Emiliano

“Do un consiglio a Renzi: facciamo le primarie in Sicilia. Sta sostenendo un candidato che non conosce, non ha scelto e ci porterà a perdere se imposto dall’alto”. Lo afferma Michele Emiliano, il governatore della Puglia, uno dei leader della minoranza dem, in una intervista a Repubblica. “Ma non spero in un flop di Renzi in Sicilia – aggiunge – perché in questo modo perdiamo tutti”. “Non capisco – sottolinea Emiliano – perché non facciamo le primarie in Sicilia, visto che non abbiamo un candidato così prevalente. Mandiamo in giro i militanti, coinvolgiamo i simpatizzanti. A Renzi do questo suggerimento: organizzi le primarie, e salvi anche se stesso. Perché imporre un candidato che divide il centrosinistra, dal momento che pezzi di sinistra non lo votano? Dobbiamo tenere insieme tutti invece, dalla sinistra al centro e provare a vincere”. Quanto a Giuliano Pisapia, Emiliano osserva: “Pisapia deve decidere se stare con Renzi o con D’Alema. Io penso che una sinistra che si dibatte su questo dilemma è messa male”.

Il procedimento in corso al Consiglio Superiore della Magistratura contro il governatore della Puglia, Michele Emiliano, è stato sospeso e gli atti sono stati inviati alla Corte Costituzionale. E’ quanto ha deciso la sezione disciplinare del Csm. Emiliano, magistrato in aspettativa, è sotto accusa per essersi iscritto a un partito e aver fatto attività politica. La Consulta dovra’ verificare la legittimita’ costituzionale della norma che prevede come illecito disciplinare per un magistrato, anche se fuori, l’iscrizione ad un partito politico.

“Il mio risultato alle primarie? Mi sento ‘esistente’, nel senso che prima non esistevo, non avevo nessun ruolo politico nazionale, non avevo una rete in giro per l’Italia. Siamo partiti da 21mila tesserati e siamo diventati 200mila dopo le primarie: per cominciare, mi pare un buon numero”. Lo dice Michele Emiliano ospite del programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’. Fare la guerra nel Pd? “Quello e’ stato un titolo un po’ forzato di Repubblica, che abbiamo chiarito. Noi pero’ rimaniamo distinti da Renzi e dalla sua idea della politica. Rimaniamo vigili. Se il segretario ha capito la lezione e ha capito come si rimane in contatto con gli italiani, noi ci collaboreremo lealmente”. In caso contrario? “Se viceversa – ha detto Emiliano – il suo unico scopo sara’ quello di imitare Forza Italia, cercheremo di correggerlo”.

Le primarie del Partito Democratico in dirittura d’arrivo. L’esito appare scontato e non é solo un fatto di sondaggi e di analisi del voto. Ciò che appare chiaro a tutti gli elettori del Pd é l’assurdità di una contesa che fa registrare una legittimazione dell’ex Matteo Renzi e la timida apparizione, in controluce, di Andrea Orlando come possibile antagonista. Michele Emiliano, altro sfidante, gli elettori devono ancora capire cosa sia rimasto a fare nel Pd, dopo essersi accertato che gli altri – D’Alema, Speranza, Bersani, Rossi ecc… se ne fossero andati altrove. Voleva rimanere da solo a rimproverare Matteo e cosi é stato. Si prevede una scarsa affluenza ed é comprensibile che sia cosi: questo dibattito interno per la leadership non ha entusiasmato e Renzi appare non avere avversari di rango. Onore al merito: il Pd rimane l’unica formazione che celebra i suoi riti e le sue liturgie e in questo contesto non é roba da poco. Se vincerà Renzi, il percorso sarà quello conosciuto. Se dovesse vincere uno degli altri due, non é difficile immaginare un’altra scissione o qualcosa che vi assomiglia.

“Continueremo a essere scomodi, critici, insopportabilmente sinceri. Saremo la coscienza critica del Pd dell’Italia e, se dovessimo essere chiamati a governarla, lo faremo a modo nostro, con imparzialita’ ed efficienza. Senza accettare finanziamenti che limitino la nostra liberta’ o ci costringano a essere inosservanti delle regole e del rispetto del principio di lealta’”. Cosi’ Michele Emiliano, in una lettera agli iscritti del Pd. “La bella politica – aggiunge – e’ possibile. Noi intendiamo riportarla dentro il nostro partito. II 30 aprile cominciamo la nostra battaglia. Che si fermera’ solo quando avremo vinto. Con il vostro aiuto la nostra vittoria potrebbe essere piu’ vicina di quanto noi tutti possiamo immaginare”.

