crescita

“Siamo l’unico paese che cresce dell’1,8% senza un euro di contributo al Pil dai lavori pubblici. Perché da un anno e mezzo purtroppo non ci sono investimenti in questo senso, è tutto bloccato. È una ripresa fatta tutta dalle imprese. E dato che il lavoro lo creano le imprese la politica deve incentivarle quanto più possibile. Il reddito di cittadinanza è una grande stupidata, perché se io ho un euro da spendere lo devo investire sul lavoro. E se ho 600 milioni o un miliardo, tanto ci costerebbe non adeguare l’età della pensione il prossimo anno, è meglio che li usi ad esempio con la decontribuzione per le aziende che, oltre ai giovani, assumono reintroducendoli nel mondo del lavoro gli over 50 che ne sono stati espulsi”. Lo ha dichiarato, intervenendo a Coffee Break, Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

La stabilita’ e la crescita del nostro Paese “non dipendono da questa o quella situazione politica”, ma “sono basate sulla capacita’ e sul lavoro”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni all’inaugurazione dell’ampliamento del polo industriale della Icr di Lodi. Quelli dell’azienda di cosmetici sono stati “investimenti giusti, tanto che in due anni sono venuti due diversi premier”. “La stabilita’ e la crescita del Paese vanno al di la’ di questa o quella situazione politica, sono basate sulla capacita’ e sul lavoro” ha detto Gentiloni.

“Non possiamo accettare dalla tecnocrazia europea misure che rischierebbero di deprimere la crescita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Bruno Vespa per il suo libro ‘Soli al comando’ in uscita il 3 novembre da Mondadori Rai Eri.
Vespa chiede al presidente del Consiglio se non abbia la sensazione che con le pressioni a freddo sui crediti deteriorati delle banche,i tedeschi vogliano metterci in difficolta’. <>. E allora perche’ si insiste? “Perche’ il mantra della tecnocrazia europea e’ la prevenzione dei rischi, l’angoscia degli accantonamenti, anche se noi stiamo procedendo rapidamente allo smaltimento dei crediti deteriorati rimasti. Sono calati del 25 per cento negli ultimi nove mesi. Non possiamo percio’ accettare misure che rischierebbero di deprimere la crescita>>.

“Il dato della disoccupazione sotto l’11 per cento e’ di particolare importanza. Siamo consapevoli che le statiche non risolvono le cose, ma responsabilita’ e serieta’ ci portano sulla giusta strada. La politica deve stare sulle cose concrete”. Lo ha detto il portavoce della segreteria Pd Matteo Richetti, a margine di un’iniziativa dedicata alla ‘generazione Millennials’. Il governo Gentiloni si é impegnato sul fronte della crescita e della lotta alla disoccupazione. Le forze di opposizione contestano queste cifre soprattutto sul piano dei contratti che sarebbero a tempo determinato.

“Non siamo piu’ in recessione, l’Italia cresce da fine 2014 dopo anni di recessione importante che ha portato via il 10% di Pil e ha lasciato ferite strutturali. Le previsioni di crescita sono incoraggianti e migliori, a sentire il Fmi. Bisogna camminare su quello che io chiamo il sentiero stretto in cui bisogna evitare di aumentare il debito e allo stesso tempo non soffocare la crescita, intonazione politica economica deve tener conto di queste due cose, ma deve essere anche in stretto collegamento con le riforme strutturali”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a Repubblica delle Idee, a Bologna.

“Nonostante i segni di miglioramento, è chiaramente troppo presto per dichiarare vittoria” sul fronte dell’inflazione e anzi “al momento c’è ragione per essere cauti nel valutare quanto le prospettive d’inflazione si siano stabilizzate”. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, a una conferenza a Francoforte, aggiungendo che “la continuazione del sostegno (monetario, ndr) è fondamentale” per sostenere la dinamica dei prezzi. Il presidente della Bce sottolinea comunque che “la ripresa sta migliorando e guadagnando forza”. “La ripresa – evidenzia – sta traendo spinta da un circolo virtuoso fra consumi in rialzo, crescita dell’occupazione e redditi da lavoro”. “La crescita nominale ora sta aiutando” a ridurre il debito, e praticamente per la prima volta dall’introduzione dell’euro “la spesa sale mentre l’indebitamento scende”, ha detto Draghi spiegando che per “il contributo della crescita nominale è sempre stato decisivo per il successo” del ‘deleveraging’, cioè della necessaria riduzione di un debito eccessivo.

