Esposito

“Il caso Cassimatis smentisce, se mai ve ne fosse bisogno, le millanterie di Di Maio. Anche quando i cittadini decidono una cosa, nella segrete stanze della Casaleggio se ne fa un’altra. Nessuna democrazia ma solo un controllo assoluto sui parlamentari per lucrosi click. Come spiegano i 5 stelle il fatto che la piattaforma gestita da un privato usi i soldi pubblici dei parlamentari? Vi e’ una commistione tra politica e interessi commerciali sempre piu’ evidente. Gli iscritti politici vengono usati per fini commerciali? Servono come massa contrattuale per avere pubblicita’? E i ricavi a chi vanno? Al movimento? All’azienda milanese? Un intreccio laocoontico poco chiaro e che fa molto male alla democrazia”. Cosi’, in una nota, Stefano Esposito, senatore Pd.

“Le dichiarazioni dei senatori di Mdp che accostano Mussolini al presidente Gentiloni sono molto pericolose. La verita’ e’ che ormai, in vista delle elezioni politiche, tutto e’ diventato sacrificabile sull’altare della propaganda e del populismo e in questa nuova fase anche le frasi piu’ indecenti rischiano di passare sotto silenzio. Ancora una volta, ci saremmo aspettati simili toni dal Movimento 5 Stelle, non da un partito che ha fatto parte della maggioranza di Governo. Purtroppo dovremo abituarci anche a questo”. Lo afferma il senatore del Pd Stefano Esposito.

Il senatore Giuseppe Esposito lascia il Nuovo Centrodestra, partito di Alfano. “Ormai da mesi il percorso intrapreso dal Nuovo Centrodestra e da Angelino Alfano è distante dalla mia visione e dalla mia storia politica e per questo considero oggi conclusa la mia esperienza in un partito che ha troppo presto disatteso le ragioni ispiratrici per le quali era nato”, ha dichiarato Esposito, sottolineando che “già nel corso del tempo” la sua posizione “è stata più volte in discordanza con quella del gruppo”. Ha aggiunto il senatore: “Ricordo infatti di non aver votato una legge elettorale incapace di ristabilire il diritto per i cittadini di scegliersi i propri parlamentari e tantomeno ho potuto votare in Aula la riforma costituzionale poi definitivamente bocciata dal popolo sovrano al referendum”. Ed ha continuato: “Ringrazio gli amici e i colleghi per questo percorso svolto insieme augurandogli le migliori fortune. Io però sono costretto a prendere altre strade per seguire la mia coscienza e le mie convinzioni che ritengo di aver sempre rispettato, con chiarezza ed onestà, anche votando in dissenso dal gruppo nel corso di questo periodo”.