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“Vi ricordate la Mussolini quando rimproverava a Bassolino, allora candidato sindaco di Napoli e suo avversario, di aver fatto crollare la Borsa? Fu la prima bufala nel genere, capitava 25 anni fa. Ecco, da ieri la panzana gira di nuovo. Stavolta le fibrillazioni sarebbero causate dalla legge elettorale, anzi dalla soglia di sbarramento che impedisce la frammentazione della rappresentanza politica nelle istituzioni. Ora, voler esprimere punti di vista diversi su un tema cosi’ delicato e’ assolutamente legittimo, ma usare movimenti finanziari per “spaventare” il confronto e’ davvero troppo. Tant’e’ che oggi la Borsa italiana torna leggermente positiva, mentre Parigi e Madrid restano in rosso (evidentemente ancora spaventate dall’effetto 3% sulle elezioni italiane) e Francoforte e’ in parita’. Chi teme le elezioni dovra’ inventarsi altro”. Cosi’ in un Post su Fb di Ettore Rosato, presidente deputati Pd.

”Non c’è nessuna trattativa in corso sulle liste in vista delle politiche. Dopo il 4 dicembre abbiamo posto un tema di cambio della linea politica, non certo di spartizione di posti. E continuiamo a pensare che il tema non è la data del voto, ma quello che si fa per il Paese, per cambiare la linea politica appunto”. Il deputato della minoranza Dem, Nico Stumpo, smentisce all’Adnkronos trattative tra renziani e bersaniani per isolare Massimo D’Alema e gli scissionisti. Ma avverte il segretario del Pd sul nodo dell’Italicum: ”Ora bisogna lavorare per trovare la migliore legge elettorale in Parlamento. Con gli ultimatum abbiamo perso tutto, dalle amministrative di Roma alle riforme votate a maggioranza con la fiducia”. ”Quanto al merito della legge elettorale -sottolinea Stumpo- non si può liquidare la questione con una battuta ‘se prima non è andato bene l’iper maggioritario e ora non va bene l’iperproporzionale, allora non va mai bene nulla…’. In realtà, tra i due sistemi, uno troppo sbilanciato in un verso, l’altro che non garantisce la possibilità di creare un governo, può esistere una linea di mezzo, che tenga conto della rappresentatività e della governabilità, rendendo omogenee le leggi elettorali per la Camera e il Senato”. Il deputato bersaniano non vuol farsi coinvolgere dal tormentone scissione sì, scissione no e chiarisce che non si può andare alle urne senza celebrare un Congresso e fare le primarie. “Il tema -spiega- non è se c’è qualcuno che lavora alla scissione. Ma se c’è un gruppo dirigente che vuol rinunciare all’impianto culturale originario del Pd e si scinde dal partito”.