l 2017 sarà particolarmente delicato per l’economia siciliana, che dovrebbe essere contraddistinta da una fase di ulteriore indebolimento della domanda. E’ la previsione contenuta nel 46esimo Report Sicilia, il Rapporto sull’economia dell’Isola del Diste Consulting, presentato oggi a Palermo dalla Fondazione Curella. Il tasso di crescita del prodotto interno lordo, infatti, non dovrebbe andare oltre lo 0,5 per cento (+0,7 per cento il dato dell’Italia), dopo l’aumento medio annuo dell’1,5 per cento del biennio precedente. Sul mercato del lavoro, la tendenza alla diminuzione dell’occupazione emersa nell’estate scorsa dovrebbe proseguire nella prima parte dell’anno, per poi riportare spunti migliorativi. “La domanda di lavoro manterrà una sostanziale stabilità – spiegano dal Diste consulting -, con nuove flessioni in agricoltura e nelle costruzioni bilanciate dagli aumenti attesi per l’industria e i servizi. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 22,5 per cento, anche perché l’urgenza d’integrare i magri bilanci familiari indurrà un discreto numero di inoccupati a entrare nel mercato del lavoro per cercare attivamente un impiego”. Saranno fiacchi i consumi delle famiglie. Il 2017 dovrebbe chiudersi, secondo le previsioni, con un +0,6 per cento, lievemente inferiore all’anno passato, dovuto al ristagno dell’occupazione e del reddito disponibile, al progressivo rincaro dei prodotti energetici e al contenimento del potere d’acquisto. Gli investimenti fissi conserveranno un profilo di crescita stentata (+1,7 per cento).

“Italia e Grecia hanno una visione comune dei problemi della comunita’ internazionale e la vicinanza fa emergere comuni interessi strategici. Siamo legati dall’essere partner dell’Ue, ma abbiamo anche la stessa visione per il presente e il futuro. Siamo convinti che l’Ue debba dare primaria importanza alla crescita e all’occupazione e occuparsi delle prospettive dei giovani dei nostri paesi”. Cosi’ il presidente della repubblica Sergio Mattarella, parlando con il presidente della Repubblica Greca, Prokopis Pavlopoulos, nel corso di un incontro, trasmesso in diretta tv.

Stime di crescita dell’economia: il governo rivede le sue previsioni. I dati non sono cosi incoraggianti come si pensava. “L’economia italiana sta crescendo non così velocemente come vorremmo. Le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il Governo rilascerà ad ottobre”. Così ha anticipato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo all’Euromoney Conference. Il settore delle banche “si sta muovendo nella giusta direzione e la mia idea è che i numeri sugli Npl in Italia sono esagerati”. Padoan sottolinea come gli Npl siano “concentrati in un certo numero di banche”. Padoan rileva inoltre nel suo intervento all’Euromoney Conference che “ci vuole un po’ di tempo per tornare alla normalità, non lo dico io, lo dice anche la Bce”. “La riforma del Senato renderà più celere e efficace il processo legislativo oltre a ridurre i costi della politica. Votare sì, non solo riduce i costi ma semplifica la macchina pubblica”, sottolinea il ministro dell’economia. Si preannuncia un autunno molto ‘caldo’ per il governo, alle prese con molti dossier aperti e di difficile soluzione.

“Il taglio della spesa pubblica in Italia ha contribuito alla minore crescita rispetto ad altri Paesi. L’obiettivo principale della revisione della spesa e’ l’eliminazione degli sprechi per usare le risorse in modo produttivo. Insomma, e’ importante soprattutto spendere bene. Da quest’anno, con la nuova legge di bilancio, la spending review diventa di fatto permanente perche’ sara’ possibile rimettere in discussione scelte fatte in passato e ridurre il trascinamento inerziale della spesa come accadeva in passato”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato da Il Messaggero. “Si tratta di ridefinire le priorita’ dell’Europa, che devono essere sempre piu’ gli investimenti per creare occupazione e inclusione sociale. L’Italia ha posto queste priorita’ nel suo semestre di presidenza nel 2014; ora il consenso e’ cresciuto e questi temi riconquistano spazio. Ma la battaglia e’ politica e il nostro non mi sembra un approccio timido. Se ne e’ parlato anche durante il recente vertice italo-tedesco”.