Freccero

“Il nuovo direttore generale Mario Orfeo non capisce nulla di palinsesti e la tv di Stato e’ manipolata dall’ex premier Matteo Renzi”. Lo afferma al Fatto Quotidiano Carlo Freccero, consigliere di amministrazione Rai. “Dalla nomina di Campo Dall’Orto ad oggi, – dice Freccero – ci siamo dovuti misurare, noi consiglieri, con la natura ambigua della Rai divisa tra servizio pubblico e televisione commerciale. Io volevo che fosse salvata sia la dimensione culturale del servizio pubblico che la sua redditivita’ di grande azienda statale. Ora e’ emersa, pero’, una nuova dimensione della Rai che Renzi si era proposto di rimuovere: la dimensione politica, se non governativa. In breve, e’ la politica a dettare l’agenda al Cda, in base alla presenza di persone piu’ o meno gradite”. Sulla cancellazione dell’Arena di Giletti, Freccero afferma: “Certo, un contenitore dove potevano succedere ‘incidenti’. Meglio non avere nessun problema. Ho addirittura proposto Vespa per la domenica pomeriggio, ma niente. Questi palinsesti sono disorganici. Orfeo e’ un giornalista competente, ma non puo’ applicare le sue strategie dell’informazione alla programmazione, perche’ dimostra di non capire nulla di palinsesti. Il suo modello e’ il ‘panino’ dell’informazione unica, sadico con le opposizioni che disturbano la maggioranza”.

“L’inchiesta di Presadiretta di Riccardo Iacona sul ‘sacco di Roma’ e’ il piu’ bel servizio giornalistico televisivo nel 2016 e inizio anno”. Cosi’ Carlo Freccero a proposito dell’avvio della nuova stagione del programma d’informazione settimanale di Rai3. Per il consigliere “questa inchiesta fa onore alla Rai”. Freccero, grande esperto di mass media e televisione, pone l’accento sulla originalita’, di linguaggio e di narrazione nell’inchiesta in questione, e che si nota ancora di piu’soprattutto in una congiuntura televisiva non proprio felice per idee e racconto.

‘La Rai è Servizio Pubblico quando sa dare notizie scomode”. Il consigliere Rai Carlo Freccero sta per iniziare la sua analisi sulla proposta del direttore dell’Offerta Informativa Carlo Verdelli, ricevuta “solo ieri sera” ma ha le idee già molto chiare su quello che serve a Viale Mazzini per tornare ad essere centrale dal punto di vista dell’informazione. “Siamo ormai in tempo di campagna elettorale perpetua – dice all’Adnkronos Freccero – Se non ci sono elezioni ci sarà il referendum sul Jobs Act. L’informazione diventa, quindi, sempre più centrale nella tv generalista. E questo, mentre intervengono fatti nuovi che richiedono provvedimenti urgentissimi come quello della Gruber che alcune volte supera il Tg2. Un elemento da prendere in considerazione e che non esige una discussione generica ma risposte immediate”. “Non solo. Durante il referendum – sottolinea Freccero – la Rai è stata accusata di una presenza labile rispetto al mondo informativo sia sotto l’aspetto delle all news che della rete. Rete dove oramai c’è un’altra agenda setting, il che equivale a dire che si rendono notiziabili cose di cui i canali generalisti non si occupano più. In sostanza – secondo il consigliere – serve discontinuità con l’informazione tradizionale”.
Più in particolare, osserva Freccero, “di fronte a un’offerta multipla e varia, solo un’informazione credibile contrapposta agli interessi privati di grandi gruppi editoriali giustifica il Servizio Pubblico. E per fare questa informazione credibile occorre uscire fuori dalla sottomissione a quella che – scandisce – io definisco la governabilità per cui non si possono dare notizie scomode, né si può andare contro il potere”. Insomma per Freccero “la tv generalista deve ritrovare il suo Dna, non può diventare un’agenzia di stampa, non può trasformarsi in una all news, con una informazione impersonale, asettica. Il Tg che meglio ha saputo interpretare queste cose è stato ‘Tg2 Studio Aperto’ che tra le altre cose seguiva tutta le vicende del terrorismo con l’approfondimento, a differenza del Tg1”. “La tv generalista – è l’analisi di Freccero – lavora sulla memoria. Il suo core business è la nostalgia-memoria ed è per questo che l’informazione impersonale banalizza l’informazione in sé. Cosa occorre recuperare? Tutti i momenti di rottura che hanno aperto il varco alla libertà di espressione, come accadde appunto con Tg2 Studio Aperto”. E poi, tira le conclusioni Freccero, “questa idea di una unica notizia che corrisponde al pensiero unico declinato con monotonia fa sì che l’informazione Rai non incida più e sia diventata come l’archeologia del Tg1, il bianco e nero del Tg1 prima della riforma”.

