ddl concorrenza

Il governo ha incassato la fiducia del Senato con 146 si’, 113 no e nessuno astenuto sul ddl concorrenza. Il via libera e’ arrivato sul testo tornato con modifiche dalla Camera ed è dunque definitivo.
“Dopo un iter travagliato di quasi tre anni è un importante segnale di serietà per il Paese. La legge introduce significative novità in tema di assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dopo l’approvazione della Legge per la concorrenza. “Il MISE – ha aggiunto – è fin d’ora al lavoro per definire nei tempi più brevi possibili tutti i decreti attuativi necessari per la piena efficacia della legge. Nel futuro occorrerà comunque ragionare sull’opportunità di procedere con un approccio settoriale eventualmente mediante decreti legge elaborati tenendo conto delle indicazioni dell’Antitrust”.

“Chi si occupa di lavori parlamentari come Ettore Rosato dice che si può fare in pochi giorni, quindi mi fido delle parole di Rosato, e auspico che il provvedimento sia licenziato quanto prima, sicuramente entro l’estate come detto”. Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, parlando del ddl concorrenza all’assemblea annuale di Confindustria Firenze. “E’ un provvedimento di cui abbiamo bisogno assolutamente e al più presto possibile. Il Senato aveva cambiato in modo radicale il provvedimento, c’erano alcuni punti che credo fossero comprensibili: che una società di odontoiatri debba avere degli odontoiatri mi sembra difficile da contestare”, ha aggiunto Scalfarotto. Sul passaggio parlamentare, Scalfarotto ha affermato: “Se il 4 dicembre avessimo fatto altre scelte, in Parlamento il ddl concorrenza sarebbe legge da tempo: dato che il popolo sovrano ha detto no dobbiamo fare la ‘fatica della politica”.

“Il disegno di legge sulla concorrenza votato al Senato di competitività ha solamente il nome: le norme in questione infatti sono un grande regalo alle multinazionali ed uno schiaffo ai giovani farmacisti italiani”. Lo dichiara il presidente della Federazione nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta. “Il ddl ignora del tutto la questione dei farmacisti delle parafarmacie e di fatto sostituisce una lobby, quella di Federfarma, con quella delle multinazionali”, precisa Gullotta. “Il professionista italiano, il giovane laureato, invece di essere incentivato ed aiutato, viene umiliato e tutto questo a dispetto dei continui proclami a favore dei laureati italiani e contro la fuga di cervelli all’estero: in un contesto di non libertà professionale come quello che vivono i farmacisti italiani, introdurre un attore forte come le grandi multinazionali vuol dire di fatto distruggere una professione”. La Fnpi si aspetta adesso che la politica si attivi per i farmacisti delle parafarmacie, che rischiano di essere schiacciati dalle multinazionali. “In pole position devono essere messi i posti di lavoro a rischio”, conclude Gullotta: “Auspichiamo che la classe politica tenda la mano alle migliaia di giovani farmacisti i cui posti di lavoro sono a rischio”.

“L’apertura dei mercati e’ un determinante fattore competitivo dell’economia di un Paese e il merito dei governi Renzi e Gentiloni e’ di avere difeso, per quanto e’ stato possibile, la proposta di legge sulla concorrenza, nel suo lungo e faticoso iter parlamentare, dai veti di corporazioni interessate a proteggere rendite storiche e ingiustificabili a danni dei consumatori e della competitivita’ delle imprese. Quella che ora giunge al voto del Senato non e’ la migliore delle leggi possibili, ma per la prima volta da’ corso a una previsione legislativa – quella di una legge annuale sulla concorrenza, che recepisca le segnalazioni dell’Antitrust su norme o misure che riducono la competizione sul mercato dei beni e dei servizi – che dal 2009 non aveva mai trovato concreta attuazione”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “La crescita e l’occupazione si giovano anche della concorrenza e dell’apertura dei mercati. Un ennesimo stop o un’ennesima marcia indietro imposti dai partiti di maggioranza sarebbero un errore, che smentirebbe l’impegno riformatore di questo e del precedente governo e – conclude Della Vedova – l’ottimo lavoro svolto finora, con apprezzabile sensibilita’ politica, dal Ministro Calenda”.