Dalai Lama

“Le cose stanno cambiando anche in Cina, benche’ ci sia lo stesso regime comunista. Durante la rivoluzione culturale cinese furono distrutte tutte le tracce di religioni, incluso il buddhismo. Adesso c’e’ una rinascita velocissima delle religioni. Oggi e’ il luogo con piu’ buddisti del mondo: sono 400 milioni”. Lo ha detto il Dalai Lama, a Palermo durante la conferenza Conferenza sull'”Educazione alla Gioia”, al Teatro Massimo. “A livello governativo chi governa e’ ancora di mentalita’ molto limitata – ha aggiunto – Noi tibetani non cerchiamo indipendenza e separazione, noi ammiriamo lo spirito della Comunita’ Europea perche’ l’interesse comune e’ molto piu’ importante dell’ interesse individuali”.Anche l’uso sbagliato della religione puo’ essere distruttivo. Denominare un certo tipo di religione come terrorismo e’ sbagliato. Il terrorismo è qualcosa che fa male agli altri e se fa male agli altri, non sei più buddista, non sei più musulmano o ebreo. Un vero musulmano mai uccide, un vero buddista mai uccide”. Lo ha ribadito il leader spirituale Dalai Lama parlando del terrorismo islamico.

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, è atterrato questa mattina all’aeroporto Fontanarossa di Catania dove è stato accolto dal sindaco del capoluogo etneo Enzo Bianco e dal primo cittadino di Messina Renato Accorinti. Il leader spirituale del Tibet e Premio Nobel per la Pace, nel suo tour italiano di cinque tappe, sarà domani al Teatro Antico di Taormina, domenica 17 settembre al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e lunedì 18 settembre al Teatro Massimo di Palermo. Poi farà tappa a Firenze e Pisa. Domani, al Teatro Antico di Taormina, si svolgerà la cerimonia di conferimento dell’onorificenza della Città metropolitana di Messina al Dalai Lama, in qualità di “testimone di pace e solidarietà nel mondo e come riconoscimento del suo impegno a favore del dialogo, della pace e del suo messaggio di fratellanza universale, teso all’affermazione dei valori di libertà, di nonviolenza e dei diritti umani”. Dalle 9.30 alle 12, Sua Santità terrà due lezioni: ‘La pace è…l’incontro tra i popoli. Una opportunità per l’evoluzione dell’umanità’ e ‘In cammino verso la saggezza e la felicità attraverso la meditazione’. Domenica 17, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dalle 9 sino alle 11.30, il Dalai Lama riceverà il premio ‘Costruttori di pace, giustizia e nonviolenza – Città di Messina’ e terrà due lezioni su ‘Etica compassionevole e interdipendenza’ e ‘L’attività educativa e l’addestramento della mente; la via più efficace per lo sviluppo delle coscienze’.

Il Dalai Lama sara’ a Firenze per l’inaugurazione della terza edizione del Festival delle Religioni. Tenzin Gyatso, la piu’ importante autorita’ buddista, sara’ in citta’ il 19 settembre per un incontro pubblico che si svolgera’ al Nelson Mandela Forum. Un evento di straordinaria importanza, che segna il ritorno del Dalai Lama nel capoluogo fiorentino a 18 anni di distanza dalla visita del 1999. L’incontro con il Dalai Lama dal titolo ‘La liberta’ nella regola’ si terra’ alle 9, sara’ moderato dalla presidente Rai Monica Maggioni e vedra’ la presenza del fondatore della Comunita’ ecumenica di Bose Padre Enzo Bianchi, dell’imam di Firenze e presidente dell’Unione delle Comunita’ islamiche d’Italia Izzedin Elzir e del giurista Joseph Weiler, gia’ rettore dell’Istituto universitario europeo. All’incontro mattutino seguira’ alle 13.30 un public talk con il Dalai Lama dal titolo ‘La pace attraverso l’educazione’ organizzato dall’Istituto buddista Lama Tzong Khapa di Pomaia, il quale cura l’organizzazione dell’intera giornata fiorentina della massima autorita’ spirituale del Buddhismo tibetano, al quale partecipera’ anche la Regione.

“Per quanto mi riguarda, il Dalai Lama non ha un’importanza politica ma la continuita’ del Dalai Lama sembra diventata molto importante per i cinesi, che sono piu’ preoccupati per il Dalai Lama di quanto lo sia il Dalai Lama per il Dalai Lama stesso”: lo ha detto la massima autorita’ spirituale del buddismo tibetano, incontrando questa mattina l’Arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola. Tenzin Gyatso ha ricordato che “dal 1969 ho detto chiaramente che l’istituzione del Dalai Lama, vecchia di 4 secoli, dipende dal volere dei tibetani. Nel 2011 inoltre mi sono ufficialmente ritirato da tutte le attivita’ politiche: da quattro secoli a questa parte il Dalai Lama era il capo politico e spirituale del Tibet, ora non e’ piu’ cosi’, il nostro popolo elegge il nostro leader”. Per quanto riguarda le preoccupazioni cinesi per la prossima reincarnazione del Dalai Lama, per Tenzin Gyatso si tratta di “una contraddizione interna del partito comunista cinese, che non ha fede religiosa”. Nel suo discorso il Dalai Lama ha citato anche Enrico Berlinguer, “un comunista che aveva tanto rispetto della religione che ogni domenica portava sua moglie in auto in chiesa. Un gesto che ho apprezzato molto”. Ai cinesi il Dalai Lama ha mandato un messaggio: “Se siete tanto preoccupati per la reincarnazione del Dalai Lama, dovreste prima accettare il sistema della reincarnazione e poi pensare alla prossima reincarnazione di Mao Tse Tung e Den Xiaoping”.