emailgate

“E’ molto strano annunciare una cosa del genere con così poche informazioni proprio alla vigilia delle elezioni: infatti non è solo strano, è senza precedenti e profondamente preoccupante”. Così Hillary Clinton ha attaccato duramente, in un comizio, la notte scorsa in Florida, la scelta del direttore dell’Fbi, James Comey, di annunciare venerdì scorso la decisione di riaprire l’inchiesta sul Mailgate dopo il ritrovamento di nuove mail, senza però fornire ulteriori dettagli. Rientra cosi in gioco, nonostante il gap maturato, il magnate Trump, ma non sembra che la sua rincorsa sulla Clinton possa avere esito positivo, a meno che non si scoprano altri scandali, piu’ o meno pilotati.

Ancora incubo ‘Emailgate’ per Hillary Clinton, candidata democratica alla Casa Bianca alle presidenziali 2016. Il direttore dell’Fbi, James Coley, ha comunicato in una lettera ai membri del Congresso che verranno riaperte le indagini per controllare nuove mail dell’allora segretario di Stato con l’obiettivo di verificare se contenevano materiale classificato. Comey ha precisato che l’Fbi non può ancora dire se le email “possono essere significative”. Lo scambio di comunicazioni è stato scoperto in una vicenda non collegata alla precedente. A luglio, dopo un’indagine su oltre 30.000 e-mail, l’Fbi aveva deciso di non chiedere l’incriminazione della Clinton per l’utilizzo dell’account privato di posta elettronica al posto di quello governativo, mentre era segretario di Stato, a scopo professionale. L’Fbi riscontrò solo “gravi leggerezze” e il dipartimento di Giustizia archiviò il caso. La decisione di riaprire l’indagine è stata annunciata a 11 giorni dalle elezioni statunitensi.

Hillary Clinton è ancora alle prese con la vicenda “emailgate”. Un giudice federale statunitense ha ordinato al Dipartimento di Stato americano di pubblicare altre 15 mila email che l’Fbi ha raccolto nel corso della sua indagine sull’ex segretario di Stato. La vicenda è nota come “emailgate”, ovvero il fatto che un segretario di Stato, in questo caso la candidata alla presidenza della Casa Bianca per i democratici, ha usato un server privato per inviare posta elettronica anche per la corrispondenza professionale. Il Dipartimento sta esaminando le email per verificare che non contengano informazioni sensibili o private. Secondo il New York Times, le email di lavoro dovranno essere pubblicate da ottobre, poche settimane prima del voto previsto per il prossimo 8 novembre.