“Renzi e’ figlio degli anni ’90, quindi della tv commerciale. Per questo e’ cosi’ capace a comunicare. La comunicazione e’ molto importante per raggiungere consenso, ma non risolve i problemi. La gestione, la soluzione dei problemi e’ una cosa diversa. E’ molto abile sulla comunicazione. La realta’ sbuca sempre da ogni parte, soprattutto quando la realta’ contraddice il suo atteggiamento mentale positivo, un po’ da scout”. Lo dice Carlo Freccero, membro del Consiglio di Amministrazione della Rai, ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano (www.unicusano.it). “Renzi all’inizio ha raggiunto piu’ popolarita’ di Monti e Letta perche’ e’ riuscito ad interpretare la crisi non in chiave tragica, ma in chiave di opportunita’, progresso. Oggi quelle promesse si rivelano per quello che sono, ovvero semplici illusioni. Con le sue Leopolde, Renzi e’ riuscito a farci credere che il ridimensionamento dei nostri stili di vita fosse un miglioramento. Pero’ tutto cio’ non e’ vero. Alla comunicazione deve seguire sempre un impatto con il realta’. Se la realta’ piega la comunicazione il bluff appare. Berlusconi rappresentava l’emporio, il consumo, per lui era molto facile vincere. Renzi ha preso non piu’ l’emporio, ma la giovinezza, l’energia. Pero’ poi bisogna governare”. A un certo punto, dice ancora Freccero, “bisogna includere anche le persone che non la pensano come te, invece lui prima della direzione di ieri ha rilasciato un’intervista al Financial Times dicendo che la minoranza non conta niente e lui se ne frega. Sbaglia la minoranza del Pd ad accettare lo scontro su questo terreno. Bisogna tornare ad essere un po’ novecenteschi su questo. Credo che ci vorrebbe un po’ di umilta’, il senso della misura che ad esempio ha dimostrato la Appendino a Torino, che si e’ messa subito li’ a lavorare su dei dossier molto delicati. Il M5S in questo senso incarna il neorealismo. Oggi c’e’ la democrazia del pensiero unico in cui la scelta e’ limitata ai candidati che dovranno rappresentare quel pensiero unico”.





