fiducia

“Non siamo innamorati della continuità,avevamo chiesto una maggiore convergenza, ma dalle forze politiche c’e’ stata indisponibilità. La presa d’atto di questa situazione ha spinto le forze che compongono la maggioranza a formare questo governo”. Così ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella replica in Senato al dibattito sulla fiducia. Il via libera è arrivato con 169 voti a favore e 99 contrari. M5S, Sinistra Italiana, Forza Italia e Cor hanno votato no alla fiducia. Al voto non hanno partecipato i verdiniani di Ala e la Lega. “Questo governo è nato in poco tempo per dare all’Italia istituzioni stabili e certezza in un contesto come quello attuale”, ha detto il premier, che ha elencato a Palazzo Madama le priorità dell’esecutivo: lavoro, Mezzogiorno, ricostruzione post-terremoto e questioni internazionali.

Il governo di Paolo Gentiloni ottiene la prima fiducia alla Camera con 368 sì e 105 no. Dieci voti in meno rispetto all’ex premier Matteo Renzi che ottenne 378 sì e 220 no (più un astenuto). Al voto non hanno partecipato 91 deputati del M5S e 19 della Lega, oltre a quelli di Ala e di Noi di Scelta Civica – fra i quali l’ex viceministro dell’Economia Enrico Zanetti. Oggi Gentiloni affronterà la prova al Senato, dove i numeri della maggioranza sono più risicati. Su un totale di 320, il governo può contare su 161 voti favorevoli anche senza Ala di Denis Verdini e senza tenere conto dei senatori a vita e del gruppo Misto che al suo interno ha vari orientamenti. Non parteciperanno Lega e M5S che, tuttavia, saranno presenti al momento delle dichiarazioni di voto. “E’ un governo di responsabilità nato con il fine di garantire la stabilità delle istituzioni”, ha detto ieri il neo premier a Montecitorio, precisando che l’esecutivo “dura fin quando ha la fiducia del Parlamento”.

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle consolidano la loro posizione di schieramenti in testa alle preferenze degli italiani. Secondo un sondaggio Ixé, il partito guidato da Renzi ottiene il 32,6% delle preferenze mentre il M5S 30,3%. In moderato calo Lega Nord e Forza Italia. In lieve crescita Fratelli d’Italia, Rifondazione comunista e Area popolare. Sul versante degli indici di fiducia, per gli italiani è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il leader che ispira maggior fiducia con il 57%. Seguono il premier Renzi con il 32% e Luigi Di Maio (M5S) con il 28%.

Il governo di unità nazionale del premier tunisino incaricato Youssef Chahed ha ottenuto la fiducia del parlamento del Bardo, con 167 voti a favore, 22 contrari e 5 astensioni. Il nuovo governo ha una distribuzione equilibrata di cariche tra Nidaa Tounes (8) e l’islamico Ennahda (6). L’esecutivo di unità nazionale nasce per far superare al Paese l’attuale periodo di crisi e intraprendere le riforme economiche necessarie.