ddl penale

“Il confronto sul ddl relativo al processo penale è molto acceso e molti temi sollevati dalle Camere Penali sono condivisibili. A partire dalle obiezioni sulla riforma della prescrizione, che porta con sé molti interrogativi”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, con delega alla Famiglia, Enrico Costa, a Rimini a margine del III Open Day dell’Unione Camere Penali Italiane. “È liberale – ha domandato Costa – uno Stato che può tenere il cittadino a processo in ‘perpetuo’? Può essere considerata liberale una norma che scarica sul cittadino le inefficienze del sistema, le carenze organizzative e i ritardi?”. Ed ha aggiunto: “È liberale un provvedimento che consente di emettere una sentenza definitiva anche dopo 18 o 20 anni dal fatto, con buona pace delle persone offese o di chi, dopo tutti quegli anni, viene riconosciuto innocente? Dal 1992 25mila persone ad oggi hanno ottenuto la riparazione per ingiusta detenzione. Ha concluso Costa: “Su queste domande saremo chiamati a confrontarci da martedì”.

Seconda astensione, da oggi a venerdì, dopo quella tenutasi a marzi, indetta dall’Unione Camere penali italiane. La Giunta dell’Ucpi lo ha deciso in una nuova delibera in cui si spiegano le ragioni della decisione. “Nonostante le molteplici e convergenti critiche sollevate nei confronti del voto di fiducia in Senato – si legge nella delibera -, sul disegno di legge di riforma in materia penale, che ha impedito la necessaria discussione sulle molteplici questioni controverse ed in particolare sulla riforma della prescrizione e sull’estensione dell’istituto del processo a distanza, il Governo si appresta a riproporre il voto di fiducia anche alla Camera”. Per i penalisti “occorre, dunque, richiamare il Governo alla responsabilità politica di tale scelta, che finirebbe con il ribadire in maniera definitiva e irreversibile un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare, su interventi normativi che, non solo deprimono le garanzie del processo, ma anziché aumentare le garanzie processuali ed abbreviare la durata dei processi, comprimono i diritti degli accusati e rendono i processi interminabili”.