“Concepiamo una politica basata sul noi, senza leader onnicomprensivi e personalistici. Quello che e’ certo e’ che noi siamo l’unica vera alternativa al renzismo che in questi mille giorni di governo ha dovuto purtroppo arrendersi difronte ai propri fallimenti”. E’ quanto ha affermato oggi a Caltanissetta, Michele Emiliano, candidato alle primarie del Pd. “Mettiamo in campo”, ha proseguito Emiliano, “una squadra ampia che conosce l’Italia, che da’ spazio alle autonomie, alla provincia di Bolzano e di Trento come alla Sicilia che hanno esigenze analoghe di autonomie da Roma che pero’ al momento opportuno deve diventare sostegno da parte del governo quando c’e’ questa necessita’. Abbiamo una pubblica amministrazione che costa moltissimo, che non offre servizi a sufficienza e non assume neanche i giovani validissimi che prepariamo e sui quali investiamo tantissimo. Basta un piccolo fallimento iniziale per bruciare un’intera vita di un giovane imprenditore e negli altri Paesi non funziona cosi’. Qui basta saltare il pagamento di qualche cambiale e si perde la credibilita’ bancaria. Dobbiamo ricostruire una cultura del lavoro, dei dipendenti che si sono sentiti traditi dal Pd e questo va ricostruito perche’ noi siamo il partito del lavoro”.

“Qualche anno fa il Pd pensava al merito delle persone. Dove e’ andato a finire l’articolo 3 della Costituzione? Nei cerchi magici e nella selezione delle persone per appartenenza geografica”. Lo ha detto Michele Emiliano alla presentazione delle sede romana della mozione.

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che domani presenta la mozione per le primarie Pd, in una lettera a Repubblica, commenta l’appello di Sergio Chiamparino e Giuseppe Sala a Matteo Renzi a cui chiedono di “cambiar mare per restare capitano” e li invita a “riflettere sulle capacità dell’ex capitano a cui avete inviato il vostro ultimo Sos. Una serie clamorosa di errori: la riforma della pubblica amministrazione viene bocciata dalla Consulta; la riforma della Scuola ha prodotto uno dei più grandi pasticci degli ultimi vent’anni tra gli insegnanti nonostante le risorse stanziate. La riforma delle banche popolari è stata bloccata dal Consiglio di Stato e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: le banche sotto la soglia dell’attivo di 8 miliardi, definita inadeguata da numerosi esponenti del Governo, non si aggregano più e sul diritto di recesso piovono ricorsi da tutta Italia. Sul Jobs act sono state spese energie incredibili e il risultato è deludente: le assunzioni del 2015 erano il frutto della decontribuzione fiscale piena di oltre 8mila euro l’anno a lavoratore. Terminato lo sconto fiscale pieno si è arrestato il processo virtuoso. Sul campo resta semplicemente l’abolizione dell’art. 18. E poi bonus su bonus. Oltre alla decontribuzione sul lavoro diversa tra 2015, 2016 e 2017 (a proposito nella mia mozione ci sarà la decontribuzione strutturale perché le imprese vogliono certezze per sempre e non bonus), il precedente governo ha proceduto con bonus estemporanei e non strutturali ai diciottenni, bonus per i neonati, bonus con gli 80 euro. Che politica economica è quella dei bonus? Noi siamo il partito dei diritti, noi siamo il partito che mette al centro la persona e Sala e Chiamparino come le migliaia di amministratori italiani lo sanno perché vivono in trincea e devono rispondere in tempo reale ad ogni bisogno. Carissimi Sergio e Giuseppe, avete chiesto l’impossibile, cioè di cambiare il mare a chi ha già dimostrato di non conoscerlo neppure provocando persino una dolorosissima scissione da tanti nostri compagni”.

“Il Pd e’ diventato il partito dell’io, le tessere servono a dimostrare la forza di qualcuno sopra qualcun altro, una roba che non ci porta da nessuna parte”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, ospite di “in mezz’ora” su Rai Tre. “Vorrei riportare il Pd al suo progetto iniziale, della trasparenza, dell’onesta’, vorrei fossimo il partito del noi – ha aggiunto Emiliano – Martina con il ticket lo ha ricordato a Renzi”.

“Io avevo capito che il Pd stava cadendo in un sistema di potere e mi sono candidato anche per contrastare questo modello di partito, da cui ho preso le distanze gia’ dai tempi dell’Ilva e del Tap. C’e’ stata una grande opacita’ che, anche se fosse chiarita, mostrerebbe comunque una rilassatezza su aspetti importanti. Il Pd deve tornare a essere un partito di onesta’ e trasparenza. La politica arbitra, non gioca”. Cosi’, sul Corriere della Sera, il governatore della Puglia e candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, sulla vicenda Consip, per il quale “il Pd ha vissuto una deriva. Ha abbandonato i deboli, ma anche tanti imprenditori. Il Pd di Renzi ti lascia solo quando sei debole e ti cerca quando sei forte”. Sulla mozione di sfiducia al ministro Lotti, dice: “Se fossi in Parlamento il Pd non si farebbe portare a rimorchio della mozione di sfiducia, ma interverrebbe a tutela di se stesso, del Paese e del governo. Non ci si deve preoccupare tanto di Lotti, quanto di Gentiloni. Chi e’ coinvolto direttamente deve essere piu’ generoso verso il partito che verso se stesso”. Per Emiliano non c’e’ la necessita’ di rinviare le primarie e osserva: “temo che il rinvio del congresso sarebbe la fine del Pd, perche’ dovremmo ammettere la crisi politica e morale del partito. Se anche uno o piu’ candidati fossero in difficolta’, il congresso non si puo’ bloccare. Anche perche’ il Pd non e’ un partito personale. Dobbiamo tirare fuori il congresso dalle indagini”.