Chiara Appendino, sindaco di Torino, è la “leader perfetta dei 5Stelle”. Parole di un guru della comunicazione, come Carlo Freccero, dopo il caso ‘Roma’ scoppiato con le nomine Raggi e la questione rifiuti che ha creato malumori alla base del movimento e fatto perdere consensi nell’ultima settimana. Freccero, membro del Cda Rai proposto dai pentastellati, fa il punto tra la politica e i media in una intervista alla Stampa. “Appendino è il giusto compromesso tra Di Maio e Di Battista” , è il “tramite tra l’abito e la felpa. È una donna posata, moderna”, afferma Freccero. “L’utopia di Casaleggio ha lasciato il posto alla politica condizionata dai media”, dice lo scrittore e autore di tanti programmi Tv. “Di Maio e Raggi hanno capito che le bugie sono parte del potere”. Nel processo di costruzione di un leader c’è stato un incidente. Di Maio “si è bruciato”, e la Raggi “ha rischiato” nella “difesa estrema dell’assessora Muraro, indagata”. In questa fase per Freccero va bene Di Battista perché “recupera il rapporto con la pancia della piazza, serve per lo spettacolo della politica” ed è il “più bravo”.

“Berlusconi avrebbe lasciato Giannini lì dov’era, a ‘Ballarò’. Berlusconi cacciava quelli che facevano molta audience, non quelli che ne facevano poca. Mandava via quelli che rompevano le scatole a Mediaset. Renzi è un’altra cosa, un’altra storia. Tutta questa vicenda, di Bianca Berlinguer, di Giannini, di Lillo e Greg (che tra parentesi Carlo Conti potrebbe anche aver fatto bene a pensare di mandar via), racconta la debolezza di Renzi. Questi non hanno capito una cosa fondamentale, non l’ha capita nemmeno Campo Dall’Orto, che pensa di essere in America, ed è una specie di alieno, di avulso dal sistema: in Rai nessun gesto è innocente, qualsiasi cosa fai, in quei corridoi, nelle stanze di Viale Mazzini, nelle cellette di Saxa Rubra, assume un senso politico. Perché in ogni anfratto della Rai c’è la politica e c’è il Parlamento”. Lo afferma il consigliere Rai Carlo Freccero in una intervista al Foglio nella quale non risparmia critiche a Renzi: “Poiché il renzismo comincia a franare, ecco che allora arriva il momento di urlare, di alzare il livello acustico, di maneggiare parole che stavano per spegnersi” e “poiché oggi la battaglia politica si fa con la propaganda, allora va da sé che anche le regole interne, il modo di pensare intorno alla Rai sia quello della propaganda. E Renzi non fa eccezione. Anzi, per Renzi la politica è solo propaganda”.

“Renzi e’ figlio degli anni ’90, quindi della tv commerciale. Per questo e’ cosi’ capace a comunicare. La comunicazione e’ molto importante per raggiungere consenso, ma non risolve i problemi. La gestione, la soluzione dei problemi e’ una cosa diversa. E’ molto abile sulla comunicazione. La realta’ sbuca sempre da ogni parte, soprattutto quando la realta’ contraddice il suo atteggiamento mentale positivo, un po’ da scout”. Lo dice Carlo Freccero, membro del Consiglio di Amministrazione della Rai, ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano (www.unicusano.it). “Renzi all’inizio ha raggiunto piu’ popolarita’ di Monti e Letta perche’ e’ riuscito ad interpretare la crisi non in chiave tragica, ma in chiave di opportunita’, progresso. Oggi quelle promesse si rivelano per quello che sono, ovvero semplici illusioni. Con le sue Leopolde, Renzi e’ riuscito a farci credere che il ridimensionamento dei nostri stili di vita fosse un miglioramento. Pero’ tutto cio’ non e’ vero. Alla comunicazione deve seguire sempre un impatto con il realta’. Se la realta’ piega la comunicazione il bluff appare. Berlusconi rappresentava l’emporio, il consumo, per lui era molto facile vincere. Renzi ha preso non piu’ l’emporio, ma la giovinezza, l’energia. Pero’ poi bisogna governare”. A un certo punto, dice ancora Freccero, “bisogna includere anche le persone che non la pensano come te, invece lui prima della direzione di ieri ha rilasciato un’intervista al Financial Times dicendo che la minoranza non conta niente e lui se ne frega. Sbaglia la minoranza del Pd ad accettare lo scontro su questo terreno. Bisogna tornare ad essere un po’ novecenteschi su questo. Credo che ci vorrebbe un po’ di umilta’, il senso della misura che ad esempio ha dimostrato la Appendino a Torino, che si e’ messa subito li’ a lavorare su dei dossier molto delicati. Il M5S in questo senso incarna il neorealismo. Oggi c’e’ la democrazia del pensiero unico in cui la scelta e’ limitata ai candidati che dovranno rappresentare quel pensiero unico”.