Esecutivo

Sarebbe “singolare” se il Partito democratico lavorasse non per ma contro l’attuale governo: cosi’ alla DIRE il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, sulle prospettive per l’esecutivo di Paolo Gentiloni dopo l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd. “Credo – sottolinea Della Vedova – che e’ nell’interesse del Paese e delle forze politiche che sostengono Gentiloni, a partire dal Pd, che il governo faccia bella figura e continui a lavorare, per altro sulla scia riformatrice dei tre anni precedenti, portando a casa il piu’ possible provvedimenti e riforme”. Secondo il sottosegretario, per conoscere le intenzioni di Renzi bisognerebbe “chiedere a lui”. Possibile, pero’, un giudizio di fondo: “Troverei singolare che la principale forza politica lavorasse non perche’ il governo faccia bella figura ma perche’ finisca”.

“Non c’e’ nessuna qualificazione possibile per un governo, non di scopo, non di unita’ nazionale. Un governo e basta. E chi deve fare la proposta e’ il Pd. Il governo deve essere fatto presto e da subito deve essere messo in grado di operare, aprendo lo spazio ad altre forze politiche di sostenerlo”. Cosi’ il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio, al termine delle consultazioni con il capo dello Stato. “Abbiamo condiviso la necessita’ di giungere a un momento elettorale che abbia sistemi coerenti tra loro, e tali da consentire la navigazione nel nuovo tempo della politica italiana in condizione plausibile e non nel caos – ha aggiunto -. Abbiamo posto la preoccupazione di un paese che soffre, l’Istat ci ha messo sotto gli occhi dei dati drammatici, il 27% degli italiani e’ in condizione di poverta’ o vicino alla poverta’. Questa e’ la grande urgenza del Paese, in particolare per il Meridione. E alla gente interessano i gesti concreti”. “C’e’ poi il problema serio delle banche, oltre a quello di recuperare un canale di comunicazione giusto e corretto con le istituzioni europee – ha proseguito Pisicchio -. E abbiamo posto al presidente Mattarella la preoccupazione forte di creare una ricongiunzione, una riappacificazione, una ripresa di dialogo civile in un contesto politico in cui 7 mesi di campagna elettorale hanno creato divaricazioni troppo forti. Una faglia aperta nel paese, per cui abbiamo il dovere di trovare toni, modi e impegni tali da chiudere e ricondurre a una dialettica in una clima accettabile”.