni parte, soprattutto quando la realta’ contraddice il suo atteggiamento mentale positivo, un po’ da scout”. Lo dice Carlo Freccero, membro del Consiglio di Amministrazione della Rai, ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano (www.unicusano.it). “Renzi all’inizio ha raggiunto piu’ popolarita’ di Monti e Letta perche’ e’ riuscito ad interpretare la crisi non in chiave tragica, ma in chiave di opportunita’, progresso. Oggi quelle promesse si rivelano per quello che sono, ovvero semplici illusioni. Con le sue Leopolde, Renzi e’ riuscito a farci credere che il ridimensionamento dei nostri stili di vita fosse un miglioramento. Pero’ tutto cio’ non e’ vero. Alla comunicazione deve seguire sempre un impatto con il realta’. Se la realta’ piega la comunicazione il bluff appare. Berlusconi rappresentava l’emporio, il consumo, per lui era molto facile vincere. Renzi ha preso non piu’ l’emporio, ma la giovinezza, l’energia. Pero’ poi bisogna governare”. A un certo punto, dice ancora Freccero, “bisogna includere anche le persone che non la pensano come te, invece lui prima della direzione di ieri ha rilasciato un’intervista al Financial Times dicendo che la minoranza non conta niente e lui se ne frega. Sbaglia la minoranza del Pd ad accettare lo scontro su questo terreno. Bisogna tornare ad essere un po’ novecenteschi su questo. Credo che ci vorrebbe un po’ di umilta’, il senso della misura che ad esempio ha dimostrato la Appendino a Torino, che si e’ messa subito li’ a lavorare su dei dossier molto delicati. Il M5S in questo senso incarna il neorealismo. Oggi c’e’ la democrazia del pensiero unico in cui la scelta e’ limitata ai candidati che dovranno rappresentare quel pensiero unico”.